Chiron Saturni et Philyrae filius erat, et non modo ceteros Centauros sed homines quoque iustitia ..
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Chirone era il figlio di Saturno e di Filira, e, in fatto di giustizia, non superava soltanto tutti gli altri centauri, ma anche gli esseri umani. I centauri avevano alta statura di corpo, e ferocia di animo. Chirone, però, (sin) dalla giovinezza era celebre per la pacatezza, l'assennatezza e la gentilezza. Perciò le poesie dei poeti esaltano Chirone come maestro. Ma Chirone ebbe una fine della vita sventurata: Ercole, un suo allievo, senza volerlo ferisce con delle frecce il proprio maestro e gli procura una ferita letale. Me Giove assegna un premio alla pacatezza di Chirone: gli dèi, infatti, collocano Chirone tra le stelle del cielo, ed ora egli risplende, con un nuovo nome, tra le stelle dello Zodiaco, a difesa del benessere degli esseri umani.
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Due Arcadici viaggiavano insieme; dopo che erano arrivati a Megara, uno andò presso un locandiere, l'altro presso un ospite. Colui che si trovava presso l'ospite, dopo cena riposò, e mentre dormiva tranquillamente, vide nei sogni l'amico che lo pregava di andargli in soccorso. In un primo momento, terrorizzato, scese improvvisamente dal letto, poi si sdraiò di nuovo; ma, mentre dormiva, gli apparve nuovamente il compagno, chiedendo che egli vendicasse la sua morte; infatti l'amico diceva così: Il locandiere malvagio, per rubare il denaro, mi ha ucciso e ha nascosto il mio cadavere; inoltre ti chiedo che domani ti rechi alla porta, e che lì interroghi un bovaro, e frughi nel suo carro. Spinto da siffatta richiesta, al mattino si recò presso la porta, vide un bovaro sopra a un carro, e trovò il cadavere dell'amico coperto con del letame. Quindi denunciò lo spaventoso delitto, affinché i giudici punissero con un duro castigo l'autore del crimine.
Caesar naves longas in flumine Ligeri quod in Oceanum influit aedificat remiges ex provincia institu
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Cesare costruisce delle imbarcazioni da guerra sul fiume Loira, che sgorga nell'Oceano, recluta rematori (provenienti) dalla provincia, e procura marinai e timonieri: infatti pianifica la guerra contro i Veneti, e si avvicina verso la Venezia. I Veneti e tutte le altre popolazioni apprendono della marcia di Cesare verso il territorio, e temono la collera del comandante, perché trattenevano in catene gli ambasciatori dei Romani. E così preparano una grande guerra, e fanno affidamento sulla geografia del luogo: infatti i tragitti erano impervi, e la navigazione difficile a causa della non conoscenza dei luoghi. Per giunta i Veneti possedevano molte navi, e conoscevano i luoghi e i mari, i Romani invece non avevano alcuna disponibilità di navi, né avevano la conoscenza dei luoghi. E così, i barbari fortificano le città, dai campi radunano il frumento nelle città, riuniscono le navi nella Venezia.
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Un cervo scacciava un cavallo dai prati comuni, finché il cavallo, inferiore nella lotta, supplicò gli aiuti dell'uomo e accettò la briglia; ma, dopo che il fiero vincitore si allontanò dal nemico, non rimosse il cavaliere dalla groppa, né la briglia dalla bocca. Così l'uomo povero, temendo la povertà, abbandona la libertà, ma poi trasporterà un padrone e sarà per sempre schiavo, perché non saprà fare con poco.
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Dopo che i Greci, nel decimo anno, ebbero espugnato Troia grazie ad un tranello, e dopo che ebbero distrutto la città, Enea, il figlio di Anchise e di Venere, caro a molti dèi e dee per via della straordinaria devozione, fuggì con delle navi insieme a un vasto gruppo di Troiani, allo scopo di ricercare delle nuove sedi. Dopo lunghe peregrinazioni attraverso il mare, e molte vicissitudini, il figlio di Anchise (Enea), insieme ai suoi compagni, giunse infine sulle coste dell'Italia, e attraccò nel territorio Laurentino, dove combatté una guerra con il re Latino. Infatti, all'epoca, controllavano quei luoghi il re Latino e gli Aborigeni. Dopo che fu uscito sconfitto in battaglia, Latino stipulò la pace con Enea, e diede a lui in sposa la figlia Lavinia. A quel punto i Troiani fondarono una città, la quale, dal nome della moglie (la moglie di Enea), venne chiamata "Lavinio".
- Cum Mars, omnium deorum fortissimus, pugnaret apud Troiam pro Troianis contra Graecos ...
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