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Molti grandi uomini ebbero umili origini
VERSIONE DI GRECO di Eliano
TRADUZIONE dal libro Remata pag. 68 n. 32.
inizio: Δραρειον ακουω τον Υστασπου φαρετροφορν Κυρου γενεσθαι. Ο δε
τελευθαιος Δαρειος, ο υπο Αλεξανδρου νικηθεις, δουλος ην.
fine: Φωκιων δε ο χρηστος επικληθεις πατρος μεν δοισουκας εργαζομενου ην,
Δεμητριον δε τον Φαληρεα οικοτριβα γενεσθαι λεγουσιν εκ της οικιας της
Τιμοθεου και Κονωνος.
TRADUZIONE
Ho ascoltato che Dario quello di Listaspe era il portatore di faretra di Ciro. L'ultimo Dario, quello vinto da Alessandro, era uno schiavo. Archelao re dei macedoni era figlio della schiava Simiche. Menelao, il nonno di Filippo, era stato cresciuto da illegittimi. Aminta è ritenuto figlio di Aeropo. Perseo che Paolo romano sconfisse, era di stirpe Argiva figlio di uno non noto. Eumene è creduto essere di padre povero e suonatore di funerale. Antigono figlio di Filippo che ha un occhio solo e da ciò chiamato ciclope, era un contadino. Poliperconte praticava la pirateria. Temistocle che vinse i barbari e solo seguì la voce degli dei nei responsi, era figlio di una donna tracia e la madre di questo si chiama Abrotono. Focione detto il buono aveva un padre fabbricante di pestelli, dicono che Demetrio falereo era uno schiavo nelle case di Timoteo e Conono. Traduzione n. 2 so che dario figlio di istape divenne il portatore di feretra di ciro. l ultimo dario quello che fu sconfitto da alessandro era uno schiavo. archesilao il re dei macedoni era figlio della schiava simiche. menelao il nonno di filippo faceva parte degli illegittimi. il figlio di questa aminta era ritenuto sottoposto di aeropo e schiavo. perseo che paolo il romano uccise era argivo di stirpe essendo un figlio senza gloria. eumone e ritenuto essere di padre povero e suonatore nei funerali. antigono figlio di filippo che ceco da un occhio fu chiamato ciclope era un coltivatore. polisterco era un ladrone. temistocle quello che vinse i barbari nella battaglia navale e da solo comprese le voci degli dei negli oracoli era figlio di donna tracia e la madre da lui era chiamata abatrono.
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La battaglia delle Arginuse
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Remata
TRADUZIONE
Gli ateniesi salpavano a loro volta verso l'alto mare. Ermone di megara che era timoniere per callicratida disse a lui che sarebbe stato meglio allontanarsi: infatti le triremi degli ateniesi erano molto piu numerose. Callicratida disse che sparta non sarebbe stata affatto governata peggio se lui fosse morto, e disse che era vergognoso fuggire. Dopo ciò combatterono in mare per molto tempo, dapprima tutte insieme, poi disperdendosi. Quando Callicratida, poiché la nave attaccava, caduto in mare, scomparve, Protomaco e quelli che erano con lui nell'ala destra vinsero l'ala sinistra, allora ci fu una fuga dei peloponnesiaci verso Chio, e della maggiorparte anche verso Focea: gli Ateniesi invece attraccarono di nuovo alle Arginuse. Agli strateghi degli Ateniesi sembrò opportuno anche che Teramene e Trasibulo che erano trierarchi e alcuni dei tassiarchi, navigassero con 47 navi verso le navi che erano affondate e verso gli uomini di quelle, invece con le altre verso quelle bloccate all'ancora con Eteonico. Ma un vento e una tempesta essendo grandi ostacolarono coloro che volevano fare queste cose: dopo aver innalzato un trofeo bivaccarono li.
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Deucalione e Pirra
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Remata
TRADUZIONE n. 1
quando zeus volle annientare la generazione di bronzo avendo prometeo consigliato deucalione dopo aver costruito un arca e dopo aver posto soèra il necessario si imbarcòl su questo con prima. zeus avendo versato un grande diluvio dal cielo innoindò moltissime zone della grecia cosicche uccise tutti gli uomini a parte pochi che fuggirono sugli alti monti vicini. allora separò i monti della tessaglia e tutte le cose furono gettate fuori dall istmo e dal peloponneso. ma deucalione procedendo nell arca per 9 giorni e un ugual numero di notti approdò sul pernaso.
traduzione n. 2
Quando Zeus decise di annientare la generazione di bronzo istuita da Prometeo, Deucalione avendo costruito un'arca e avendo imbarcato i viveri salì a bordo con Pirra. E Zeus facendo cadere una pioggia abbondante inondò la maggior parte della Grecia, cosicchè uccise tutti gli uomini, a parte pochi che fuggirono verso gli alti monti vicini. E anche allora si divisero i monti della Tessaglia e tutte le cose furono turbate eccetto l'istmo di Corinto e il Peloponneso.
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Morte di Epaminonda
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Remata
Inizio: epaminondas d'etì zon eis ten parembolen
Fine: pases tarakes exepveusen
TRADUZIONE
Epaminonda poiché era ancora vivo fu portato via verso lo schieramento e poiché i medici furono convocati, resero noto, che sarebbe avvenuta la morte qualora la freccia fosse stata tolta dal petto e rese noto della vita assai coraggiosa. Dapprima infatti poiché chiamò lo scudiero domandò se avesse salvato lo scudo. Quando rispose di si e lo collocò sotto la vista di quello di nuovo domandò chi dei due ha vinto. Poichè il ragazzo diceva che i Beoti hanno vinto lui disse: "E' il momento di morire" e ordinò di togliere la freccia. Poichè gli amici presenti urlavano e poiché qualcuno disse. "Tu muori, epeminonda, senza figli" qualcuno pianse ed egli disse: "Per Giove, ma io lascio due figlie, la vittoria a Leuttra e quella a Mantinea" e dopo che fu tolta la lancia morì senza alcuna agitazione!
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Modestia di un grande filosofo
VERSIONE DI GRECO di Eliano
TRADUZIONE dal libro Remata
TRADUZIONE
Platone, figlio di Aristone, alloggiava ad Olimpia insieme con uomini sconosciuti, essendo anch'egli sconosciuto a loro. Li conquistò e se li accattivò con la compagnia, banchettando insieme a loro con semplicità e passando insieme i propri giorni, così che gli stranieri furono rallegrati oltremodo dell'arrivo dell'uomo. Non menzionò né l'Accademia né i Socratici; tuttavia rivelò a loro proprio questo, che si chiamava Platone. Dopo che giunse ad Atene, li accolse molto bene e gentilmente. Gli ospiti dissero: "Guidaci, Platone, mostraci colui che porta il tuo stesso nome, l'allievo di Socrate, e portaci all'Accademia di quello, e raccomandaci all'uomo affinché traiamo profitto da questo". Egli con calma sorridendo dolcemente, come era solito, disse: "Ma sono io quell'uomo". Quelli furono colti da stupore se non avevano riconosciuto un uomo così grande pur avendolo accanto a sé, poiché si era comportato senza orgoglio ed in modo semplice con loro.