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L'amicizia secondo i Poeti
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Antrhopon Odoi
ἐγὼ οὖν βουλόμενος τόν τε Μενέξενον ἀναπαῦσαι καὶ ἐκείνου ἡσθεὶς τῇ φιλοσοφίᾳ, οὕτω μεταβαλὼν πρὸς τὸν λύσιν ἐποιούμην τοὺς λόγους, καὶ εἶπον· ὦ Λύσι, ἀληθῆ μοι δοκεῖς λέγειν ὅτι εἰ ὀρθῶς ἡμεῖς ἐσκοποῦμεν, οὐκ ἄν ποτε οὕτως ἐπλανώμεθα. ἀλλὰ ταύτῃ μὲν μηκέτι ἴωμεν— καὶ γὰρ χαλεπή τίς μοι φαίνεται ὥσπερ ὁδὸς ἡ σκέψις—ᾗ δὲ ἐτράπημεν, δοκεῖ μοι χρῆναι ἰέναι, σκοποῦντα τὰ κατὰ τοὺς ποιητάς· οὗτοι γὰρ ἡμῖν ὥσπερ πατέρες τῆς σοφίας εἰσὶν καὶ ἡγεμόνες. λέγουσι δὲ δήπου οὐ φαύλως ἀποφαινόμενοι περὶ τῶν φίλων, οἳ τυγχάνουσιν ὄντες· ἀλλὰ τὸν θεὸν αὐτόν φασιν ποιεῖν φίλους αὐτούς, ἄγοντα παρ’ ἀλλήλους. λέγουσι δέ πως ταῦτα, ὡς ἐγᾦμαι, ὡδίαἰεί τοι τὸν ὁμοῖον ἄγει θεὸς ὡς τὸν ὁμοῖον καὶ ποιεῖ γνώριμον ϰαί φίλον
TRADUZIONE
Dunque io, volendo concedere una tregua a Menesseno e compiaciuto per l'amore del sapere Nostrato da Liside, mi volsi a discutere con lui e dissi: "Liside, mi sembra che tu dica il vero quando affermi che, se avessimo indagato correttamente, non avremmo mai sbagliato in questo modo.
Allora non procediamo più per questa via - quello della ricerca mi sembra un percorso difficile -; mi pare invece che dobbiamo proseguire per la via lungo la quale ci eravamo avviati esaminando i poeti. Costoro per noi, come padri e guide della sapienza, dicono cose non da poco quando parlano degli amici, quelli che sono tali: anzi dicono che il dio stesso li rende amici, avvicinandoli gli uni agli altri.
Dicono all'incirca così, credo: "il dio conduce sempre il simile verso il simile" e li fa conoscere.
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Destituzione dei trenta tiranni
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Remata
τῇ δ' ὑστεραίᾳ οἱ μὲν τριάκοντα πάνυ δὴ ταπεινοὶ καὶ ἔρημοι συνεκάθηντο ἐν τῷ συνεδρίῳ· τῶν δὲ τρισχιλίων ὅπου ἕκαστοι τεταγμένοι ἦσαν, πανταχοῦ διεφέροντο πρὸς ἀλλήλους. ὅσοι μὲν γὰρ ἐπεποιήκεσάν τι βιαιότερον καὶ ἐφοβοῦντο, ἐντόνως ἔλεγον ὡς οὐ χρείη καθυφίεσθαι τοῖς ἐν Πειραιεῖ· ὅσοι δὲ ἐπίστευον μηδὲν ἠδικηκέναι, αὐτοί τε ἀνελογίζοντο καὶ τοὺς ἄλλους ἐδίδασκον ὡς οὐδὲν δέοιντο τούτων τῶν κακῶν, καὶ τοῖς τριάκοντα οὐκ ἔφασαν χρῆναι πείθεσθαι οὐδ' ἐπιτρέπειν ἀπολλύναι τὴν πόλιν. καὶ τὸ τελευταῖον ἐψηφίσαντο ἐκείνους μὲν καταπαῦσαι, ἄλλους δὲ ἑλέσθαι. καὶ εἵλοντο δέκα, ἕνα ἀπὸ φυλῆς.
