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Ο Πριαμος, αγομενος υπο του Ερμου, αφικνειται λαθραιος...
1. Priamo, guidato da Ermes va furtivo alla tenda del Peleide.
2. Priamo afferrando le ginocchia del Peleide e supplicando lo pregava di rendergli il corpo di suo figlio.
3. Infatti Priamo diceva al Pelide "Giungo ora presso di te portando ricompense innumerevoli affinché io riscatti il cadavere di mio figlio. Ma per gli dei dell'Ade abbi compassione o Pelide di me ricordandoti anche di tuo padre".
4. Il Pelide, piangendo e sospirando per la compassione di Priamo e per il rimpianto del padre e di Patroclo, faceva alzare Priamo e lo esortava a non piangere.
5. Il Pelide diceva che gli dei affliggevano la vita dei mortali e che questi invece erano tranquilli.
6. Il Pelide continuava (dicendo) che nella casa di Crono ci sono due giare, l'una piena di cose buone e l'altra di cose cattive, ma (il) dio le mescola e da agli uomini una volta le cose cattive, una volta le cose buone.
7. Il Pelide diceva alzati ma non lamentandoti dal tuo animo e siediti. Tuo figlio non può tornare in vita".
8. Priamo rispondendo diceva: "Non ancora mi siedo sul trono, fino a che il figlio mio giace insepolto. Ma tu accetta ciò che ti ho portato e che tu possa giungere illeso alla tua terra." Il Pelide vinto dalla pietà (gli) restituisce il cadavere.
(By A. M. Di Leo)
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Κῦρος ἐξελαύνει σταθμοὺς τέτταρας παρασάγγας εἴκοσιν ἐπὶ τὸν Χάλον ποταμόν, ὄντα τὸ εὖρος πλέθρου, πλήρη δ᾽ ἰχθύων μεγάλων καὶ πραέων, οὓς οἱ Σύροι θεοὺς ἐνόμιζον καὶ ἀδικεῖν οὐκ εἴων, οὐδὲ τὰς περιστεράς. Αἱ δὲ κῶμαι ἐν αἷς ἐσκήνουν Παρυσάτιδος ἦσαν. Ἐντεῦθεν ἐξελαύνει σταθμοὺς πέντε παρασάγγας τριάκοντα ἐπὶ τὰς πηγὰς τοῦ Δάρδατος ποταμοῦ, οὗ τὸ εὖρος πλέθρου. Ἐνταῦθα ἦσαν τὰ Βελέσυος βασίλεια τοῦ Συρίας ἄρξαντος, καὶ παράδεισος πάνυ μέγας καὶ καλός, ἔχων πάντα ὅσα ὧραι φύουσι. Κῦρος δ᾽ αὐτὸν ἐξέκοψε καὶ τὰ βασίλεια κατέκαυσεν. Ἐντεῦθεν ἐξελαύνει σταθμοὺς τρεῖς παρασάγγας πεντεκαίδεκα ἐπὶ τὸν Εὐφράτην ποταμόν, ὄντα τὸ εὖρος τεττάρων σταδίων· καὶ πόλις αὐτόθι ᾠκεῖτο μεγάλη καὶ εὐδαίμων Θάψακος ὄνομα. Ἐνταῦθα ἔμεινεν ἡμέρας πέντε. Καὶ Κῦρος μεταπεμψάμενος τοὺς στρατηγοὺς τῶν Ἑλλήνων ἔλεγεν ὅτι ἡ ὁδὸς ἔσοιτο πρὸς βασιλέα μέγαν εἰς Βαβυλῶνα· καὶ κελεύει αὐτοὺς λέγειν ταῦτα τοῖς στρατιώταις καὶ ἀναπείθειν ἕπεσθαι. Οἱ δὲ ποιήσαντες ἐκκλησίαν ἀπήγγελλον ταῦτα·
Ciro avanzava di venti parasanghe in quattro tappe fino al Calo, un fiume largo un pletro, pieno di pesci grandi e innocui: i Siri li consideravano divini e non permettevano che venisse fatto del male. I villaggi nei quali si attendarono, erano di Parisatide. Quindi, in cinque tappe, avanza per trenta parasanghe fino alle sorgenti del fiume Dardas, largo un pletro. Là sorgeva la reggia di Belesi, il governatore della Siria: intorno, un parco immenso e splendido, con piante che danno frutti in tutte le stagioni. Ciro lo abbatté e diede fuoco alla reggia. Quindi marcia tre tappe per quindici parasanghe verso il Fiume Eufrate, che è la sua larghezza di quattro stadi. E proprio lì era abitata (οἰκέω ) una grande e ricca Città di nome Tapsaco. Rimaneva qui cinque giorni. E Ciro dopo aver mandato a chiamare i comandanti dei Greci diceva che la spedizione sarebbe stata contro il Gran Re a Babilonia; e ordina(va) [lett pres] loro di dire queste cose ai soldati e di convincerli (ἀναπείθειν, ἀναπείθω pres inf ac) a seguirlo (ἕπεσθαι, ἕπομαι pres inf mp). Quelli dopo aver fatto un'assemblea riferivano queste cose.
(By Stuurm)
Versione tratta da Senofonte
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Πολυφημος ο Κυκλωψ ηρατο Γαλατειας της νυμφης και καθεζομενος... δια τον Ποθον την Γαλατειας.
Il ciclope Polifemo era innamorato della ninfa Galatea e seduto su uno scoglio scosceso mentre guardava verso il mare cantava così: "O bianca Galatea perché respingi me che sono innamorato? Tu sei bianca e tenera come una capra, altera come una vitella, fiorente come uva acerba....
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Ζευς γαμων τα ζωα παντα ειστια. Μονης δε χελων υστερουσης, ο Ζευς διαπορων την αιτιαν της υστερησεως επυνθανετο... πολυτελως διαιτασθαι.
Zeus invitava (ἑστιάω) per il matrimonio tutti gli animali. Poiché veniva a mancare (ὑστερέω) la sola tartaruga, Zeus, non conoscendo la causa dell'assenza, le domandava come mai non si presentava al pranzo. Ella rispondeva: "Amata casa, eccellente casa", il dio, indignandosi, la caricava di una propria casa che doveva trasportare nell'andare in giro. Così pure molti degli uomini preferiscono di molto più abitare modestamente che vivere sfarzosamente vicino agli altri.
(By Geppetto)
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Ανθρωπος τις ειχεν επι της οικιας αγαλμα ηρωος και τουτω πολυτελεστατα εθυε· ... δυσκτυχουντες την αιτιαν επι τους θεους αναφερουσιν.
Un uomo aveva in casa una statua di un eroe e a questa offriva sacrifici in modo molto eccessivo: all'eroe infatti offriva molti profumi e generosi sacrifici; l'eroe, riconoscente, gli diceva in sogno: "Tu sei un pio, o genio, ma smetti di sperperare la tua ricchezza; se infatti diventi povero sciupando tutto, per te diventa una necessità dar a me la colpa". Così molti, diventando poveri per la propria sconsideratezza, ne adducono la causa agli dei.
(By Geppetto)