- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Ἐπεὶ δὲ ταῦτ᾽ ἐπράχθη καὶ ὤμοσαν αἱ πόλεις ἐμμενεῖν ἐν τῇ εἰρήνῃ ἣν κατέπεμψε βασιλεύς, ἐκ τούτου διελύθη μὲν τὰ πεζικά, διελύθη δὲ καὶ τὰ ναυτικὰ στρατεύματα. Λακεδαιμονίοις μὲν δὴ καὶ Ἀθηναίοις καὶ τοῖς συμμάχοις οὕτω μετὰ τὴν καθαίρεσιν τῶν Ἀθήνησι τειχῶν αὕτη πρώτη εἰρήνη ἐγένετο... (da Senofonte)
Dopo che furono compiute queste cose e le città avevano giurato di restare fedeli alla pace che il re aveva proposto, da quel momento furono congedati le fanterie e furono congedate le flotte. Tra Spartani, Ateniesi e alleati così dopo l'ultima guerra per l'abbattimento delle mura di Atene, questa fu la prima pace. Nella guerra, gli Spartani mettendosi allo stesso livello degli avversari, divennero molto più gloriosi dopo la pace chiamata di Antalcida. Infatti diventati fautori della pace proposta dal re e concedendo l'indipendenza alle città', presero Corinto come alleata, fecero indipendenti le città di Beozia dai Tebani, come gli antichi desideravano e fecero desistere anche gli Argivi che assediavano Corinto, imponendo contro questi una guarnigione se non si fossero allontanati da Corinto.
(By Vogue)
Versione tratta da Senofonte Elleniche
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Εν τοις Δελφοις Ακρισιος του Αργους βασιλευς εχρηστηριαζετο περι γενεστεως παιδων αρρενων και ο θεος απεκρινετο αυτω γιγνεσθαι παιδα... Της δε λαρνακος προσφερομενης Σεριφω, Δικτυς ευρισκων την Δαναην και τον παιδα εσωζε.
A Delfi, Acrisio, Re di Argo consultava un oracolo sulla nascita di figli maschi e il dio gli rispondeva che gli sarebbero nato un bambino (un nipote) dalla figlia ma che era destino ineluttabile che questo bambino lo uccidesse. Acrisio temendo questo preparava una camera di bronzo sotto terra e (ci) custodiva la figlia Danae. Zeus vedendo la bellissima fanciulla si innamorava (ἔρᾰμαι) di lei e trasformandosi in pioggia d'oro e penetrando attraverso il soffitto (συνέρχομαι) si univa al seno di Danae. In seguito Acrisio venendo a sapere che la figlia aveva un bambino (dativo di possesso) non pensando che il figlio fosse (nato) da Zeus metteva la figlia con il figlio in una cassa/cofano e la gettava in mare. Essendo la cassa trasportata a Serifo, Ditti trovando Danae e il figlio li salvava.
(traduzione di Anna Maria Di Leo)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Εν τη Αρκαδια καλη και μουσικη κορη εστι και ονομαζεται Συριξ· η δε την μεν αγελην νεμεις ταις δε Νυμφαις συμπαιζει και μετα περιστερων αδει... καλη εστι συιξ μουσικη.
In Arcadia c'è una bella e musicale ragazza e si chiama Siringa: ella governa un gregge, gioca insieme alle Ninfe e canta delle colombe. Durante i pascoli Pan vede la ragazza presso una fonte ed ascolta il canto: subito si innamora della ragazza, si avvicina e dice: "Bella fanciulla, sono innamorato di te; vieni a me e dichiaro che ti renderò (τίθημι) ricca". La fanciulla risponde: "Non amo te e nemmeno posso: non hai l'aspetto umano". La ragazza scappa via e Pan insegue la ragazza: Siringa si stanca nella fuga e si nasconde tra le canne del lago, si cela nel lago. Pan si adira e taglia le canne, ma non trova la ragazza: egli soffre terribilmente e affastella (συμπήγνῡμι) le canne: e allora la bella ragazza diventa lo strumento siringa.
(By Geppetto)
Versione tratta da Longo Sofista
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Ιατρος ατεχνος ιαεται αρρωστον· οι μεν αλλοι ιατροι λεγουσιν αυτον μη κινδυνευειν αλλα χρονιζειν εν τη νοσω, ο δε μονος λεγει αυτω ... Ο μυθος στηλιτευει τους απαιδευτους και κομψολογους ιατρους.
Un medico inesperto ha in cura (ἰάομαι) un malato; altri medici gli dicevano di non preoccuparsi, ma di sopportare la malattia, solo lui gli diceva: "Preparati a questo: non hai possibilità di arrivare a domani". Il medico inesperto predice queste cose e se ne va. Dopo qualche tempo l'ammalato si alza dal letto ed esce di casa, pallido e magro. Il medico lo vede e dice: "Rallegrati! Come stanno i defunti?". Quello risponde: "Godono la quiete dopo aver bevuto nel corso del Lete. Poco fa Morte e Ade erano fortemente in collera con i medici per impedire loro di uccidere i malati e li annotavano tutti. Volevano anche scrivere te, ma io li ho preceduti ed affermavo con giuramento (ἐξόμνυμι) che tu non sei un medico, ma che sei sprofondato nell'ignoranza". La storiella mette in rilievo gli ignoranti ed i medici che parlano elegantemente.
(By Geppetto)
Versione tratta da Esopo
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Αντιλοχος προς τον Πηλειδην αγγελος ηρχετο και αυτον ηυρισκε προπαροιθε πλοιων·... αυτου ηκουε και εκωκυε.
1. Antiloco andava come nunzio dal Pelide e lo trovava davanti alle navi: il Pelide era fermo presso le navi e rifletteva sulle cose che accadevano.
2. Il Pelide, a causa della sua collera, chiedeva: "Che cosa vediamo con apprensione? Gli Achei poco fa respinsero i nemici: perché ora fuggono spauriti lungo la pianura?".
3. Mentre nell'ira il Pelide rifletteva su queste cose, Antiloco giungeva vicino a lui e piangeva calde lacrime e riferiva la notizia: "Ahimé (ὤ μοι) figlio di Peleo, Patroclo giace, combattono intorno alle sua spoglia ed Ettore ha sottratto le sue armi".
4. Dopo che Antiloco diceva queste cose, una nube di battaglia avvolgeva il Pelide: egli si spargeva di cenere la testa e rese orribile il suo bel viso.
5. Lo stesso Pelide si rotolava lungamente nella polvere e si strappava la chioma, le schiave urlavano (ιαχω) e uscivano dalla tenda ed andavano dal Pelide: esse mettevano una corona.
6. Antiloco era immobile da un'altra parte e piangeva e versava lacrime: egli compiangeva (οἰμώζω) l'irato Pelide e la stessa madre ascoltava e si doleva nel lontano mare per lui.
(By Geppetto)