TRADUZIONE
II giorno successivo i Trenta, umiliati e isolati da tutti, si riunirono in seduta; quanto ai Tremila, erano in disaccordo tra loro in tutte le sedi in cui erano stati dislocati. Coloro che avevano compiuto eccessi di violenza e ne temevano le conseguenze sostenevano con tutte le loro forze che non si doveva cedere a quelli del Pireo; mentre quanti erano convinti di non aver commesso alcuna illegalità valutavano la situazione e cercavano di spiegare anche agli altri che non v'era nessuna necessità di tanti delitti, e dichiaravano che non si doveva più obbedire ai Trenta né permettere loro di portare la città alla rovina. Alla fine votarono la loro destituzione e l'elezione di altri magistrati. Ne dessero dieci, uno per tribù
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AUTOCONTROLLO DI CIRO
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro remata n. 38 pag, 81
σωφροσύνην δ᾽ αὑτοῦ ἐπιδεικνὺς μᾶλλον ἐποίει καὶ ταύτην πάντας ἀσκεῖν. ὅταν γὰρ ὁρῶσιν, ᾧ μάλιστα ἔξεστιν ὑβρίζειν, τοῦτον σωφρονοῦντα, οὕτω μᾶλλον οἵ γε ἀσθενέστεροι ἐθέλουσιν οὐδὲν ὑβριστικὸν ποιοῦντες φανεροὶ εἶναι. διῄρει δὲ αἰδῶ καὶ σωφροσύνην τῇδε, ὡς τοὺς μὲν αἰδουμένους τὰ ἐν τῷ φανερῷ αἰσχρὰ φεύγοντας, τοὺς δὲ σώφροναςκαὶ τὰ ἐν τῷ ἀφανεῖ. καὶ ἐγκράτειαν δὲ οὕτω μάλιστ᾽ ἂν ᾤετο ἀσκεῖσθαι, εἰ αὐτὸς ἐπιδεικνύοι ἑαυτὸν μὴ ὑπὸ τῶνπαραυτίκα ἡδονῶν ἑλκόμενον ἀπὸ τῶν ἀγαθῶν, ἀλλὰ προπονεῖν ἐθέλοντα πρῶτον σὺν τῷ καλῷ τῶν εὐφροσυνῶν. τοιγαροῦν τοιοῦτος ὢν ἐποίησεν ἐπὶ ταῖς θύραις πολλὴν μὲν τῶν χειρόνων εὐταξίαν, ὑπεικόντων τοῖς ἀμείνοσι, πολλὴνδ᾽ αἰδῶ καὶ εὐκοσμίαν πρὸς ἀλλήλους. ἐπέγνως δ᾽ ἂν ἐκεῖ οὐδένα οὔτε ὀργιζόμενον κραυγῇ οὔτε χαίροντα ὑβριστικῷγέλωτι, ἀλλὰ ἰδὼν ἂν αὐτοὺς ἡγήσω τῷ ὄντι εἰς κάλλος
TRADUZIONE
(Ciro) Mostrando il proprio autocontrollo contribuiva a far sì che questa virtù fosse oggetto di un impegno collettivo. E in effetti, constatando Pautodisciplina di chi più di ogni altro avrebbe licenza di mostrarsi arrogante, anche i menopotenti sono più disposti a dar prova di astenersi da qualsiasi manifestazione di prepotenza. Distingueva fra rispettoe autodisciplina nel senso che, mentre coloro che praticano il primo si limitano a rifuggire da ciò che sarebberiprovevole agli occhi di tutti, gli uomini dotati di autocontrollo si astengono altresì da ciò che sfugge allo sguardoaltrui. Anche l'autodisciplina riteneva che sarebbe stata esercitata con la massima efficacia se egli stesso avessedimostrato di non lasciarsi sedurre lungi dalla virtù dai piaceri effimeri, ma di voler faticare con onore prima digustare gioie meritate. Con un tale comportamento determinò alla sua corte una grande disciplina da parte degliinferiori per la disponibilità a cedere ai superiori e nel contempo un grande rispetto e una grande armonia generali. Mai si sarebbero potute udire in quell' ambiente urla insolenti di collera o risate scomposte di esultanza maosservandoli si sarebbe detto che vivevano per la bellezza
Traduzione n, 2
Mostrando la propria temperanza, Ciro faceva in modo che anche tutti gli altri la esercitassero di più. Infatti, quando lo vedevano essere temperante, nelle situazioni in cui era davvero possibile commettere violenze, allora i più deboli volevano con evidenza non ompiere nulla di oltraggioso. Distingueva il pudore dalla temperanza per questo aspetto, ossia che mentre le persone pudiche fuggivano le azioni turpi in pubblico, i temperanti anche quelle fatte di nascosto. Perciò, essendo una persona tale, a corte insegnò ai sudditi una grande temperanza, bel disposti verso i migliori, e un grande pudore e compostezza gli uni verso gli altri. Lì non si sarebbe potuto osservare nessuno né che si adirasse e gridasse né che si rallegrasse con una risata irridente, ma conoscendoli si sarebbe potuto pensare che essi vivessero nella bellezza.
