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ATENE è CARA AGLI DEI
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Remata - pagina 85 numero 30
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La peste sovverte ogni legge morale e religiosa
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
TRADUZIONE dal libro Remata
TESTO GRECO ORIGINALE
Πρῶτόν τε ἦρξε καὶ ἐς τἆλλα τῇ πόλει ἐπὶ πλέον ἀνομίας τὸ νόσημα. ῥᾷον γὰρ ἐτόλμα τις ἃ πρότερον ἀπεκρύπτετο μὴ καθ' ἡδονὴν ποιεῖν, ἀγχίστροφον τὴν μεταβολὴν ὁρῶντες τῶν τε εὐδαιμόνων καὶ αἰφνιδίως θνῃσκόντων καὶ τῶν οὐδὲν πρότερον κεκτημένων, εὐθὺς δὲ τἀκείνων ἐχόντων. ὥστε ταχείας τὰς ἐπαυρέσεις καὶ πρὸς τὸ τερπνὸν ἠξίουν ποιεῖσθαι, ἐφήμερα τά τε σώματα καὶ τὰ χρήματα ὁμοίως ἡγούμενοι. καὶ τὸ μὲν προσταλαιπωρεῖν τῷ δόξαντι καλῷ οὐδεὶς πρόθυμος ἦν, ἄδηλον νομίζων εἰ πρὶν ἐπ' αὐτὸ ἐλθεῖν διαφθαρήσεταιˇ ὅτι δὲ ἤδη τε ἡδὺ πανταχόθεν τε ἐς αὐτὸ κερδαλέον, τοῦτο καὶ καλὸν καὶ χρήσιμον κατέστη. θεῶν δὲ φόβος ἢ ἀνθρώπων νόμος οὐδεὶς ἀπεῖργε, τὸ μὲν κρίνοντες ἐν ὁμοίῳ καὶ σέβειν καὶ μὴ ἐκ τοῦ πάντας ὁρᾶν ἐν ἴσῳ ἀπολλυμένους, τῶν δὲ ἁμαρτημάτων οὐδεὶς ἐλπίζων μέχρι τοῦ δίκην γενέσθαι βιοὺς ἂν τὴν τιμωρίαν ἀντιδοῦναι, πολὺ δὲ μείζω τὴν ἤδη κατεψηφισμένην σφῶν ἐπικρεμασθῆναι, ἣν πρὶν ἐμπεσεῖν εἰκὸς εἶναι τοῦ βίου τι ἀπολαῦσαι.
testo greco facilitato per la ricerca
Πρωτον τε ηρξε και ες ταλλα τη πολει επι πλεον ανομιας το νοσημα. Ραον γαρ ετολμα τις α προτερον απεκρυπτετο μη καθ' ηδονην ποιειν, αγχιστροφον την μεταβολην ορωντες των τε ευδαιμονων και αιφνιδιως θνησκοντων και των ουδεν προτερον κεκτημενων, ευθυς δε τακεινων εχοντων. Ωστε ταχειας τας επαυρεσεις και προς το τερπνον ηξιουν ποιεισθαι, εφημερα τα τε σωματα και τα χρηματα ομοιως ηγουμενοι. Και το μεν προσταλαιπωρειν τω δοξαντι καλω ουδεις προθυμος ην, αδηλον νομιζων ει πριν επ' αυτο ελθειν διαφθαρησεται: ο τι δε ηδη τε ηδυ πανταχοθεν τε ες αυτο κερδαλεον, τουτο και καλον και χρησιμον κατεστη. Θεων δε φοβος η ανθρωπων νομος ουδεις απειργε, κρινοντες εν ομοιω και σεβειν και μη εκ του παντας οραν εν ισω απολλυμενους. των δε αμαρτηματων ουδεις ελπιζων μεχρι του δικην γενεσθαι βιους αν την τιμωριαν αντιδουναι, πολυ δε μειζω την ηδη κατεψηφισμεν σφων επικρεματασθηναι ην πριν εμπεσειν εικος ειναι του βιου τι απολαυσαι
TRADUZIONE
E pure in altre cose nella cittàl l'epidemia ha dato inizio a numerose violazioni delle leggi. Più agevolmente uno aveva il coraggio di fare quello che prima si guardava dal fare per proprio piacere, che vedeva accadere un rapido cambiamento tra quelli che erano felici e cessavano di vivere all'improvviso quelli che prima non avevano niente e possedevano poi le ricchezze degli altri. . Considerando ormai la vita e il denaro come valori di passaggio, bramavano godimenti e piaceri che s'esaurissero in fretta, in soddisfazioni rapide e concrete. Nessuno si sentiva trasportare dallo zelo di impegnare con anticipo energie in qualche impresa ritenuta degna, nel dubbio che la morte giungesse a folgorarlo, a mezzo del cammino. L'immediato piacere e qualsiasi espediente atto a procurarlo costituivano gli unici beni considerati onesti e utili. Nessun freno di pietà divina o di umana regola: rispetto e sacrilegio non si distinguevano, da parte di chi assisteva al quotidiano spettacolo di una morte che colpiva senza distinzione, ciecamente. Inoltre, nessuno concepiva il serio timore di arrivar vivo a rendere conto alla giustizia dei propri crimini. Avvertivano sospesa sul loro capo una condanna ben più pesante: e prima che s'abbattesse, era umano cercare di goder qualche pò della vita.
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L'esercito di Ciro arriva a Cunassa
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro remata
Inizio: Και ηδη τε μεσον ημερας και ουπω καταφανεις...
Fine: ως διακοπτειν οτω εντυγχανοιεν.
