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Λέγουσιν Άθηναίοις τήν συμφοράν τήν έν τῇ Σικελίᾳ ἃπιστον εἶναι διά τόν ἃγγελον. Ξένος γάρ αποβαίνει εις Αθήνας καί καθίζει έπί κουρεῖον καί λέγει περί τῶν έν τῇ Σικελίᾳ γιγνομένων. Ό δέ κουρεύς άκούει τά λεγάμενα ύπό τοῦ ξένου καί εύθύς τρέχει έίς τήν αγοράν, προσβάλλει τοῖς ἃρχουσι καί άναφέρει τόν λόγον. Ταραχή δέ γίγνεται, ή δέ έκκλησία συνάγεται. Ό δέ ξένος είσάγεται, άλλα ούκ έχει λέγειν ακριβῶς τήν συμφοράν καί φαίνεται λογοποιός εἶναι καί βούλεσθαι ταράσσειν τούς πολίτας. Οί Αθηναῖοι αύτόν βασανίζουσιν ἒως έπέρχονται οί διηγεόμενοι τήν συμφοράν αυτήν.
Dicono che agli Ateniesi la disfatta che avviene in Sicilia per mezzo di un incredulo messaggero. Infatti uno straniero sbarca ad Atene e siede in un negozio da barbiere e parla dei fatti accaduti in Sicilia. Il barbiere ascolta le cose dette dallo straniero e subito corre in piazza, si avvicina agli arconti e riferisce il discorso. Avviene uno sconvolgimento, l'assemblea si raduna. Lo straniero è introdotto, ma non è in grado di dire esattamente la disfatta e sembra di essere uno scrittore di storie e di volere sconvolgere i cittadini. Gli Ateniesi lo esaminano a fondo finché arrivano quelli che espongono dettagliatamente la stessa disfatta.
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Οτε Κυρος επι τον αδελφον στρατευμα παρεσκευαζετο. Προξενος αρχαιος ξενος Ξενοφωντος αυτον μετεπεμπετο και υπισχνειτο αυτω την φιλιαν του Κορου, ει ηρχετο... ταυτα α ο θεος κελευει."
Quando Ciro approntava un esercito contro il fratello, Prosseno, vecchio ospite di Senofonte, lo mandava a chiamare e gli prometteva, se veniva, l'amicizia di Ciro. Senofonte, essendo in imbarazzo, si consulta (ἀνακοινόω) con l'ateniese Socrate sul da farsi (modo di procedere). Socrate, reputando (ἡγέομαι) che l'amicizia di Ciro non fosse (era) vantaggiosa ad Atene, consigliava a Senofonte di andare a Delfi e consultarsi (ἀνακοινόω) col dio sul da farsi. Senofonte chiedeva (αἰτέω) come oracolo a quale degli dei bisognava fare sacrifici e rivolgere preghiere (εὔχομαι) affinché si prendesse con successo un percorso e ci si salvasse. L'oracolo gli indicava gli dei ai quali doveva fare sacrifici. Subito dopo Senofonte tornava indietro ad Atene, riferiva a Socrate l'oracolo. Questi accusava (αἰτιάομαι) Senofonte di sotterfugio e diceva: "Tu stesso (già prima) stabilivi di andare nell'esercito di Ciro e pregavi dio per la salvezza, mentre ora, siccome il dio ti rispondeva così, è necessario che tu faccia queste cose chi il dio ti comanda".
(By Geppetto)
Versione tratta da Senofonte
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Ιξευτης αναλαμβανει ιξον και τους καλαμους και εκ της αυτου οικιας εις την υλην επαγραν εξερχεται. ... Ουτως οι τοις πελας επιβουλευομενοι αυτοι συμφοραις περιπιπτουσιν.
Un uccellatore prende il vischio e le canne e va da casa sua verso la selva. Egli osserva un tordo su di un alto albero e lo vuole prendere. L'uccellatore sistema le canne e tiene d'occhio il tordo che sta fermo sull'albero, ma non si accorge di un serpente vicino a lui e lo urta: il serpente per impulso naturale si rivolta e lo morde. L'uccellatore muore a causa del veleno del serpente e gli dice: "Subisco giuste pene: volevo cacciare un altro ed ora io stesso sono condannato a morte da un piccolo, ma mortale serpente". Così coloro che tramano contro quelli vicino, essi stessi vanno incontro alle disgrazie.
(By Geppetto)
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Μυσι και γαλαις πολεμος ην. Αει δε οι μυες ατε ηττωμενοι συνηρχοντο εις τον αυτον τοπον και υπερλαμβανον οτι δί αναρχιαν τουτο πασχουσι... αιτια γιγνεται. (Versione tratta da Esopo)
C'era guerra fra topi e donnole. Poiché i topi venivano sempre sconfitti, si riunivano in uno stesso luogo e pensavano che subivano questo per [la loro] l'anarchia. Alcuni dicevano: " Le donnole ci catturano perché non abbiamo comandanti e capi; alcuni di noi scelgano un capo affinché ci guidi. I topi scelsero alcuni di loro come comandanti. Ma quelli scelti si confondevano nei comandanti e volendo essere contraddistinti costruirono delle corna e se le sistemarono (συνάπτω) sulle teste. Così pensavano di essersi incoronati come capi (ἄναξ -ακτος). Nata la battaglia (genitivo assoluto) tutti i topi venivano sconfitti. Quindi tutti gli altri fuggendo verso le tane vi entrarono (εἰσδύνω) facilmente; invece i topi capi non potendo entrare a causa delle loro corna venivano catturati e mangiati. La favola dimostra che per gli uomini la vanità è causa di mali.
(By Vogue)
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Οι στρατιωται προς της μαχης εν ταις Πλαταιαις τουτον τον ορκον ωμοσαν·... παρα των θεων ευνοιαν μεθ'εαυτων.
I soldati prima della battaglia a Platea fecero questo giuramento: " Non stimerò più il vivere della libertà, non abbandonerò quelli che comandano ne vivi ne morti, ma seppellirò tutti i morti degli alleati. E se vincerò i Barbari in guerra, non distruggerò nessuna delle città che combattono per la Grecia, invece decimerò quelle (città) amiche al barbaro. E non ricostruirò nessuno dei templi che sono bruciati e distrutti dai barbari, ma lascerò che rimangano come ricordo dell'empietà dei barbari a coloro nasceranno dopo."Così dunque i nostri antenati si basarono con forza su questo giuramento da avere anche l'aiuto della benevolenza degli dei.
(By Vogue)