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Ναυτης τις ειχεν υιον ω εβουλετο δε την γραμματικην εκπαιδευσαι... Φαγε, οπερ εποιησας μετα της ρητορικης σου.
Un marinaio aveva un figlio al quale voleva insegnare la grammatica. Ragion per cui lo mandò a scuola. Il figlio trascorso là un tempo sufficiente [lett. raggiunse] imparò la grammatica all'estremo grado; in seguito il giovane dice a suo padre: "Padre, ecco ho imparato [raggiunto] tutta la grammatica rigorosamente; ma ora/pertanto voglio imparare [raggiungere] anche la retorica". Al padre dunque fu gradito/piacque (ἀρέσκω) e a scuola egli diventa un perfetto retore. Trascorsi dei giorni (genitivo assoluto), il giovane mentre era a pranzo con la madre, e con il padre spiega che è esperto di grammatica e di retorica. Il padre disse: "Hai imparato molte cose inutili". Il giovane non avendo ascoltato nulla si rifiutava di mangiare un uccello. Ma essendosi il padre infuriato gli strappò l'uccello e disse: "Mangia! Come hai fatto con la tua retorica!
(By Vogue)
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Ως ουν ο Λυσανδρος επεμψε προς τον Φαρναβαζον ταυτα πραττειν κελευων, ο δε Βαγαιω τε τω αδελφω και Σουσαμιθρη τω θειω προσεταξε το εργον... λαμπροως και φιλοτιμως.
Quando dunque Lisandro mandò Farnabazo ordinando di fare queste cose, costui ne affidò l'esecuzione al [suo] fratello Bagaio e allo zio Susamitre, Alcibiade si trovava in una villaggio della Frigia, e aveva con sé l'etera Timandra. I barbari che erano stati mandati da Alcibiade non ebbero il coraggio di entrare ma collocandosi intorno alla casa, la bruciarono (ἀναπίμπρημι). Quando Alcibiade se ne accorse, raccolte (συνάγω) la maggior parte dei vestiti e delle coperte, le buttò sul fuoco, e avvoltosi le sue clamide sulla sinistra, tenendo con la destra il pugnale, si buttò fuori, prima che i vestiti prendessero fuoco e i barbari vedendolo (ὁράω) si dispersero in fuga. Nessuno infatti gli si parò di fronte o venne alle mani con lui ma lo colpirono da lontano, con giavellotti e frecce. Così egli cadde, e quando i barbari se ne furono andati, Timandra raccolse il cadavere, e lo seppellì con magnificenza e con onore.
(By Vogue)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Quando Lisandro manda a Farnabazo a comandare di fare queste cose, questi affidò l'incarico al fratello Mageo e allo zio Susamitre. A quel tempo Alcibiade abitava per caso in un villaggio della Frigia in compagnia della sua etera Timandra. I barbari mandati per (uccidere) Alcibiade non osarono entrare, ma, dopo aver circondata la casa, la incendiarono. Appena Alcibiade se ne accorse, raccolse il maggior numero possibile di abiti e coperte e li gettò sul fuoco; avvolto intorno alla mano sinistra la sua clamide e, sguainato il pugnale con la destra, balzò illeso oltre le fiamme prima che i suoi vestiti bruciassero e quando vide i barbari, si sparpagliarono. Nessuno infatti lo attese nessuno venne a conflitto, ma stando lontano, lo bersagliavano con giavellotti e frecce. Così quand' egli cadde a terra anche i barbari se ne andarono, Timandra portò via il cadavere, avvolgendo e coprendo con le proprie tuniche e secondo le attuali circostanze lo seppellì splendidamente e magnificamente.
(By Stuurm)
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Επειδη δια ολης της ημερας ο Πατροκλος τους Τρωικους διεφθειρεν, ο Φοιβος εν κρατηρ υσμινη...τον βιον την ηβην.
1. Poiché Patroclo per tutto (ὀλός-η-ον) il giorno uccideva Troiani, andava verso di lui il terribile Febo in violento (κρατερός-ά-όν) combattimento, gli si poneva dietro e colpiva (πλήσσω) la sua spalla; a Patroclo venivano a mancare le vigorose (γυῖον-ου) gambe.
2. "O Patroclo, il Dardano Euforbo ti colpiva, ma non ti abbatteva; egli non sopportava la tua collera, ma fuggiva".
3. Ettore, quando vedeva Patroclo in pericolo, gli andava vicino (ἀγχίμολος-ον) e lo colpiva col ferro; Patroclo cadeva.
4. Il Priamide diceva a Patroclo: "Patroclo, forse ti compiaci per lo sterminio delle nostre case, per la servitù delle nostre donne e di fanciulli; ora muori a causa delle mie armi e il tuo amico Peliide non può portarti aiuto".
