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Ο Διονυσος μετα των αυτου Βακχων δια της Θρακης επ' Ινδους βαινει εις την των Ηδωνων χωραν ερχεται·... Και νυν οι Ηδωνοι τω Διονσυσω θυσιας θυοσιν.
Dioniso per (liberare) i suoi Baccanti parte per la Tracia verso gli Indiani e va verso la regione degli Edoni: qui Licurgo, tiranno degli Edoni, non lo accoglie e dice al dio: "Il tuo rito misterico (τὰ ὄργια) è causa di confusione e di sventura, io non ti accolgo nel mio governo, anzi ti respingo".
Prima Licurgo oltraggia Dioniso e lo espelle dalla regione degli Edoni, poi Dioniso trova rifugio presso il mare ed i Baccanti restano prigionieri di Licurgo. Ma il dio ritorna dal mare e libera i Baccanti e fa entrare la pazzia in Licurgo. A causa della pazzia lo stesso Licurgo scambia il figlio Driante per un ceppo di vite e lo colpisce con un'accetta e lo uccide. Dopo la morte del figlio di Licurgo la terra diventa sterile ed il dio a Delfi dice agli ambasciatori degli Edoni: "La vostra terra ritorna feconda se uccidete Licurgo". Gli Edoni portano Licurgo sul Pangeo e qui per deliberazione Dioniso viene squartato dai cavalli e muore.
Il dio Dioniso dice agli Edoni: "Il mio rito mistico sia per voi sacro e voi tenetemi sempre in onore". E da allora gli Edoni offrono vittime in sacrificio.
(By Geppetto)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Dioniso con le sue Baccanti attraverso la Tracia va dagli Indiani e si reca nel territorio degli Edoni; qui Licurgo il tiranno degli Edoni non lo accoglie e dice al dio: "I tuoi riti sono causa di disordine e di sventura, io non ti accolgo nel mio impero ma ti scaccio via". Licurgo prima maltratta Dioniso e scaccia dal territorio degli Edoni, Dioniso si rifugia al mare e le Baccanti diventano prigioniere di Licurgo. Ma il dio torna dal mare e libera le Baccanti, getta la pazzia a Licurgo. Per la pazzia lo stesso Licurgo crede il figlio Driante una vite e con l'ascia lo colpisce e uccide. Dopo la morte del figlio di Licurgo la terra rimane senza frutto anche il dio che a Delfi dice ai messaggeri degli Edoni: "La vostra terra diventa fruttifera se uccidete Licurgo". Gli Edoni conducono al Pangeo Licurgo e lì per volontà di Dioniso viene colpito dai cavalli e muore. Il dio Dioniso dice agli Edoni: "A voi siano sacri i miei riti e sempre onoratemi". Ed ora gli Edoni offrono sacrifici a Dioniso.
(By Stuurm)
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Ωδευε ποτε λεων συν ανθρωπω. Εκαστος δ' αυτων τοις λογοις εκαυχωντο... αλλα δειλοι εισι τω εργω. (Da Esopo)
Una volta un leone camminava con un uomo. Ciascuno dei due si vantava(no)(καυχάομαι) nei discorsi. E lungo la strada c'era una stele di pietra con un uomo che strozzava un leone. L'uomo, mostrando la stele al leone, diceva: "Guarda bene quanto siamo più forti di voi!". E l'altro, sorridendo ironicamente, ribatteva: "Se i leoni avessero saputo scolpire, avresti visto moltissimi uomini al di sotto del leone". Il racconto dimostra che molti maschi si vantano e sono baldanzosi a parole, ma sono miseri nell'agire.
(By Geppetto)
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Διόνυσος ó θεός έπί άκτῇ τῆς άτρυγέτου θαλάσσης φαίνεται· ό δε τήν αυτήν μορφήν καλῷ νεανίᾳ ἒχει καί αύτῷ καλαί περισείονται έθειραι κυαναῖ, περί στιβαροῖς ώμοις ίμάτιον πορφυροῦν έστι. Τυρσηνοι λῃσταί αύτόν βλέπουσιν έκ τοῦ πλοίου και εύθύς εις τήν ακτήν έκθρώσκουσι καί τόν νεανίαν άρπάζουσιν· οί δέ οϊονται ὂτι ό νεανίας πλούσιος καί βασιλέως υιός έστι. Οί δέ λῃσταί έμποδίζουσι τόν Διόνυσον, άλλα τά δεσμά έκ σιδήρου αύτόν ούκ ίσχάνει καί χαμαί πίπτει· οί μεν λῃσται έν τῇ άπορίᾳ είσί καί οργίζονται, ό δέ θεός άτρέμα κάθηται. Μόνος ό κυβερνήτης αναγιγνώσκει τόν θεόν καί τοῖς έταίροις περί αύτοῦ διαλέγεται καί λέγει- «Άφίετε τόν νεανίαν· ό δέ θεός έστι· ού τοῖς θνητοῖς βροτοῖς εἳκελός έστι άλλα θεοῖς οἳ τόν’ Όλυμπον ἒχουσιν. Μη ύμῖν όργιζέσθω». Αλλά οί εταίροι αύτῷ ού πείθονται. Τάχα δέ τοῖς λῃσταῖς θαυμαστά ἒργα φαίνονται· οἶνος άνά θοόν πλοῖον ήδύποτός κελαρύζει, αύτίκα παρά μέν ίστίον έκτανύεται άμπελος, άμφί δ’ίστόν έλίσσεται κισσός. Ό δέ θεός λέων γίγνεται, δεινῶς ωρύεται- έν μέσῳ τῷ πλοίῳ ἃρκτος φαίνεται. Οί δέ λῃσται υπό τοῦ φόβου τοῖν ζῴοιν ταράσσονται καί εις τήν θάλασσαν εαυτούς βάλλουσι καί δελφῖνες γίγνονται. Μόνος ό κυβερνήτης διά τήν εύσέβειαν σῶς εις τήν γῆν ύπό τοῦ θεοῦ ἃγεται και αύτῷ ό Διόνυσος πανόλβιον βίον δίδωσι.
