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Εν Αττικη ο Ικαριος τον Διονυσον υποδεχεται και λαμβανει παῥαυτου την αμπελον και τα περι την οινοποιιαν μανθανει...
Icario ospita in Attica Dioniso e da lui ha in dono la vite ed impara la preparazione del vino. Icario vuole dare agli altri uomini i doni del dio e raggiunge dei pastori: essi fanno onore ai doni del dio e rivolgono l'attenzione alle parole di Icario; Icario infatti mostra loro i frutti della vite e dice: "Dai frutti della vite si ricava una dolce bevanda, ma pericolosa, il vino". I pastori degustano generosamente e con piacere il vino schietto; subito la loro testa si infiamma e le ginocchia diventano malferme. I pastori pensano che Icario li avvelena col vino ed uccidono e seppelliscono Icario. Erigone, figlia di Icario, lo cerca per i campi, ma non lo trova. Mera, la cagna di Icario, indica ad Erigone il morto: la ragazza si dispera per il morto e muore di dolore. Dioniso per devozione trasforma Icario ed Erigone e Mera in stelle e punisce i pastori. (by Geppetto)
Ulteriore proposta di traduzione
Icario ospita Dioniso in Attica e da lui riceve una vite ed impara cose sulla preparazione del vino. Icario vuole regalare agli altri uomini i doni del dio e si reca dai pastori: essi contemplano (??? non si legge il testo) il dono del dio e prestano fede alle parole di Icario; Icario infatti porge loro i frutti della vite e dice: "Dai frutti della vite si ricava una bevanda dolce, ma pericolosa: il vino". I pastori gustano il vino schietto con un piacere senza risparmio; subito la loro testa si accende di calore e le ginocchia diventano fiacche. I pastoni credono che per mezzo del vino Icario li abbia avvelenati ed uccidono Icario e lo seppelliscono. Erigone, figlia di Icario lo ricerca nei campi, ma non lo trova. Mera, la cagna di Icario, rivela ad Erigone il cadavere; la ragazza piange il morto e muore dal dolore. Dioniso per compassione innalza nelle stelle Icario, Erione e Mera e punisce i pastori. (by Geppetto)
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Οι Ελληνες ολην την ημεραν ανεπαυοντο εν ταις κωμαις ταις υπερ πεδιου παρα τον Κεντρι την ποταμον, οριζοντα...Και οι στρατιωται, διαβαινοντες, επαιανιζον και ανηλαλαζον, και αζημιως εις την περαν οχθην εγιγνοντο.
I Greci si fermavano l'intera giornata nei villaggi sulla pianura vicino il fiume Centrite, quelli che delimitano l'Armenia e la regione dei Carduchi e avevano in mente che Chirisoforo, che guida la metà dell'esercito, per primo attraversi il fiume, che l'altra metà rimanga ancora con Senofonte, che le bestie da soma e la massa attraversi nel mezzo. Il percorso non era lungo a guado. Quando erano presso le rive del fiume primo Chirisoforo avvolgendo la testa e deponendo i sandali prendeva le armi ed ordinava che ilacaghi si schierino in colonna, alcuni a sinistra altri alla destra. E i soldati, mentre attraversavano, cantavano il peana e levavano il grido di guerra, e giungevano alla sponda opposta.
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Ο δε Θησευς προηρειτο αγωνας εξ ων ημελλεν η των Ελληνων... το γενος εξ ανθρωπων ηφανιζε. (Da Isocrate)
Teseo sceglieva i pericoli, dai quali poteva diventare benefattore della Grecia o della sua patria. Vinse da solo il toro mandato da Poseidone, che devastava la regione e liberò gli abitanti la città da un immenso terrore e da grande angoscia. Dopo ciò divenuto alleato con i Lapiti, marciò contro i Centauri di duplice natura, i quali, essendo superiori sia per velocità nella corsa, sia per forza ed audacia, saccheggiavano alcune città, stavano per attaccarne altre, minacciavano altre; egli, dopo averli sconfitti in battaglia, mise immediatamente fine alla insolenza e non molto tempo dopo fece scomparire la razza dagli uomini.
