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La morte di Pausania
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Askesisn°223 di pag 286
inizia con akousantes de akribws...
TRADUZIONE
Gli efori avendo ascoltato accuratamente allora partirono avendo appreso ormai x certo, organizzarono la cattura nella città. Si dice che questo(Pausania ) mentre stava per essere catturato nella strada, come vide il volto di uno degli efori che si avvicinava capì per quale motivo veniva, e mentre un altro faceva un cenno di nascosto e gli rivelava per amicizia la trappola, andò di corsa verso il tempio di Atene Calcieca e vi si rifuggiò; il recinto sacro era vicino. Ed essendo entrato in una stanza non mollto grande che si trovava nel tempio, affinche non soffrisse all'aperto, si fermò. Quelli ke arrivarono dopo nell'inseguimento dopo ciò tolsero il tetto dalla casa e assicuratisi che quello era rinchiuso dentro, murarono le porte e lo assediarono per la fame. Quando egli satva per morire essendo imprigionato nella casa, essendosene accorti, lo portarono fuori dal tempio, mentre ancora respirava e portato fuori subito morì.
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Clelia, un'eroina romana
VERSIONE DI GRECO di Polieno TRADUZIONE dal libro Remata
I Romani, combattendo contro i Tirreni, avendo fatto un patto, diedero a quelli le ragazze in ostaggio figlie degli uomini piú illustri ( questa frase potrebbe pure essere: diedero a quelli gli pstaggi in cambio delle figlie degli uomini più illuatri); coloro che erano stati fatti prigionieri, andarono presso il fiume Tevere per lavarsi (non so se é giusto questo lavarsi). Clelia, una di quelli, chiese a ognuno di levarsi la tunica dal volto e attraversare "il corso dell'acqua profondo e difficile da attraversare". Dopo che lo attraversarono, i Romani ammirarono il coraggio e il valore di quelli, inviarono quelli ai Tirreni badando alla lealtà del patto. Porsenna, re dei Tirreni, interrogò la ragazza su che cosa fosse successo per causare ciò; clelia, partendo dagli inizi, confesso l'accaduto. Porsenna, essendo meravigliato dal coraggio della fanciulla, donò a quella un cavallo adornato con magnificenza e inviò ai Romani tutte le ragazze secondo l'accordo.
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Trucchi...per ammaliare
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Rematanumero 88 a pagina 155-156
TRADUZIONE
Crediamo di aver saputo di Ciro che ritenva che fosse necessario che i comandanti si distinguessero dai sudditi
non solo in questo, nell'essere più forti di quelli, ma riteneva che fosse anche necessario che li ammaliassero.
Scelse una veste medica e persuase anche tutti i compagni ad indossarla:
credeva infatti che questa nascondesse, se qualcuno lo vedeva, unqualche difetto nel corpo
e mostrasse coloro che la indossavano più grandi e più belli, e infatti avevano quei calzari
grazie a cui era soprattutto possibile che sfuggano all'attenzione anche i difetti, quelli sotto,
tali che sembrano che fossero più grandi di quanto non siano; e si permetteva che si truccassero gli occhi,
cosi' da sembrare più belli agli occhi d quanto non siano in realta' e perche' apparissero più coloriti.
Vedeva che tutte queste cose avrebbero portato a far apparire più difficili da disprezzare i comandanti.
