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Ο νυν Ιησους προ εξ ημερων του πασκἁ ηλθεν εις Βηβανιαν εις την οικιαν του Λαζαρου... ου παντοτε εχετε.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù dunque andò in Betania alla casa di Lazzaro. Laggiù gli fecero il pranzo/la cena: e Marta [lo] serviva e Lazzaro era seduto a tavola con lui. Maria quindi dopo aver preso una libbra di essenza profumata di nardo liquido molto costoso, unse (ηλειψε aor ἀλείφω) i piedi di Gesù e li asciugò ἐ(ξέμαξε aor ἐκμάσσω) con i suoi capelli i suoi piedi. Giuda Escariota, uno dei suoi discepoli, quello che stava per tradirlo ( lett παραδίδωμι "consegnarlo") dice(va): "Perché quest'olio profumato non è stato venduto per trecento denari per poi donare il denaro ai mendicanti?". Diceva questo non perché gli stavano a cuore i poveri ma perché era un ladro e avendo la cassa occultava le cose che metteva da parte. Allora Gesù diceva: "Lascia che lei mi unga perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura, i poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me".
(By Vogue)
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Ην παρα Θηβαιοις μανντις Τειρεσιας, ο του Ευηρους και της Καρικλους νυμφης της Αθηνας απο γενους Ουδαιου του Σπαρτου, τυφλος ων... τοις βλεπουσιν εβαδιζεν. (Versione tratta da Apollodoro)
Fra i Tebani c'era un profeta, figlio di Evereo e della ninfa ateniese Cariclo, della stirpe di Udeo degli Sparti, Tiresia che era cieco. Si annoverano discordanti leggende sulla menomazione e su questo profeta. Alcuni infatti dicono che egli sia stato accecato dagli dei perché rivelava agli uomini cose che gli dei volevano tenere nascoste, Ferecude dice che sia stato accecato da Atena: Tiresia vide la dea nuda che si lavava in un fiume, ella, dopo aver chiuso nelle mani i suoi occhi, rendeva cieco il profeta. Poiché la madre Cariclo pregava di rendergli (ἀποκαθίστημι) di nuovo la vista, Atena, che non poteva fare ciò, dopo avergli purificato le orecchie, faceva in modo che fosse esperto (ἐπίστᾰμαι) di qualsiasi canto degli uccelli e gli dava uno scettro di corniolo, ricevendo il quale, camminava nello stesso modo di quelli che vedono.
(By Geppetto)
Ulteriore proposta di traduzione
C'era presso i Tebani Tiresia veggente, foglio di Evereo e di Cariclo ninfa di Atena, della stirpe di Udeo di Sparta, che era cieco. Riguardo la cecità e l'arte divinatoria si dicono differenti racconti. Alcuni infatti dicono che egli è reso cieco dagli dei, perché rivelava agli uomini quelle cose che gli dei volevano nascondere, Ferecide invece dice che è reso cieco da Atena: Tiresia vedeva la dea nuda mentre si lavava in un fiume, ella prendendo con le mani gli occhi di lui rende indovino cieco. Chiedendo la madre Cariclo di restituire di nuovo gli occhi, Atena, non potendo fare ciò, purificando le orecchie rende capace di conoscere ogni canto degli uccelli e gli dava un bastone di corniolo, che portando camminava come quelli che vedono.
(By Stuurm)
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Απο της των Κιλονων ο Λαερτιαδης ποθων τους εταιρους υπο των Κικονων αποθησκοντας πλει συν τοις αλλοις εταιροις επι ποντον ιχθυοεντα...
1. Dopo la terra dei Ciconi il Laertiade, piangendo i compagni uccisi dai Ciconi, naviga coi restanti compagni in un mare aperto che ha odore di pesce.
2. Improvvisamente il Cronide fa levare con nubi una soprannaturale tempesta di terra e di mare: dal cielo scende la tenebra.
3. Il Laertiade con i compagni viene trascinato via dalla violenza dei venti ed ha tanta paura.
4. Per due notti e due giorni ininterrotti il Laertiade sopporta (μοχθέω) di continuo i travagli della tempesta opprimendo l'anima di fatica e di sofferenze, ma poi il terzo giorno riccioluto riporta la vita, la tempesta si placa ed il Laertiade muove per la terra dei Lotofagi.
5. Qui il Laertiade manda (προΐημι) due compagni ed un messaggero per venire a sapere quali uomini abitino questo paese.
6. I Lotofagi accolgono benevoli i compagni del Laertiade e donano loro dei fiori di loto affinché ...
(By Geppetto)
Purtroppo l'utente che ci ha richiesto la traduzione di questa versione ci ha mandato la foto solo di questa parte: se hai bisogno della restante posta una richiesta nel nostro forum allegando una foto del testo.
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Ανθρωπος εχων δυο θυγατερας, την μεν χπουρω εξεδιδου προς γαμον, την δε ετεραν κεραμοπλαστη... περι τα εκατερα πταιουσιν.
Un uomo che aveva due figlie, una la dava in matrimonio ad un giardiniere, l'altra ad un vasaio. Passato del tempo, si recava da quella del giardiniere e domandava (ἐρωτάω) come andasse col giardiniere e come stessero tra loro le cose. Visto che ella diceva che andava bene tra loro, che solo una cosa era richiesta agli dei, che arrivasse un temporale e la pioggia affinché gli ortaggi fossero innaffiati (sogg plur verbo sing), dopo poco tempo si recava da quella del vasaio e le chiedeva come andasse. Dicendo lei che tutte le cose andavano bene tra loro, che una cosa solo chiedeva che persistessero (ἐπιμένω) cieli sereni ed un sole splendente affinché le ceramiche si asciugassero, il padre diceva: "Tu mi chiedi il bel tempo, la (tua)sorella che piova: per quale delle due prego?". Il racconto dimostra che coloro che nello stesso momento intraprendono cose dissimili, giustamente falliscono in entrambe.
(By Geppetto)
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Ο Ιησους απεστελλε τους δωδεκα εις το κηρυσσειν την βασιλειαν του θεου...
Gesù inviava i dodici [apostoli] per annunciare il regno di dio e per guarire gli infermi e diceva loro: "Non prendete nulla per il viaggio né un bastone né una pietra, né pane, né denaro [lett argento]. Qualora entriate in una casa rimanete là e di là poi partite. Qualora non vi accettino (δέχομαι), quando uscite da quella regione, scuotete via dai vostri sandali la nube di polvere a testimonianza contro di loro.
(By Vogue)
Versione tratta da il Vangelo di Luca