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Pausania traditore della patria
VERSIONE DI GRECO di Licurgo TRADUZIONE
Due traduzioni diverse
la prima testo greco non pervenuto
Gli spartani avendo catturato pausania che era stato sospettato di tradimento, che essendo fuggito giunse presso un tempio, dopo aver barricato la porta, aver demolito il tetto ed essersi accampati intorno, non si allontanarono fino a quando no lo fecero morire di fame per vendetta, fecero una dimostrazione a tutti, che nemmeno i soccorsi da parte degli dei portano giustamente aiuto ai traditori. Infatti non hanno alcun torto prima che commettano empietà nei confronti degli dei, privandoli delle leggi della patria. E' una grandissima prova tra le cose che sono state stabilite li, quella che sto per dire: scrissero infatti una legge per tutti coloro che non volevano rischiare per la patria che diceva chiaramente che morissero, avendo disposto la pena riferita a ciò che essi sopratutto temono, e resero la salvezza dalla guerra esposta al pericolo e vergognosa.
la seconda:
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Generosità dei greci verso il Pio Enea
VERSIONE DI GRECO di Eliano
Inizio: ταν κατελυθη το Ιλιον, οικτειραντες οι Αχαιοι τας των αλισκομενων τυχασ
fine: ευσεβεις των ανθρωπων και οι πολεμιοι ημεροι γιγνονται.
TRADUZIONE n. 1
DAL LIBRO VERSO ITACA
Quando fu distrutta troia gli achei avendo compassione del destino dei vinti annunciarono ciò, che ciascuno dei liberi dopo aver scelto una cosa familiare che vuole la portasse via. Enea, dunque, dopo aver sollevato gli dei patrii li portava via non tenendo conto delle altre cose. I greci dunque compiaciuti della pietas dell' uomo gli concedettero di prendere un altro bene; quello portava via il padre molto vecchio caricato sulle spalle. Dunque non di meno stupiti per questo rinunciarono atutti i beni familiari di questo concordando che davanti agli uomini ossequienti, che trattano con rispetto gli dei e i genitori anche i nemici diventano miti.
traduzione n. 2
Dopo che Ilio era caduta in mano al nemico, avendo gli Achei compassione delle sorti dei conquistati annunciarono a tutti i troiani questa cosa che ciascuno degli uomini liberi che prendesse via delle cose familiari qualunque cosa volesse la portasse via dopo averla presa. Enea quindi dopo aver preso su di se gli dei patrii li portava via. Essendosi quindi compiaciuti per la pietà dell'uomo gli Achei gli concessero di portare via un ulteriore bene. Egli portava via correndo fermissimamente sulle spalle il padre invecchiato (il vecchio padre). Essendo quindi riempiti di ammirazione per questa cosa non pochissimo, gli permisero di prendere tutte le cose possedute, riconoscendo che dinanzi agli uomini piii anche i nemici per natura diventano miti
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Un re generoso
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
Avendo vinto di nuovo gli Achei con uno schieramento regolare con l'intero popolo, gli alleati avevano chiamato Polidoro n
per non l'occasione, ma per conquistare la città una volta giunto alla difesa dei nemici; dicevano infatti che sarebbe stato molto facile, una volta distrutti gli uomini ( soldati) e abbandonate le donne. Per tanto Polidoro parlò a quelli : "Per me sarebbe bello vincere gli avversari qualora combattiamo con parità, penso che non sia giusto desiderare di occupare la città qualora combattiamo sui confini della regione; " gli Acgei avanzarono per impadronirsi della regione, non per occupare la città.
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Eroica dimostrazione di coraggio VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
Serse con cinquecentomila (uomini), dopo essere sbarcato ad Artemisio, dichiara guerra agli abitanti; gli Ateniesi quindi inviarono Agesilao, il fratello di Temistocle, come spia, sebbene Neocleo in persona, il padre, avesse visto in sogno il figlio che ritraeva entrambe le mani. Dopo essere giunto presso i barbari in veste di Persiano, interrogò Mardonio, una delle guardie del corpo, pensando che fosse Serse. Colto sul fatto lì intorno, fu condotto dinanzi al Re. Essendo il re sul punto di sacrificare buoi sull'altare di Elio, Agesilao mise davanti la mano destra, e dopo aver sopportato senza lamenti le torture venne liberato dalle catene e disse: "Tutti noi Ateniesi siamo così: se ne dubiti, porgerò anche la sinistra". Serse, spaventato, ordino che egli fosse vigilato.
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I due nemici
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
Navigando sulla stessa nave due uomini che erano nemici l'un l'altro, dei quali l'uno stava a poppa e l'altro a prua. Poichè sopraggiungeva una tempesta e la nave stava ormai per affondare, quello che stava a prua chiese al timoniere quale delle due parti della nave si sarebbe immersa per prima. Poichè quello sentì che sarebbe stata la poppa, esclamò: "Allora per me non è dolorosa la morte -diceva- se sto per vedere morire il mio nemico prima di me!" La favoletta insegna che molti uomini non si curano affatto della propria rovina, se vedono che ne sono colpiti i nemici prima di loro.