Ancora
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La resurrezione di Lazzaro
VERSIONE DI GRECO d el Vangelo di Giovanni
TRADUZIONE dal libro Remata pag 151 numero 81
ἡ οὖν Μάρθα ὡς ἤκουσεν ὅτι Ἰησοῦς ἔρχεται ὑπήντησεν αὐτῷ· Μαριὰμ δὲ ἐν τῷ οἴκῳ ἐκαθέζετο. 21εἶπεν οὖν ἡ Μάρθα πρὸς Ἰησοῦν· κύριε, εἰ ἦς ὧδε οὐκ ἂν ἀπέθανεν ὁ ἀδελφός μου· καὶ νῦν οἶδα ὅτι ὅσα ἂν αἰτήσῃ τὸν θεὸν δώσει σοι ὁ θεός. λέγει αὐτῇ ὁ Ἰησοῦς ἀναστήσεται ὁ ἀδελφός σου. λέγει αὐτῷ ἡ Μάρθα· οἶδα ὅτι ἀναστήσεται ἐν τῇ ἀναστάσει ἐν τῇ ἐσχάτῃ ἡμέρᾳ. εἶπεν αὐτῇ ὁ Ἰησοῦς· ἐγὼ εἰμι ἡ ἀνάστασις καὶ ἡ ζωή· ὁ πιστεύων εἰς ἐμὲ κὰν ἀποθάνῃ ζήσεται. καὶ πᾶς ὁ ζῶν καὶ πιστεύων εἰς ἐμὲ οὐ μὴ ἀποθάνῃ εἰς τὸν αἰῶνα. πιστεύεις τοῦτο; λέγει αὐτῷ· ναὶ κύριε, ἐγὼ πεπίστευκα ὅτι σὺ εἶ ὁ χριστὸς ὁ υἱὸς τοῦ θεοῦ ὁ εἰς τὸν κόσμον ἐρχόμενος. Καὶ τοῦτο εἰποῦσα ἀπῆλθεν καὶ ἐφώνησεν Μαριὰμ τὴν ἀδελφὴν αὐτῆς λάθρᾳ εἰποῦσα· ὁ διδάσκαλος πάρεστιν καὶ φωνεῖ σε. ἐκείνη δὲ ὡς ἤκουσεν ἠγέρθη ταχὺ καὶ ἤρχετο πρὸς αὐτόν. οὕπω δὲ ἐλήλυθει ὁ Ἰησους εἰς τὴν κώμην, ἀλλ’ ἦν ἔτι ἐν τῷ τόπῳ ὅπου ὑπήντησεν αὐτῷ ἡ Μάρθα
TRADUZIONE
Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo». Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro.
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La ubris di Serse VERSIONE DI GRECO di Erodoto
Inizio: Ές ταυτην ων την ακτην εξ Αβυδου... fine: τη ζευξι του Ελλησποντου αποταμειν τας κεφαλας.