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δεῖ δ᾽ ὑμᾶς, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, ἐξ ἀρχῆς τῶν πραγμάτων ἁπάντων ἀκοῦσαι, ἵν᾽ εἰδῆτε πρῶτον μὲν ᾧ τρόπῳ ὑμῖν ἡ δημοκρατία κατελύθη καὶ ὑφ᾽ ὅτου, ἔπειτα ᾧ τρόπῳ οἱ ἄνδρες ὑπ᾽ Ἀγοράτου ἀπέθανον, καὶ δὴ ὅ τι ἀποθνῄσκειν μέλλοντες ἐπέσκηψαν: ἅπαντα γὰρ ταῦτα ἀκριβῶς ἂν μαθόντες ἥδιον καὶ ὁσιώτερον Ἀγοράτου τουτουὶ καταψηφίζοισθε. ὅθεν οὖν ἡμεῖς τε ῥᾷστα διδάξομεν καὶ ὑμεῖς μαθήσεσθε, ἐντεῦθεν ὑμῖν ἄρξομαι διηγεῖσθαι. ἐπειδὴ γὰρ αἱ νῆες αἱ ὑμέτεραι διεφθάρησαν καὶ τὰ πράγματα <τὰ> ἐν τῇ πόλει ἀσθενέστερα ἐγεγένητο, οὐ πολλῷ χρόνῳ ὕστερον αἵ τε νῆες αἱ Λακεδαιμονίων ἐπὶ τὸν Πειραιᾶ ἀφικνοῦνται, καὶ ἅμα λόγοι πρὸς Λακεδαιμονίους περὶ τῆς εἰρήνης ἐγίγνοντο. ἐν δὲ τῷ χρόνῳ τούτῳ οἱ βουλόμενοι νεώτερα πράγματα ἐν τῇ πόλει γίγνεσθαι ἐπεβούλευον, νομίζοντες κάλλιστον καιρὸν εἰληφέναι καὶ μάλιστ᾽ <ἂν> ἐν τῷ τότε χρόνῳ τὰ πράγματα, ὡς αὐτοὶ ἐβούλοντο, καταστήσασθαι. ἡγοῦντο δὲ οὐδὲν ἄλλο σφίσιν ἐμποδὼν εἶναι ἢ τοὺς τοῦ δήμου προεστηκότας καὶ τοὺς στρατηγοῦντας καὶ ταξιαρχοῦντας. τούτους οὖν ἐβούλοντο ἁμῶς γέ πως ἐκποδὼν ποιήσασθαι, ἵνα ῥᾳδίως ἃ βούλοιντο διαπράττοιντο.
Bisogna che voi o giudici, vendicchiate gli uomini che sono morti per la loro fedeltà alla democrazia; ma spetta anche in modo particolare a me, perché Dionisodoro era mio cugino e mio cognato. Io nutro dunque nei confronti di Agorato gli stessi motivi di rancore che ha il popolo: quest'uomo infatti ha commesso azioni per le quali io ho ragione di odiarlo e voi, se Dio lo vuole, giustamente lo punirete. Egli, al tempo dei Trenta, ha causato con la sua denuncia la morte di mio cognato Dionisodoro e di molti altri uomini di cui udirete i nomi, tutti leali sostenitori della democrazia. Agendo così, non solo ha colpito in modo durissimo sul piano privato me e tutti i parenti delle vittime, ma ha arrecato anche un danno pubblico non lieve alla città, credo, privandola di uomini come quelli. Dunque, giudici, ritengo sia conforme al diritto umano e divino, per me e per voi, far vendetta, ciascuno secondo le sue forze; e credo che, se agiremo così, gli dei e gli uo-mini ce ne renderanno merito. Ma bisogna che voi, Ateniesi, ascoltiate tutti i fatti sin dal principio, perché sappiate innanzitutto in qual modo fu abbattuta la vostra democrazia e da chi, e poi in che modo quegli uomini perirono per mano di Agorato e, soprattutto, quali estreme volontà espressero in punto di morte. Dopo esser venuti a conoscenza in modo preciso di tutte queste cose, potrete condannare Agorato con maggior tranquillità e più convinti di agire secondo le sacre norme. Comincerò pertanto il mio resoconto dal punto in cui risulterà più facile per me esporre e per voi seguire i fatti. Quando la vostra flotta fu distrutta e la situazione della città si era fatta ormai disperata, dopo poco tempo giunsero al Pireo le navi spartane e contemporaneamente si svolgevano le trattative di pace con gli Spartani. In quel momento coloro che aspiravano a un cambiamento di regime in città ordivano le loro trame, convinti di avere a disposizione un'occasione perfetta, allora come non mai, per instaurare il governo che volevano Pensavano di non aver altro ostacolo alle loro mire che i capi della parte popolare, gli strateghi e i tassiarchi. Dunque volevano in qualche modo sbarazzarsi di loro, per poter più facilmente portare a termine i loro piani.
