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Κολοιος λιμωττων επι συκης εκαθιζε· ευρισκων δε τους ολυνθους μηδεπω πεπειρους ελεγε... δε διδωσι τουτο ο επαγγελλει.
Una cornacchia era seduta su un albero di fico; trovando fichi selvatici non ancora maturi diceva: "Ho favori dalla Sorte perché oggi mi offre questi doni; voglio aspettare finchè i fichi diventino maturi. Ma vedendola una volpe aspettare gli chiede il motivo e venutolo a sapere le dice: "Sei una sciocca, infatti è sciocco chi si attacca alla speranza; la speranza sempre in nessun modo da quello che promette con illusione.
(By Vogue)
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Γερων ποτε ξυλα κοπτων και ταυτα φερων μακραν δον εβαδιζε. Δια τον κοπον της οδου αποτιθεμενος... Ο μυθος δεικνυσι οτι πας ανθρωπος φιλοζωος εστι. (Versione tratta da Esopo)
Una volta un vecchio che tagliava della legna e che la trasportava faceva un lungo cammino. A causa della fatica del cammino, deponendo il carico invocava la Morte e diceva: "Vieni o morte, sto male (ἔχω κακῶς); sono infatti oppresso dal peso". Ma comparsa la morte il vecchio aveva paura (imperfetto φρίσσω). Ma poiché la morte diceva: "Perchè mi chiami?" Il vecchio rispondeva: "Io ti chiamo affinché tu porti il peso al posto mio. " La favola prova che ogni uomo è amante della vita.
(By Vogue)
Ulteriore proposta di traduzione
Una volta un vecchio, che tagliava e trasportava legna, camminava per una lunga strada. A causa dello sforzo del cammino dopo aver scaricato il peso, invocava la Morte e diceva: "Vieni, o Morte, sono infelice: sono sfinito dal peso". Quando la Morte si presenta, il vecchio rabbrividisce. Allora la Morte dice: "Perché mi chiami?", il vecchio risponde: "Io ti chiamo affinché tu ti carichi il mio peso!". Il racconto dimostra che ogni uomo è attaccato alla vita.
(By Geppetto)
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Εν τω πολεμω του Αντωνιου και του Αυγουστου οι Αρκαδες συν τω Αντωνιω επι τον Αυγουστον μαχονται. Μετα την νικην ... και των βαρβαρων νομους πρασσει. (Versione tratta da Pausania)
Nella guerra di Antonio e di Augusto gli Arcadi combattono con Augusto contro Antonio. Dopo la vittoria, Augusto penetra in Arcadia procede e brucia la regione. Egli le porta via (τὰ ἄλλα=) tra le altre cose l'antica statua di Atena Alea, la manda a Roma e la colloca nella piazza. Ma Augusto non per primo porta via le statue degli dei dai templi. Dopo la guerra contro Troia, i comandanti greci si dividono tra loro le prede e dagli altri viene data la statua di Cronide Ercheio a Stenelo. Dopo poco tempo i Dorici si insediano in Sicilia, Antifemo, il colonizzatore di Gela distrugge Onface, città dei Sicani e trasferisce la statua fatta da Dedalo a Gela. Dopo ciò, Serse, tiranno dei Persiani, sottrae la statua della Dea Artemide dal tempio di Braurone, gli abitanti di Cizico sottraggono la statua di Dindime dal Proconneso. Augusto non porta innovazioni sull'uso dei vincitori ma mette in atto le leggi come i Greci e i Barbari.