καὶ ἤδη τε ἦν μέσον ἡμέρας καὶ οὔπω καταφανεῖς ἦσαν οἱ πολέμιοι· ἡνίκα δὲ δείλη ἐγίγνετο, ἐφάνη κονιορτὸς ὥσπερ νεφέλη λευκή, χρόνῳ δὲ συχνῷ ὕστερον ὥσπερ μελανία τις ἐν τῷ πεδίῳ ἐπὶ πολύ. ὅτε δὲ ἐγγύτερον ἐγίγνοντο, τάχα δὴ καὶ χαλκός τις ἤστραπτε καὶ λόγχαι καὶ αἱ τάξεις καταφανεῖς ἐγίγνοντο. καὶ ἦσαν ἱππεῖς μὲν λευκοθώρακες ἐπὶ τοῦ εὐωνύμου τῶν πολεμίων· Τισσαφέρνης ἐλέγετο τούτων ἄρχειν· ἐχόμενοι δὲ γερροφόροι, ἐχόμενοι δὲ ὁπλῖται σὺν ποδήρεσι ξυλίναις ἀσπίσιν. Αἰγύπτιοι δ' οὗτοι ἐλέγοντο εἶναι· ἄλλοι δ' ἱππεῖς, ἄλλοι τοξόται. πάντες δ' οὗτοι κατὰ ἔθνη ἐν πλαισίῳ πλήρει ἀνθρώπων ἕκαστον τὸ ἔθνος ἐπορεύετο. πρὸ δὲ αὐτῶν ἅρματα διαλείποντα συχνὸν ἀπ' ἀλλήλων τὰ δὴ δρεπανηφόρα καλούμενα· εἶχον δὲ τὰ δρέπανα ἐκ τῶν ἀξόνων εἰς πλάγιον ἀποτεταμένα καὶ ὑπὸ τοῖς δίφροις εἰς γῆν βλέποντα, ὡς διακόπτειν ὅτῳ ἐντυγχάνοιεν.
TRADUZIONE
Era ormai mezzogiorno e i nemici non erano ancora in vista. Quando era pomeriggio, apparve in lontananza un turbinio di polvere simile a una nube bianca che poi, a distanza di tempo, prese l'aspetto di un qualcosa di nero, nella piana, per grande tratto. Man mano che si avvicinavano, il bronzo cominciò ben presto a scintillare e si potevano distinguere armi e schiere. C'erano cavalieri con bianche corazze sulla sinistra della linea nemica: li guidava, stando alle voci, Tissaferne. Al suo fianco stavano truppe armate di scudi di vimini e quindi opliti dotati di scudi di legno lunghi fino ai piedi. Quest'ultimi erano Egizi, a quanto si diceva. E poi c'erano cavalieri e poi arcieri. Tutti marciavano divisi per etnie, ciascun popolo formava un quadrato fitto di uomini. Davanti a loro erano schierati i carri cosiddetti falcati a grande distanza gli uni dagli altri: le falci partivano dagli assi, erano disposte in senso orizzontale e rivolte verso il terreno sotto i carri per stritolare quanto avessero incontrato. L'idea era di lanciarli contro le file dei Greci e di farli a pezzi.
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IL SOGNO DI CALPURNIA
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Remata - pagina 100 numero 41
C licca qui per la traduzione dal libro Askesis
Traduzione n. 1
Il giorno prima poiché marco lepido invitava a pranzo quello, egli firmò per caso delle lettere, come è solito, stando sdraiato dopo che il discorso cadde su quale mai fosse la migliore tra le morti, avendo preceduto tutti, gridò quella in attesa. Mentre dopo ciò si coricava, come è solito, vicino la moglie, poiche si spalancavano insieme tutte le porte e le finestre della stanza, dal momento che fu turbato insieme dal rumore e dalla luce della luna che splendeva, si accorse che Calpurnia dormiva profondamente, ma emetteva dai sogni vari confusi e lamenti indistinti. Sembrava che lei piangesse Cesare quello avendolo morto tra le braccia.
TRADUZIONE n. 2
Marco Lepido invitandolo a pranzo, per caso scrisse in una delle lettere come era solito giacendo a letto; essendosi imbattuto in un discorso, vale a dire quale fosse la migliore delle morti, essendo giunti tutti quanti proclamò: " Quella improvvisa ". Dopo di queste cose mettendosi a letto come era solito vicino la moglie, essendosi aperte tutte insieme le porte della camera e le finestre, essendo turbato per il rumore e allo stesso tempo per la luce della luna che illuminava, si accorse che Calpurnia dormiva profondamente, e che emetteva suoni indistinti e deboli sospiri nel sonno; sembrava dunque che piangesse tenendo tra le braccia quello ucciso.
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ELOGIO DEL LOGOS parte I-II
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Remata
TRADUZIONE
PARTE I
Infatti nelle altre facoltà che abbiamo non ci differenziamo affatto dagli animali, ma siamo inferiori a molti per la velocità e la forza e le altre risorse. Ma poiché è connaturata in noi la facoltà di persuaderci gli uni con gli altri e di render chiaro a noi stessi ciò che vogliamo, non solo siamo usciti dallo stadio di vita selvaggia, ma ci siamo riuniti, abbiamo costruito città, dato leggi e inventato arti, e quasi tutto quanto noi abbiamo compiuto è la capacità di parlare che ci ha aiutato a compierlo.
PARTE II
Questa infatti ha dato leggi sul giustoe sull’ingiusto, su ciò che è bello e su ciò che è vergognoso; se non si fossero operate queste distinzioni, non saremmo in grado di vivere gli uni con gli altri. Con la parola noi accusiamo i malvagi e lodiamo i buoni; per mezzo di essa educhiamo gli stolti e mettiamo alla prova i saggi: riteniamo infatti che il parlare come si conviene sia la prova più grande di saggezza, e un discorso conforme a verità, legalità e giustizia, è l’immagine di un’anima buona e leale.