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Il re dei Persiani Dario, dopo che dall'Europa era ritornato in Asia, siccome i suoi intimi lo esortavano a ridurre la Grecia sotto il suo dominio, si procurò una flotta di cinquecento navi e ad essa pose a capo Dati e Artaferne. A questi affidò duecentomila soldati a piedi e diecimila cavalieri. I generali del re, dopo che avevano fatto ormeggiare la flotta in Eubea, conquistarono celermente Eretria, fecero prigionieri tutti i cittadini di quella città e li inviarono in Asia presso il re. Da lì, una volta che furono penetrati nell'Attica, diressero le proprie truppe sulla pianura di Maratona. Questa pianura è distante all'incirca dieci miglia da Atene. Gli abitanti di Atene, sconvolti da questo attacco improvviso tanto vicino e tanto grande, chiesero soccorso, non altrove (nusquam) se non agli Spartani, inoltre nominarono in patria dieci pretori, e tra questi Milziade, affinché provvedessero all'incolumità della patria.
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Gli agricoltori arano i campi, e procurano il cibo ai padroni. Il fattore vive nella fattoria, e dirige gli schiavi e i servitori. Gli agricoltori offrono uva e donano capretti al figlio del padrone. Gli agricoltori, infatti, lavorano diligentemente nei campi. La concordia degli agricoltori e dei fattori allieta sempre il padrone. Di tanto in tanto, il lavoro degli agricoltori cessa: gli agricoltori e i padroni sostano presso il focolare, ed alleviano le preoccupazioni della vita. La concordia rende sempre accetto l'animo dei padroni agli schiavi e ai servitori.
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Ma, dopo che nell'accampamento arrivò la notizia che a Roma la congiura era stata scoperta, e del supplizio inflitto a Lentulo, a Cetego e agli altri che ho ricordato prima, la maggior parte, che la speranza di saccheggi o il desiderio di una rivoluzione aveva indotto alla guerra, si disperde; Catilina sposta i restanti, attraverso montagne impervie, e a marce forzate, nel territorio di Pistoia, con il proposito di rifugiarsi di nascosto, per vie traverse, nella Gallia Transalpina. Ma Q. Metello Celere stava di presidio nel territorio Piceno con tre legioni, pensando che, per la difficoltà delle circostanze, Catilina meditasse proprio il piano che abbiamo menzionato prima. Dunque, come apprese il suo itinerario dai disertori, tolse prontamente l'accampamento, e si appostò proprio sotto le pendici dei monti per dove quegli doveva discendere se si dirigeva verso la Gallia. E neppure Antonio era lontano, poiché era pronto a inseguire il nemico in fuga, con un grande esercito, veloce perché marciava su territori più pianeggianti. Ma Catilina, dopo che vide (presente storico) se stesso accerchiato dai monti e dalle truppe dei nemici, il rovescio patito in città, e nessuna speranza né di fuga, né di aiuto, stimando che il meglio che si potesse fare in una siffatta circostanza fosse tentare la sorte in guerra, decise di scontrarsi quanto prima con Antonio.
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Le discipline delle arti liberali sono sette. La prima è la grammatica, poiché è il fondamento di tutte le arti. Seconda (è) la retorica, poiché, per l'eleganza e ricchezza della sua eloquenza, è giudicata grandemente necessaria nelle questioni civili. Terza (è) la dialettica, poiché separa le cose vere dalle false. La quarta è l'aritmetica, poiché le relazioni dei numeri e le divisioni sono utili. Quinta (è) la musica, poiché, grazie alle canzoni e ai canti, gli alunni imparano molte cose. La sesta è chiamata geometria, poiché comprende le misure e le dimensioni della terra. Settima (è) l'astronomia, poiché racchiude la legge degli astri.
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Ti è piaciuta la cena di quel riccone di Nasidieno? Infatti, a me che domandavo per invitarti, hanno detto che eri là a bere dalla metà della giornata. Racconta, se non ti dispiace, con quali piatti avete cominciato a placare la pancia inferocita. Come prima cosa un cinghiale della Lucania, catturato al levarsi dello scirocco: di contorno ravanelli piccanti, insalate, radici, e cose in grado di stuzzicare uno stomaco stanco e stremato dalla fame, pastinaca, salsa di pesce, e feccia del vino di Coo. Mangiamo uccelli, cozze, pesci, cose che nascondevano un sapore di gran lunga diverso da quello conosciuto, come fu chiaro anche di seguito, dopo che mi ebbe offerto filetti di passero e di rombo mai assaggiati prima.
- Ut bene compositus pueri animus undique reluceat, sint oculi placidi, verecundi, compositi, non ...
- Minos, Iovis et Europae filius, Cretae insuale tyrannus, bello Athenas vicerat. Postquam Deaedalus .
- Prisci homines certas sedes non habebant sed in obscuris speluncis habitabant ubi sibi tutum refugiu
- In poetarum fabulis magna sapientia est. Saepe Minervae gloriam poetae laudant ...