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Παις εκ διδασκαλειου την του συμφοιτητου δελτον υφελομενος τη μητρι εκομισε...Ο λογος δηλοι οτι το κατ'αρχας μη κολαζομενον επι μειζον αυξεται.
Un fanciullo, dopo aver rubato dalla scuola la tavoletta del compagno, la portò alla madre. Poiché ella non solo non lo punì ma anzi lo elogiò di nuovo quando rubando un mantello, lo portò a lei (alla madre). Dal momento che ella lo approvò, passando il tempo, quando il ragazzo diventava un giovane, ormai tentava di rubare anche oggetti di maggior valore. Ma un un giorno presolo e legatagli le mani dietro la schiena, veniva portato dal pubblico boia. Poiché la lo seguiva e si lamentava, egli disse che voleva dirle qualcosa all'orecchio. E appena si avvicinava a lei, dopo averle afferrato l'orecchio, lo mordeva. Poiché che ella lo accusava di empietà, e (poichè) gli diceva che lui non solo era un ladro ma che era anche un empio, poiché aveva mutilato la madre, quello rispondendo(le) in (propria) difesa diceva: "Ma allora quando per la prima volta ti portavo la tavoletta bisognava che tu mi punissi ora invece non sarebbe necessario essere condotto a morte". La favola dimostra che ciò che non si punisce all'inizio si ingrandirà.
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Ελαφος η κυνηγους εφευγε εγιγνετο κατα σπηλαιον εν ω λεαινα ην και ενταυθα εισηρχετο ινα κρυπτοιτο... εις μειζονα εαυτους.
Una cerva che fuggiva dai cacciatori giungeva presso un antro in cui c'era una leonessa e lì entrava per nascondersi. La leonessa la guardava con meraviglia e diceva alla cerva: "Perché ti rifugi nella mia grotta? Non sai che corri pericolo nella grotta: io infatti divoro i cervi". La cerva rispondeva alla leonessa: "Io sono sventurata, mentre fuggo gli uomini metto me stessa in mano ad una belva". Così pure alcuni uomini i quali per paura di un pericolo di poco conto vanno a cacciarsi in uno maggiore.
(By Geppetto)
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Τη υστεραια οι Ελληνες εχοντες τα επιτηδεια απησαν. Επει δ' εφοβουντο την καταβασιν την εις Τραπεζουντα, πρανης γαρ ην και στενη, εποιησαντο ψευδενεδραν·... Ουτως αφικνουντο επι το στρατοπεδον παντες σωοι οντες. (da Senofonte)
Il giorno successivo i Greci si allontanavano (ἄπειμι ) avendo (con loro) le cose necessarie. Temevano la discesa verso Trapezunte, infatti [la strada] era anche angusta e posero in atto una falsa imboscata. Ed un uomo Nisio, che aveva anche questo nome, prendendo dieci fra i Cretesi rimaneva ad aspettare in un luogo boscoso e (προσποιέω) fingeva di provare a sfuggire all'attenzione dei nemici; ma si vedevano i loro scudi, che erano di bronzo. I nemici, scorgendoli, (διοράω) temevano che fosse un'imboscata. L'esercito in quello stesso tempo scendeva. I Greci, quando sembrava [il momento opportuno], facevano il segnale al Misio di fuggire con i suoi uomini. Ed egli allontanandosi fuggiva e anche quelli con lui. E gli altri Cretesi temendo i nemici, si salvavano precipitandosi dalla strada nel bosco verso la valle, ma il Misio mentre fuggiva lungo la strada (βοάω) gridava di accorre in (loro) aiuto. I soccorritori [lett. quelli che arrivarono in aiuto] si ritiravano passo a passo (ἐπὶ πόδα). Così giungevano all'accampamento, tutti sani e salvi.
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Λυκος ποτε ορων προβατον μονον εν τη νομη ωετο δυνασθαι ραδως αυτο κλεπτειν και ελεγετο... μεμφονται αλληλοις.
Un giorno un lupo vedendo una pecora da sola nel prato pensava (οἴω ) di poterla rubare facilmente e si diceva: "La sorte mi ha dato come dono la pecora ed io la prendo: voglio portarla alla mia tana e li mangiarla tranquillamente. Il lupo dopo aver rubato la pecora dal gregge la porta alla sua tana. Un leone toglieva al lupo ogni cosa e la pecora. Il lupo fermandosi da lontano (πρόσωθεν) diceva: "Ingiustamente, o leone prendi la pecora". Ma il leone (rispondeva): "Certamente a te dal padrone è stata data giustamente". La favola dimostra che i ladri negli stessi peccati si rimproverano gli uni con gli altri. (da Esopo)
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Ο Αλεξανδρος εν τη πολιορκια της Τυρου συνεχεται, οτε παρα Δαρειου ερχονται πρεσβυται εις Αλεξανδρον·... τον στολον παρασκευαζει. (da Arriano)
Alessandro tiene sotto assedio Tiro, quando presso Alessandro vengono degli anziani inviati da Dario; essi dicono: "Dario ti assegna diecimila talenti per i prigionieri, lascia alla Grecia la regione prima del fiume Eufrate fino al mare. Dario sollecita il matrimonio con la figlia di Dario: così tu e Dario diventate amici ed alleati". Alessandro risponde: "Io non voglio né talenti da Dario e nemmeno solo tutta la terra prima del fiume Eufrate prospiciente all'Asia: infatti di talenti ne ho e sono in grado di conquistare la regione. Non voglio in matrimonio la figlia di Dario. Se Dario vuole essere mio amico ammiri ed osservi l'umanità di Alessandro". Così Dario capisce le parole di Alessandro e prepara l'esercito.
(By Geppetto)