(By Vogue)
Ulteriore proposta di traduzione
Nella guerra tra Antonio e Augusto i Greci si schierarono con Antonio contro Augusto. Dopo la vittoria Augusto si riversa in Arcadia e governa e saccheggia la regione: oltre al resto (τά ἄλλα) si impadronisce dell'antica statua. Di Pallade Alea, la spedisce a Roma e la espone nel mercato. Non per primo Augusto sottrae le statue degli dei dai templi: dopo la guerra di Troia i capi greci si spartiscono tra loro prede e danno a Stenelo la statua del Cronide (Zeus) Ercheio tra le altre cose; dopo poco tempo i Dorici si insediano in Sicilia e Antifemo, fondatore di Gela, distrugge la città di Onface dei Sicani e si porta via una statua fatta da Dedalo. Dopo di ciò Serse, titanno persiano, dal tempio di Braurone porta via la statua della dea Artemide, i Ciziceni sottraggono la statua di Dindime dal Proconneso. Augusto, secondo il costume dei vincitori, non è da meno, ma esige il pagamento (πράσσω) da tute le terre rei Greci e dei barbari.(by Geppetto)
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Ό Ἀλέξανδρος δέ, ἐπειδὴ παρεσκευάσθησαν αὐτῷ ἐπὶ τοῦ Ὑδάσπου ταῖς ὄχθαις πολλαὶ μὲν τριακόντοροι καὶ ἡμιόλιαι, πολλὰ δὲ καὶ ἱππαγωγὰ πλοῖα καὶ ἄλλα ὅσα ἐς παρακομιδὴν στρατιᾶς ποταμῷ εὔπορα, ἔγνω καταπλεῖν κατὰ τὸν Ὑδάσπην ὡς ἐπὶ τὴν μεγάλην θάλασσαν. Πρότερον μέν γε ἐν τῷ Ἰνδῷ ποταμῷ κροκοδείλους ἰδών, μόνῳ τῶν ἄλλων ποταμῶν πλὴν Νείλου, πρὸς δὲ ταῖς ὄχθαις τοῦ Ἀκεσίνου κυάμους ὁποίους ἡ γῆ ἐκφέρει ἡ Αἰγυπτία, καὶ ἀκούσας ὅτι ὁ Ἀκεσίνης ἐμβάλλει ἐς τὸν Ἰνδόν, ἔδοξεν ἐξευρηκέναι τοῦ Νείλου τὰς ἀρχάς. Ό Ἀλέξανδρος ένόμιζε τὸν Νεῖλον ἐνθένδε ποθὲν ἐξ Ἰνδῶν άνίσχειν καὶ δι´ ἐρήμου πολλῆς γῆς ῥεῖν καὶ ταύτῃ ἀπολλύοναι τὸν Ἰνδὸν τὸ ὄνομα. Ἓπειτα, ὁπόθεν ἄρχεται διὰ τῆς οἰκουμένης χώρας ῥεῖν, Νεῖλον ἤδη πρὸς Αἰθιόπων τε τῶν ταύτῃ καὶ Αἰγυπτίων καλεῖσθαι ἢ, ὡς Ὅμηρος ἐποίησεν, Αἴγυπτον, οὕτω δὴ ἐσδιδόναι ἐς τὴν ἐντὸς θάλασσαν. (Arriano, la Spedizione di Alessandro 6 1-23)
Alessandro, dopo che furono preparate allo stesso fiume facilmente transitabile sulle sponde dell'Idaspe molte navi a trenta remi e imbarcazioni leggere e molte imbarcazioni per trasporto di cavalli e quante altre cose per il passaggio dell'esercito, decise di discendere lungo l'Idaspe con l'intento di andare verso il Grande Mare. Prima però avendo visto nel fiume Indo coccodrilli, il solo tra gli altri fiumi tranne il Nilo, presso le rive dell'Acesine una specie di fave che la terra Egizia produce, e avendo sentito che l'Acesine sfocia nell'Indo, pensò di aver trovato le sorgenti del Nilo. Alessandro credeva che il Nilo di qui presso a poco sorgesse dall'Indo e attraverso il deserto della grande terra scorresse e da qui svanisse il nome Indo. Poi, da dove comincia attraverso la regione abitata a scorrere è chiamato ormai Nilo dagli Etiopi e di qui anche dagli Egizi o, come scrisse Omero, Egitto, tanto da sfociare nel mare Mediterraneo.
(By Stuurm)
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Εν τη υλη κορυδαλος κοκκον σιτου βλεπει...
Un'allodola vede nella selva un chicco di grano, non sospetta (che sia) l'esca e si avventura. L'allodola finisce nella trappola e dice: "Ahimè (al) misero e sventurato volatile: giuste cose patisco. Non mi spoglio d'oro, non d'argento, nient'altro che d'onore: un piccolo chicco di grano mi conduce alla morte". Il racconto è rivolto a quegli uomini i quali per un ridotto vantaggio si espongono al pericolo.
(By Geppetto)
Versione tratta da Esopo