Il dio Dioniso appare sulla riva del mare ondoso; egli ha l'aspetto di un bel giovane e gli ondeggiano bei capelli azzurri, sopra le robuste spalle ha un mantello purpureo. I pirati Tirreni lo vedono dalla nave e subito saltano fuori verso la riva e rapiscono il giovane; essi credono che il giovane sia ricco e figlio di un re. I pirati incatenano Dioniso, ma le catene di ferro non lo trattengono e cadono a terra; mentre i pirati sono in difficoltà e si adirano, il dio invece siede tranquillamente. Solo il nocchiero riconosce il dio e parla ai compagni di lui e dice: "Lasciate andare il giovane: egli è dio; non è simile alle creature mortali ma agli dei che abitano l'Olimpo. Non vi adirate". Ma i compagni non lo credono. Forse ai pirati sembrava un fatto mirabile; vino gradevole scorre sulla veloce nave, subito sopra la vela si stende una vite, attorno all'albero della nave si avvolge l'edera. Il dio diventa un leone, ruggisce terribilmente; in mezzo alla nave appare un orso. I pirati sono sconvolti dalla paura per i due animali e si gettano in mare e diventano delfini. Solo il nocchiero per la venerazione viene condotto salvo a terra dal dio e Dioniso gli concede una vita fortunata.
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Έν τῷ κήπῳ τοῦ γεωργοῦ δένδρον έστί· τό δέ καρπούς ού φέρει άλλα μόνον στρουθῶν καταφυγή έστι· Οί δέ στρουθοί έν τοῖς τοῦ δένδρου φύλλοις νεοσσεύουσι καί ᾄδουσιν. Ό δέ γεωργός βούλεται τόν δένδρον τέμνειν ὂτι τό δένδρον ἃκαρπον νομίζει· ό δέ τήν άξίνην λαμβάνει καί έπιφέρει τηνπληγήν. Οί δέ στρουθοί ίκετεύουσι τόν γεωργόν καί λέγουσι· «Μή τό δένδρον έκκοπτε γάρ ήμετέρα οικία έστι καί έν τοῖς τοῦ δένδρου φύλλοις ᾄδομεν καί τούς γεωργούς τέρπομεν». Ό δέ γεωργός τῶν στρουθῶν ού φροντίζει καί δευτέραν πληγήν καί τρίτην έπιφερει. Ὅτε δέ τό δένδρον κοιλαίνει, νεοσσιάν τῶν μελισσῶν ευρίσκει καί μέλιτος γεύεται· ευθύς τήν άξίνην ρίπτει καί τό δένδρον σέβεται· τό δένδρον γάρ θεόν νομίζει καί επιμέλειαν ἒχει.
Nel giardino del contadino c'è un albero; questo non produce frutti ma è soltanto rifugio di passeri. I passeri tra le foglie dell'albero nidificano e cantano. Il contadino decide di tagliare l'albero poiché (LO) reputa sterile; egli prende la scure e colpisce. I passeri supplicano il contadino e dicono: "Non recidere l'albero perché ci sono le nostre case e tra le foglie dell'albero cantiamo e rallegriamo i contadini". Il contadino non si dà pensiero dei passeri e colpisce una seconda e terza volta. Quando scava l'albero, trova un nido di api e gusta il miele; subito getta via la scure e omaggia l'albero; infatti crede l'albero divino e se ne prende cura.
(By Stuurm)
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Βουλομενων των αλογων ζωων αρχοντα εκλεγειν, καμηλος... δια μικραν αιτιαν κωλυονται.
Volendo degli animali irrazionali prevalere come capi, un cammello e un elefante litigavano credendo di essere superiori per grandezza del corpo e per vigore. Una scimmia diceva ad entrambi che non erano idonei perché il cammello non aveva rabbia tra i feroci, l'elefante perché ha timore di un porcellino. Il racconto mostra che spesso gli uomini più grandi sono bloccati nei buoni affari da un minuscolo rimprovero.
(By Geppetto)