(By Stuurm)
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Ἓχω λέγειν περί Θησέως ὂτι γιγνόμενος κατά τόν αυτόν χρόνον Ηρακλεῖ τήν αυτοῦ πρός τήν εκείνου δόξαν καθίστη... (da Isocrate)
Devo dire circa Teseo perché, avendo in quel tempo una sua fama che sostiene il confronto, diventava come la fama dell'altro. Infatti non solo indossavano (κοσμέω) armi quasi uguali, ma compivano anche le proprie azioni, essendo simili per affinità. Generati come (da) fratelli uno da Zeus, l'altro da Poseidone, avevano sorelle anche le passioni. Essi soli infatti fra i semidei correvano pericolo durante la vita di uomini. Succedeva che da una parte Eracle faceva famosissime e grandissime opere, dall'altra Teseo di vantaggiosissime per i Greci. Euristeo infatti ordina ad Eracle di portar via i buoi da Eritea e rubare i pomi delle Esperidi e di portare all'esterno Cerbero.
(By Geppetto)
Ulteriore proposta di traduzione
Io posso dire di Teseo che essendo nato nello stesso periodo di Eracle, pose la sua reputazione nei confronti di quella di quello. Non solo si ornano con armi simili, ma anche si dedicano alle stesse attività, agendo in un modo che si adattava alla loro comune origine. Essendo nati infatti da fratelli, uno da Giove, l'altro da Poseidone, avevano analoga brama. Solo loro infatti, tra i semidei, affrontavano pericoli per la vita degli uomini. Accadde, però, che Eracle affronta pericoli maggiori e più celebri, Teseo più utili ali Greci. Euristeo ordinò a Eracle di condurre i tori da Eritea, di portare le mele delle Esperidi, di condurre Cerbero.
(By Stuurm)
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Προς την εσπεραν αφικνουμεθα εις την Λυχνοπολιν. Η δε πολις αυτη εστι μεταξυ του Πλειαδων ιαδων πολυ ταπεινοτερα του Ζωδιακου. ..., ο δε θανατος εστι σβεννυεσθαι.
Verso sera raggiungiamo Lucernopoli. Questa città si trova tra le (costellazioni) Pleiadi e Iadi, di gran lunga più in basso dello Zodiaco. Giungendovi/sbarcandovi non troviamo alcun uomo, vediamo molte lucerne che si aggirano e che vanno nella piazza e verso il porto: fra le lucerne ve ne sono di piccole, luminose e splendenti. Ogni lucerna ha una casa ed un ripostiglio ed ha nome come gli uomini. Le lucerne non ci recavano affatto offesa, ma ci accoglievano perfino con ospitalità: noi invece temevamo e non osavamo né mangiare né dormire (ὑπνόω). Nel centro della città hanno (a loro é) il quartiere generale, lì risiede il loro arconte che ogni notte chiama per nome ciascuna lucerna: la lucerna, qualora questa non presti ascolto, viene condannata a morire lasciando la compagnia (come se perdesse la compagnia); la morte è lo spegnimento (lo spegnersi).
(By Geppetto)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Giungiamo verso sera a Lucernopoli. Questa città si trova fra il cielo delle Pleiadi e delle Iadi, di gran lungo più in basso dello Zodiaco. Sbarcando non troviamo nessun uomo, vediamo molte lucerne, che corrono e soggiornano nella piazza e vicino al porto, delle lucerne alcune sono piccole, ma molte sono splendenti e visibili. Ciascuna lucerna ha una casa e un deposito di lucerne è ha nome come gli uomini. Le lucerne non commettevano per nulla ingiustizia contro di noi ma anzi ci chiamavano per ospitalità. Noi avevamo ugualmente paura e non osavamo né mangiare né dormire. Avevano (lett. presente "hanno" - Frase con dativo di possesso) al centro della città le sedi del governo, dove colui che governa sta seduto tutta la notte chiamando per nome ciascuna lucerna. La lucerna che non risponde/non ascolta viene condannata a morire come se disertasse e la morte è l'essere spente.
(By Stuurm V. )