5. O Patroclo, al Priamide tu dicevi: "Ora, dunque, ti vanti! gli dei infatti ti concedono la vittoria; sono essi infatti che mi uccidono come pure Euforbio mentre tu, terzo, mi spogli delle armi (ἐναρίζω). Ti dico ancora un'altra cosa e tu serbala dentro (nell'animo: la morte è al tuo fianco (ἄγχι)". Queste cose diceva e la morte lo avvolgeva (καλύπτω) e l'anima volava (πέτομαι) nell'Ade e finiva la vita e la giovinezza.
(By Geppetto)
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Ώς δὲ παρετάξαντο ἀλλήλοις, οἱ μὲν Θετταλοὶ νομίσαντες οὐκ εἶναι ἐν καλῷ τόπῳ πρὸς τοὺς ὁπλίτας ἱππομαχεῖν, στρέψαντες βάδην ἀπεχώρουν· οἱ δὲ μάλα σωφρόνως ἐφείποντο. Γνοὺς δὲ ὁ Ἀγησίλαος ἃ ἑκάτεροι ἡμάρτανον, παραπέμπει τοὺς ἀμφ᾽ αὑτὸν μάλ’ εὐρώστους ἱππέας, καὶ κελεύει τοῖς τε ἄλλοις παραγγέλλειν καὶ αὐτοὺς διώκειν κατὰ κράτος καὶ μηκέτι δοῦναι αὐτοῖς ἀναστροφήν. οἱ δὲ Θετταλοὶ ὡς εἶδον παρὰ δόξαν ἐλαύνοντας, οἱ μὲν αὐτῶν οὐδ’ ἀνέστρεψαν, οἱ δὲ καὶ ἀναστρέφειν πειρώμενοι πλαγίους ἔχοντες τοὺς ἵππους ἡλίσκοντο. Πολύχαρμος μέντοι ὁ Φαρσάλιος ἱππαρχῶν ἀνέστρεψέ τε καὶ μαχόμενος σὺν τοῖς ἀμφ᾽ αὐτὸν ἀποθνῄσκει. Ώς δὲ τοῦτο ἐγένετο, φυγὴ γίγνεται ἐξαισία· ὥσθ’ οἱ μὲν ἀπέθνῃσκον αὐτῶν, οἱ δὲ καὶ ζώντες ἡλίσκοντο.
Una volta che si furono schierati gli uni contro gli altri, i Tessali avendo ritenuto che non fossero in buona posizione combattere a cavallo contro degli opliti, voltatisi, si ritiravano camminando, essi invece inseguivano in modo davvero prudente; Agesilao, avvedutosi dell'errore degli uni e degli altri, invia i cavalieri più forti della sua scorta, ed ordina loro di incitare gli altri ad inseguire e di inseguire essi stessi con forza, senza dar loro la possibilità di ritorno. I Tessali quando videro che avanzavano per la gloria, mentre alcuni di loro non si ritiravano altri invece, che tentavano di ritirarsi avendo ai lati i cavalieri venivano sopraffatti. Sebbene il polemarco Farsalio andando a cavallo ritornò e combattendo con loro muore col suo seguito. Appena avvenne ciò, la fuga diviene precipitosa; così alcuni di loro morirono, mentre altri anche vivi venivano sopraffatti.
(By Stuurm)
Versione tratta da Senofonte
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Ἐγὼ βούλομαικαὶ τὴν παιδείαν των ἄλλων Ἑλλήνωνκαι την παιδειαν της Σπαρτης σαφηνίσαι. Των μεν ἄλλων Ἑλλήνων οἱ φάσκοντες κάλλιστα τοὺς υἱεῖς παιδεύειν... ωστε πολλην μεν αιδω, πολλην δε πειθω αυτους διδασκειν. (Da Senofonte)
Io voglio illustrare come l'educazione dei fanciulli di tutti i Greci sia diversa (σαφηνίζω) dall'educazione di Sparta. Mentre alcuni affermano che fra tutti i Greci essi educano meglio i figli, senz'altro altri si rivolgono a premurosi pedagoghi, sicuramente mandano i figli a scuola perché imparino le lettere e la musica ed altre cose in palestra. Presso questi si rendono eleganti piedi dei fanciulli con sandali, i corpi sono effeminati da una varietà di mantelli. Licurgo stabilì (ἐφίστημι) l'uomo capace di aver potere sui figli, come stabilì anche il magistrato preposto. Autorizzò anche a riunire i ragazzi per osservare che, se qualcuno si comportasse con negligenza, fosse punito duramente. Si permetteva poi a quello anche di diventare sorveglianti, così da aiutare, dopo tanta vergogna, insegnare a loro con molta persuasione.
(By Geppetto)