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Funzione educativa del mito
VERSIONE DI GRECO di Strabone
TRADUZIONE dal libro Alfabeta grammata n. 5 pag. 278
Καὶ πρῶτον ὅτι τοὺς μύθους ἀπεδέξαντο οὐχ οἱ ποιηταὶ μόνον͵ ἀλλὰ καὶ αἱ πόλεις πολὺ πρότερον καὶ οἱ νομοθέται τοῦ χρησίμου χάριν͵ βλέψαντες εἰς τὸ φυσικὸν πάθος τοῦ λογικοῦ ζώιου· φιλειδήμων γὰρ ἅνθρωπος͵ προοίμιον δὲ τούτου τὸ φιλόμυθον. ἐντεῦθεν οὖν ἄρχεται τὰ παιδία ἀκροᾶσθαι καὶ κοινω νεῖν λόγων ἐπὶ πλεῖον. αἴτιον δ᾽͵ ὅτι καινολογία τίς ἐστιν ὁ μῦθος͵ οὐ τὰ καθεστηκότα φράζων ἀλλ᾽ ἕτερα παρὰ ταῦτα· ἡδὺ δὲ τὸ καινὸν καὶ ὃ μὴ πρότερον ἔγνω τις· τοῦτο δ᾽ αὐτό ἐστι καὶ τὸ ποιοῦν φιλειδήμονα. ὅταν δὲ προσῆι καὶ τὸ θαυμαστὸν καὶ τὸ τερατῶδες͵ ἐπιτείνει τὴν ἡδονήν͵ ἥπερ ἐστὶ τοῦ μανθάνειν φίλτρον. κατ᾽ ἀρχὰς μὲν οὖν ἀνάγκη τοιούτοις δελέασι χρῆσθαι͵ προϊούσης δὲ τῆς ἡλικίας ἐπὶ τὴν τῶν ὄντων μάθησιν ἄγειν͵ ἤδη τῆς διανοίας ἐρρωμένης καὶ μηκέτι δεομένης κολάκων. καὶ ἰδιώτης δὲ πᾶς καὶ ἀπαίδευτος τρόπον τινὰ παῖς ἐστι φιλομυθεῖ τε ὡσαύτως· ὁμοίως δὲ καὶ ὁ πεπαιδευμένος μετρίως· οὐδὲ γὰρ οὗτος ἰσχύει τῶι λογισμῶι͵ πρόσεστι δὲ καὶ τὸ ἐκ παιδὸς ἔθος. ἐπεὶ δ᾽ οὐ μόνον ἡδὺ ἀλλὰ καὶ φοβερὸν τὸ τερατῶδες͵ ἀμφοτέρων ἐστὶ τῶν εἰδῶν χρεία πρός τε τοὺς παῖδας καὶ τοὺς ἐν ἡλικίαι· τοῖς τε γὰρ παισὶ προσφέρομεν τοὺς ἡδεῖς μύθους εἰς προτροπήν͵ εἰς ἀποτροπὴν δὲ τοὺς φοβερούς· ἥ τε γὰρ Λάμια μῦθός ἐστι καὶ ἡ Γοργὼ καὶ ὁ Ἐφιάλτης καὶ ἡ Μορμολύκη. οἵ τε πολλοὶ τῶν τὰς πόλεις οἰκούντων εἰς μὲν προτροπὴν ἄγονται τοῖς ἡδέσι τῶν μύθων͵ ὅταν ἀκούωσι τῶν ποιητῶν ἀνδραγαθήματα μυθώδη διηγουμένων͵ οἷον Ἡρακλέους ἄθλους ἢ Θησέως͵ ἢ τιμὰς παρὰ θεῶν νεμομένας͵ ἢ νὴ Δία ὁρῶσι γραφὰς ἢ ξόανα ἢ πλάσματα τοιαύτην τινὰ περιπέτειαν ὑποσημαίνοντα μυθώδη· εἰς ἀποτροπὴν δέ͵ ὅταν κολάσεις παρὰ θεῶν καὶ φόβους καὶ ἀπειλὰς ἢ διὰ λόγων ἢ διὰ τύπων ἀοράτων τινῶν προσδέχωνται
TRADUZIONE
I miti non furono adottati per primi soltanto dai poeti ma anche dai fondatori di stati e dai legislatori grazie all'utilità che trovarono in quelli considerando come l'indole naturale dell'uomo è desiderosa di conoscenza e come di queste suol essere inizio l'amore delle favole. Di qui dunque i fanciulli per prima cosa si abituano a prestare attenzione ed a conversare. E ne è motivo che le favole sono quasi un nuovo linguaggio che non dice le cose che stanno loro davanti ma tutt'altre e diverse: ciò poi che è nuovo ed ignoto diverte, e fa l'uomo avido di sapere quando poi vi si aggiungono anche il meraviglioso ed i portenti, diviene più intenso il piacere che è un fascino da cui siamo invogliati all'apprendere. Da principio pertanto è necessario avvalersi di cotale esca, affinchè, cresciuta l'età, si possano guidare i giovani alla conoscenza delle cose reali, quando l'intelligenza è già invigorita e non ha più bisogno di allettamenti. Ogni idiota poi, ogni uomo privo di educazione è in qualche modo fanciullo e ama le favole, e le amano anche quelli che sono mediamente istruiti, perché non essendo valenti nel raziocinio, prevale tuttavia loro l'abitudine alla fanciullezza. Come poi il portentoso può essere non solamente piacevole, ma anche terribile, così serve all'uno e all'altro fine per i fanciulli non meno che per gli uomini in età (adulta). Ai fanciulli raccontiamo le favole piacevoli affinché servano loro di eccitamento al bene e le terribili per distoglierli dal male come sono le favole della Lamia, della Gorgone, di Efialte e di Mormolice. Questo stesso accade ancor di più negli uomini adulti, ed uniti in società perché sono mossi alla virtù dalle favole dilettevoli, quando sentono i poeti raccontare favoleggiano gesta virtuose (come a dire le fatiche di Ercole e di Teseo) e le ricompense a quelli dagli dei concedute, o quando vedono pitture, statue o plastici, che rappresentano qualcuno di questi avvenimenti mitologici. Sono invece sottratti via dal vizio quando o per racconti o per immagini non mai vedute conoscono e si persuadono che gli dei puniscono, spaventano e minacciano