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ἐπειδὴ τοίνυν, ὦ ἄνδρες δικασταί, θάνατος αὐτῶν κατεγνώσθη καὶ ἔδει αὐτοὺς ἀποθνήσκειν, μεταπέμπονται εἰς τὸ δεσμωτήριον ὁ μὲν ἀδελφήν, ὁ δὲ μητέρα, ὁ δὲ γυναῖκα, ὁ δ᾽ ἥ τις ἦν ἑκάστῳ αὐτῶν προσήκουσα, ἵνα τὰ ὕστατα ἀσπασάμενοι τοὺς αὑτῶν οὕτω τὸν βίον τελευτήσειαν. καὶ δὴ καὶ Διονυσόδωρος μεταπέμπεται τὴν ἀδελφὴν τὴν ἐμὴν εἰς τὸ δεσμωτήριον, γυναῖκα ἑαυτοῦ οὖσαν. πυθομένη δ᾽ ἐκείνη ἀφικνεῖται, μέλαν τε ἱμάτιον ἠμφιεσμένη ὡς εἰκὸς ἦν ἐπὶ τῷ ἀνδρὶ αὐτῆς τοιαύτῃ συμφορᾷ κεχρημένῳ. ἐναντίον δὲ τῆς ἀδελφῆς τῆς ἐμῆς Διονυσόδωρος τά τε οἰκεῖα τὰ αὑτοῦ διέθετο ὅπως αὐτῷἐδόκει, καὶ περὶ Ἀγοράτου τουτουὶ ἔλεγεν ὅτι <οἱ> αἴτιος ἦν τοῦ θανάτου, καὶ ἐπέσκηπτεν ἐμοὶ καὶ Διονυσίῳ τουτῳί, τῷ ἀδελφῷ τῷ αὑτοῦ, καὶ τοῖς φίλοις πᾶσι τιμωρεῖν ὑπὲρ αὑτοῦ Ἀγόρατον: καὶ τῇ γυναικὶ τῇ αὑτοῦ ἐπέσκηπτε, νομίζων αὐτὴν κυεῖν ἐξ αὑτοῦ, ἐὰν γένηται αὐτῇ παιδίον, φράζειν τῷ γενομένῳ ὅτι τὸν πατέρα αὐτοῦ Ἀγόρατος ἀπέκτεινε, καὶ κελεύειν τιμωρεῖν ὑπὲρ αὑτοῦ ὡς φονέα ὄντα. ὡς οὖν ἀληθῆ λέγω, μάρτυρας τούτων παρέξομαι. Μάρτυρες
Dunque, O Ateniesi, (giudici) dopo che furono condannati a morte, quando ormai era imminente l'esecuzione, fecero andare alla prigione chi la sorella, chi la madre, chi la moglie, chi una qualsiasi parente che avesse, per poter morire dopo aver almeno riabbracciato per l'ultima volta i loro cari. Dionisodoro in particolare fa arrivare alla prigione mia sorella, che era sua moglie. Costei, appena avvertita, arriva, avvolta in un mantello nero in segno di lutto, com'era di circostanza, per suo marito che subiva quella triste sorte. Davanti a mia sorella Dionisodoro dispose come gli sembrò meglio dei suoi beni; quanto ad Agorato, dichiarò che era il responsabile della sua morte e lasciò a me, a suo fratello Dionisio, qui presente, e a tutti i suoi parenti il compito di far vendetta della sua morte su Agorato; e a sua moglie, che credeva fosse incinta di lui, raccomandava, se le fosse nato un maschio, di rivelargli, una volta cresciuto, che suo padre era stato ucciso da Agorato e di incitarlo a punire l'assassino in nome suo. Porterò i testimoni che ciò che dico risponde a verità.