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Χηρα φιλεργος θεραπαινας ειχε και αμα τη εω ταυτας προς αλεκτροφωνιαν...
Una vedova laboriosa aveva delle serve e al sorgere del sole (=ἅμα ἕῳ) le svegliava al canto del gallo affinché lavorassero (=per lavorare). Ma le serve poiché erano continuamente logorate dalla grande fatica ritenevano che era necessario strozzare il gallo; presumevano (οἴω) che quello era la causa dei [sott. loro] mali perché svegliava la padrona prima del sorgere del sole. Quelle di nascosto strozzavano l'animale della padrona e credevano che fossero già libere dalla fatica notturna ma incappavano in fatiche peggiori; infatti la padrona non sapeva l'ora e svegliava le serve per lavorare quando era ancora buio e la luna splendeva in mezzo al cielo. Così ai malvagi accade che la propria volontà sia causa di mali.
(By Vogue)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Una vedova laboriosa aveva delle ancelle e le radunava al canto del gallo affinché con esso lavorassero. Le ancelle, siccome erano continuamente sfinite dal grande lavoro, credevano di trovarsi nella necessità di strozzare il gallo: pensavano (οἴω) che quello fosse responsabile delle dannose cose che svegliavano la padrona prima del sorgere del sole. Esse, all'insaputa della padrona, strozzavano l'animale e così pensavano di essersi liberate dalla fatica notturna, ma piombarono in fatiche maggiori: la padrona infatti non sapeva più l'ora e chiamava a lavorare le ancelle quando era ancora buio e la luna splendeva in mezzo al cielo. Così agli incapaci un'insolita deliberazione genera motivo di cose cattive.
(By Geppetto)
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Κυων τρεφομενος εν οικω και εμπειρος ων της μαχης επι τα θηρια, τοτε εωρα πολλα θηρια α ετασσοντο και... και ματαιαν δοξαν αλλα τουτους εκφευγειν.
Un cane allevato in casa essendo esperto di combattimento contro le bestie un giorno vedeva molte bestie che si schieravano pronte a combattere contro di lui. Subito stendeva (ῥήγνῡμι) la catena del collo e fuggiva per i rioni. Gli altri cani della regione vedendolo grasso come un toro gli dicevano: "Perchè fuggi? Sei allevato (τρέφῃ, τρέφω pres 2a sing mp ) in casa con generosità dal padrone e vivi una vita agiata". Ma il cane rispondeva: "Sono a conoscenza/so che vivo con un cibo che va oltre la norma e allieto il mio corpo ma voglio fuggire perché io sono sempre nei pressi della morte (vicino alla morte) poiché combatto [combattendo] con orsi e leoni. Ma quelli l'un l'altro dicevano: " Noi trascorriamo [ζάω, ] la vita bene anche se indigenti perché non combattiamo con orsi e leoni". La favola dimostra che bisogna che l'uomo non arrechi a se stesso pericoli per il cibo e inutile fama ma che eviti questi.
(By Vogue)
Ulteriore proposta di traduzione
Un cane, cresciuto in gabbia e addestrato al combattimento contro le belve, una volta vide che molte belve erano schierate e pronte a combattere contro di lui. Subito spezzava la catena del collo e fuggiva lungo le strade. I restanti cani del posto, vedendolo bello grasso (πίων - πῖον) come un toro, gli dicevano: "Come mai scappi? Sei allevato in gabbia nell'abbondanza dal padrone e vivi una vita lussuosa!". Il cane ribatteva: "Riconosco che vivo con (συζαω) eccellente cibo ed ho cura del mio corpo, ma me ne voglio andare via perché sono sempre nei paraggi della morte quando combatto con orsi e leoni". Quelli (gli altri cani) dicevano tra loro: "Noi passiamo una vita pur misera, ma serena perché non combattiamo con leoni ed orsi". Il racconto insegna che l'uomo non deve affrontare pericoli contro se stesso per il cibo e per insensata aspettativa, ma fuggirli.
(By Geppetto)
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Αιπολος εν παραθαλασσιω τοπω ποιμνην νεμει και, ως βλεπει την θαλασσαν γαληνην... οι ανθρωποι μανθανουσιν. (da Esopo)
Un capraio pascola in un luogo sul mare e, come vede il mare calmo desidera navigare per commercio. Quindi vende le pecore compra datteri e salpa. In mezzo al mare nasce una violenta tempesta e la nave del capraio rischia di essere sommersa. E' necessario che il capraio getti il carico nel mare. A stento si salva sulla nave vuota. Non pochi giorni dopo, un viandante cammina come il capraio ed ammira la quiete del mare. Ma il capraio dice: "O amico, il mare ha di nuovo desiderio di datteri, per questo motivo si mostra pacifico. " La favola dimostra che gli uomini imparano dalle disgrazie.
(By Vogue)
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Ζευς εν πιθω παντα τα αγαθα συγκλειει και διδωσι τον πιθον ανθρωπω. Ο δε λιχνος ανθρωπος θελων γιγνωσκειν... διδοναι τα αλλα Αγαθα.
Zeus chiude in una botte tutte cose buone e dona la botte ad un uomo. Poiché l'uomo, avido, voleva conoscere le cose che stavano nella botte, dice: "Zeus, mi ha dato questa botte, ma non mi dici le cose racchiuse nella botte: quindi io apro la botte". Tira su il coperchio e apre la botte: tutte le buone cose ritornano agli dei. Il racconto dimostra che agli uomini conviene promettere (ἐγγυάω) solo l'aspettativa di dare tutte le cose buone.
(By Geppetto)
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Οι στρατιωται επορευοντο δια χιονος αρχομενοι υπο των εαυτων στρατηγων... περιφανς το χελεπον του πνευματος εληγε. (Versione tratta da Senofonte)
I soldati marciavano attraverso la neve guidati dai loro comandanti; e superando il promontorio sul quale Tiribazo voleva mettersi, si accampavano. Di lì procedevano per quindici parasanghe fino al Fiume Eufrate, lo attraversavano inzuppandosi oltre l'ombelico. Le sorgenti infatti non erano distanti. Di li procedevano a stento attraverso la neve. Il terzo giorno era difficile a causa del vento boreale. I soffi del vento erano impetuosi, bruciavano la pianura e congelava gli uomini. Allora uno degli indovini diceva di fare sacrifici al vento. I soldati sacrificavano gli animali al vento e manifestamente la forza del vento smetteva.
(By Vogue)