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Gli splendori e le guerre di Taranto
VERSIONE DI GRECO di Strabone
TRADUZIONE dal libro Ellenion n. 2 pagina 49
TRADUZIONE
I Tarantini un tempo furono esageratamente forti, essendo governati democraticamente: difatti si erano procurato una grandissima flotta di cui per questa disponevano di trentamila fanti, tremila cavalieri, mille comandanti di cavalleria, accolsero la filosofia di Pitagora, specialmente Archita, il quale per molto tempo fu posto a capo della città; poi la dissolutezza prevalse a causa della prosperità al punto che si celebravano molte feste pubbliche presso di loro ogni anno e giorno per giorno; per questo erano governati peggio: una prova dei cattivi governi è l’avere strateghi forestieri; difatti facevano venire Alessandro Molosso contro i Messapi e i Lucani e ancora prima Archidamo contro Agesilao e poi Cleonico e Agatocle in seguito Pirro quando combatterono contro i Romani; non erano in grado di obbedire a quelli che facevano venire, ma gettarono ostilità contro questi.
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I belgi sono i migliori fra i galli
VERSIONE DI GRECO di STRABONE
TRADUZIONE dal libro SOPHIA numero 46 pagina 43
Inizia così τούτον δε τους Βελγας αριστους φασιν, εις πεντεκαιδεκα...
Finisce così: αφ' ης τους δασεις σαγους εξυφαινουσιν ους λαινας καλουσιν.
TRADUZIONE libera
Fra tutti i galli si dice sono sono valorosissimi i belgi divisi in quindici popolazioni poste lungo l'oceano fra il reno e il ligeri tanto che da sli tennero fronte all'incursione dei germani dei cimbri e dei teutoni. E fra i belgi stessi hanno voce i gagliardissimi bellovaci e dopo costoro i sessuoni. Del gran numeroFra tutti i galli si dice sono sono valorosissimi i belgi divisi in quindici popolazioni poste lungo l'oceano fra il reno e il ligeri tanto che da sli tennero fronte all'incursione dei germani dei cimbri e dei teutoni. E fra i belgi stessi hanno voce i gagliardissimi bellovaci e dopo costoro i sessuoni. Del gran numerovelluti che i romani chiamano "laene"
TRADUZIONE libera 2
Dicono che i Belgi sono i migliori di tutti in 15 nazioni. I quali abitano presso l'Oceano tra il Reno e il Ligere e che non poterono però soli resistere all'impero degli Alemmanni, dei Cimbri, dei teutoni. Tra i Belgi dicono che i Bellovaci sono i migliori, dopo questi (dicono che sono i migliori) i Vestioni. Per segno che tennero gran quantità di uomini, si dice che già contarono CCCM Belgi che potevano portare le armi. si è detto ancora della gran moltidudine degli svizzeri, degli Armeni e dei collegati, da che si conosce quanto siano popolosi. E (come ho detto) la virtù delle donne nel partorire o nell'allevare i figlioli. Portano il saio e la zazzera e le calze molto lunghe, invece del mantello, portano vesti corte con le fino al sedere e alle parti vergognose, e con le maniche. La lane è ruvida ma lunga di pelo con la quale fanno dei sai folti di molta lana chiamati da loro "lene".
