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Σόλων πρῶτον μέν οὗν είς Αἳγυπτον ἀφίκετο καὶ διέτριψεν, ὡς αὐτός φησι, Νείλου...πρότερον ἀπ' ἐκείνου Σόλους προσηγόρευσε.
Solone dunque pima giunse in Egitto e soggiornò, come egli stesso dice, alle foci del Nilo vicino la riva del Canopo. Per qualche tempo si occupò anche di filosofia insieme ai seguaci di Psenofi abitante di Elipoli e Sonchi di Sais, poiché erano i più esperti tra i i sacerdoti. Avendo anche ascoltato la storia di Atlante da loro, tentò di riportarla mediante composizione poetica ai Greci. In seguito salpato a Cipro, diventava amico specialmente di Filocipro uno dei re di lì, il quale aveva una città non grande, che Demofonte figlio di Teseo edificò vicino al fiume Clario, nei luoghi fortificati e diversamente [in luoghi] difficili e facili. Solone dunque lo persuase, poiché c'era una pianura fiorente, a costruire la città più piacevole e più grande ed egli dispose le migliori cose per il modo di vivere e organizzò la sicurezza tanto che molti abitanti andarono da Filocipro, e tanto che gli altri re gliela invidiarono. Per questo rendendo onore anche a Solone, chiamò Soli da quello la città che prima si chiamava Epea.
(By Stuurm)
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Κηπωρου κυων φρεαρ κατεπιπτε...
Il cane di un giardiniere finiva in un pozzo. Il giardiniere voleva portar via di lì il cane e si calava egli stesso nel pozzo. Il cane, pensando che il giardiniere volesse spingerlo ancora più giù, gli si rivoltò contro (ἐπιστρέφω) e morse il giardiniere. Questi, urlando (ἐπαινέω) di dolore: "Giustamente - diceva - sono punito perché volevo salvare un suicida (si uccide di propria mano). Il racconto si rivolge agli iniqui e agli ingrati.
(By Geppetto)
Ulteriore proposta di traduzione
Il cane di un giardiniere cadeva in un pozzo. Il giardiniere voleva far risalire il cane da là e scendeva lui stesso nel pozzo. Il cane pensando che il giardiniere voleva scendere per mandarlo ancora più giù si rivoltava e mordeva il giardiniere. Quello risalendo (partic ἐπάνειμι) con dolore diceva: "(lett. presente φησὶ): "Io patisco cose giuste (= mi sta bene), perché volevo salvare un omicida" La favola è per gli ingiusti e gli ingrati.
(By Vogue)
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Μινως βασιλευειν θελων Κρητης εκωλυσατο. Φεσας δε συν τη των θεων βουλη την βασιλειαν λαμβανειν...οικημα καμπαις πολυπλοκοις πλανων την εξοδον. (Versione di greco tratta da Apollodoro)
Avendo affermato di prendere il regno con la volontà degli dei, sacrificando a Poseidone, pregò (ηὔξατο aor εὔχομαι) che apparisse un toro dal profondo del mare promettendo (part ὑπισχνέομαι) di sacrificarlo (καταθύω. ) Avendogli Poseidone mandato (ablativo assoluto) un toro magnifico (διαπρεπής -ές) Minosse prese il regno, ma dopo aver mandato quel toro agli allevamenti di bestiame, ne sacrificò un altro. Avendo ottenuto primo il dominio sul mare (aor ἐπάρχω regge genitivo) egli governò quasi tutte le isole. Essendosi Poseidone adirato con lui poiché non aveva sacrificato il toro, lo rese selvaggio (aor ἐξαγριόω) e predispose Pasifae, la moglie di Minosse, a innamorarsi di lui. Ella, innamorata del toro generò il Minotauro che aveva l'aspetto di un toro ma le parti restanti di un uomo. Minosse secondo [quanto dicevano] alcuni oracoli, lo custodì (aor φῠλάσσω) chiudendolo in un labirinto che costruì l'architetto Dedalo, una costruzione che rendeva incerta l'uscita (πλανων part πλᾰνάω) con i suoi meandri intrecciati.
(By Vogue)
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Ανθρωπος εισερχομενος εις την οικιαν μελισσουργου, οτε εκεινος απην, το μελι και τα κηρια εκλεπτε... αποτρεπουσι τους φιλους ως επιβουλους.
Un uomo, introducendosi in casa di un apicoltore mentre lo stesso era assente (ἄπειμι), portava via il miele ed i favi. Ritornato in casa quando l'apicoltore vedeva i favi vuoti, restava ad spettare le api. Le api, rientrate dalla pastura, quando lo raggiungevano colpivano coi pungiglioni e lo conciavano per le feste. Ed egli stesso diceva loro: "O crudeli animali, voi lasciate andare (ἀφίημι) impunito il ladro (κλώψ - κλωπός) dei vostri favi, mentre pungete terribilmente me che mi occupo di voi". Nello stesso modo alcuni uomini per errato comportamento, non stando in guardia dei nemici, respingono gli amici come fraudolenti.
(By Geppetto)
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Εν Ταρσοις Κυρος και η στρατια εμενον· οι δε στρατιωται ουκ εφασαν ιεναι του προσω· υπωπτευον γαρ ιεναι επι βασιλεια και εφασαν ουκ επι τουτω μισθον λαμβανειν... και μετ' εμου πορευεσθε.
Ciro e l'esercito erano fermi a Tarso. I soldati non pensavano di procedere oltre. Sospettavano (imperf ὑποπτεύω) infatti di andare dal re e dicevano che non prendevano un compenso per questo. Per primo Clearco era costretto a mandare (ἵημι) là i soldati. Quelli colpivano con i sassi lui e I suoi animali da soma. Clearco ritenendo che quelli non potevano essere sottomessi con la forza radunava un'assemblea dei suoi soldati. In un primo momento piangeva e i soldati vedendolo si meravigliavano e stavano in silenzio; poi diceva questo: "Soldati, non meravigliatevi perché mi sento oppresso dalle circostanze presenti. Ciro per me era uno straniero che fuggiva dalla patria e (ἐτί̱μᾱ, τιμάω imperf ind 3a sg) ricompensava e dava diecimila darici [sono monete persiane]. Io non li spendevo ( κατετιθέμην imper mp 1a sing κατατίθημι) per me ma li spendevo per voi. Per prima cosa facendo guerra contro i Traci insieme a voi ottenevo vendetta per la Grecia. Dopo che Ciro [mi] chiamava, io dopo avervi preso, andavo, sperando che anche voi traeste un profitto. Per la qualcosa quindi obbedite e camminate.
(By Vogue)