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La costituzione di Creta
VERSIONE DI GRECO di Strabone
TRADUZIONE dal libro versioni di greco per il biennio
Ο νομοθετης των Κρητων μεγιστον αγαθον ταις πολεσι ειναι ενομιζε την ελευθεριαν μονη γαρ η ελευθερια ιδια ποιει αγαθα τα μεγιστα εν δε δουλεια παντα τα αγαθα των αρχοντων αλλ'ουχι των αρχομενον ενομιζεν ειναι ουκ εστι δε ελευθερια ανευ ομονοιας, τῃ δε ονομνοιᾳ εναντιον η διχοστασια, η γινεται δια πλεονεξιαν αισχιστον ενομιζον ειναι οι Κρητες. Διο προς. εταττε ο νομοθετης τους πολιτας ολιγιστον χρονον οικοι διατριβειν και εκελευε τους μεν παιδας εν ταις ονομαζομεναις αγελαις τους δε τε λειους εν τοις συσσιτιοις πασαν σχεδον την ημεραν διατριβειν. Ουτως οι πετενστεροι μετειχον η οι επιφανεστατοι η οι δυνατωτατοι. Εκαστης δε αγελης αρχων ην ο πατηρ του συναγοντος παιδος, και κυριος ην ο αρχων εξαγειν τους παιδας επι θεραν τακταις δε ημεραις αγελη προς αγελην συνεβαλλε μετα αυλου και λυρας εις μαχην
TRADUZIONE
Il legislatore dei Cretesi riteneva che per le città il più grande bene fosse la libertà; solo la libertà infatti rende comuni tutti i beni più grandi; riteneva invece che nella schiavitù tutti i beni fossero di chi comanda e non di chi è suddito; non c'è infatti libertà senza concordia, mentre il contrario della concordia è la discordia, che avviene a causa dell'ambizione Qui il testo greco dato dall'utente era incomprensibile...? ... cosa estremamente vergognosa i Cretesi ritenevano essere. Perciò il legislatore disponeva che i cittadini passassero in casa pochissimo tempo e ordinava che i ragazzi trascorressero quasi tutta la giornata nelle cosiddette "greggi", e gli imberbi nelle mense comuni. Così vi partecipavano sia i più poveri sia i più illustri sia i più potenti.
Il comandante di ciascun "gregge" era il padre del ragazzo che li radunava, e il comandante aveva il potere di condurre i ragazzi a caccia; in giorni prefissati un "gregge" si scontrava in battaglia con un altro "gregge", con suono di flauto e lira.
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Cuma e i campi Flegrei VERSIONE DI GRECO di Strabone
ταύταις δ΄ ἐφεξῆς ἔστι Κύμη Χαλκιδέων καὶ Κυμαίων παλαιότατον κτίσμα· πασῶν γάρ ἐστι πρεσβυτάτη τῶν τε Σικελικῶν καὶ τῶν Ἰταλιωτίδων. οἱ δὲ τὸν στόλον ἄγοντες͵ Ἱπποκλῆς ὁ Κυμαῖος καὶ Μεγασθένης ὁ Χαλκιδεύς͵ διωμολογήσαντο πρὸς σφᾶς αὐτούς͵ τῶν μὲν ἀποικίαν εἶναι τῶν δὲ τὴν ἐπωνυμίαν· ὅθεν νῦν μὲν προσαγορεύεται Κύμη͵ κτίσαι δ΄ αὐτὴν Χαλκιδεῖς δοκοῦσι. πρότερον μὲν οὖν ηὐτύχει καὶ τὸ Φλεγραῖον καλούμενον πεδίον͵ ἐν ὧι τὰ περὶ τοὺς Γίγαντας μυθεύουσιν οὐκ ἄλλοθεν͵ ὡς εἰκός͵ ἀλλ΄ ἐκ τοῦ περιμάχητον τὴν γῆν εἶναι δι΄ ἀρετήν͵ ὕστερον δ΄ οἱ Καμπανοὶ κύριοι καταστάντες τῆς πόλεως ὕβρισαν εἰς τοὺς ἀνθρώπους πολλά· καὶ δὴ καὶ ταῖς γυναιξὶν αὐτῶν συνώικησαν αὐτοί. ὅμως δ΄ οὖν ἔτι σώζεται πολλὰ ἴχνη τοῦ Ἑλληνικοῦ κόσμου καὶ τῶν ἱερῶν καὶ τῶν νομίμων. ὠνομάσθαι δ΄ ἔνιοι Κύμην ἀπὸ τῶν κυμάτων φασί· ῥαχιώδης γὰρ καὶ προσεχὴς ὁ πλησίον αἰγιαλός.