- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Ἐν συνόδῳ τῶν ἀλόγων ζῴων πίθηκος καλῶς ὠρχεῖτο καὶ ηὐδοκίμει· διὰ τοῦτο τὰ ζῷα αὐτὸν βασιλέα ἐχειροτόνουν. Ἀλώπηξ δὲ αὐτῷ ἐφθάνει καὶ, ὡς ἐθεᾶτο κρέας κείμενον ἐν πάγῃ τινί, ἦγε τὸν πίθηκον ἐνταῦθα καὶ ἔλεγε· «Ηὔρισκον, ὦ πίθηκε, θησαυρὸν ἀλλὰ ἐγὼ οὐκ ἐλάμβανον· βούλομαι γὰρ διδόναι αὐτόν σοι· τοῦτό ἐστι γέρας τῆς βασιλείας σου». Ὁ πίθηκος ἀπεκρίνετο· «Εὖ ἐποίεις· ἐγὼ γὰρ βασιλεύς εἰμι πάντων τῶν ζῴων καὶ πάντα τὰ ζῷά μοι πείθονται. Δέχομαι τὸ γέρας σου». Ὁ πίθηκος ἀτημελήτως ἐπήρχετο καὶ ὑπὸ τῆς πάγης συνελαμβάνετο· ὁ δὲ τὴν ἀλώπεκα ᾐτιᾶτο καὶ ἔλεγε· «Ψευδὴς εἶ, ὦ ἀλώπηξ, καί με ἐνήδρευες· νῦν ἀποθνήσκω συλλαμβανόμενος ὑπὸ τῆς πάγης». Ἡ ἀλώπηξ ἔφη· «Ὦ πίθηκε, σὺ δὲ τοιαύτην μωρίαν ἔχεις καὶ τῶν ἄλλων ζῴων βασιλεύειν βούλῃ;». Οὕτως οἱ τοῖς πράγμασιν ἀπερισκέπτως ἐπιχειροῦντες γέλωτα ὀφλισκάνουσιν. (Versione di greco da Esopo)
In una riunione di animali incapaci di favella una scimmia ballava bene ed era apprezzata; per questo gli animali la eleggevano regina. Una volpe era invidiosa di lei e così prendeva in considerazione (κεῖμαι) di far cadere l'animale (il suo corpo) in una trappola, adescava la scimmia e diceva: "Ho trovato (trovai), o scimmia, un tesoro, ma io non l'ho preso: voglio infatti regalarlo a te; è questo un segno d'onore per la tua dignità di regina". La scimmia rispondeva: "Ti comporti bene!: io infatti sono la regina di tutti gli animali e tutti gli animali hanno fiducia in me. Accetto di buon grado (δέχομαι) il tuo dono". La scimmia sconsideratamente la seguiva e finiva nella trappola: allora considerava (αἰτιῶμαι) responsabile la volpe e diceva: "Sei falsa, scimmia e mi inganni (ἐνεδρεύω): ora muoio per esser caduta nella trappola". La volpe diceva: "O scimmia, tu sei totalmente stolta (hai una tale stoltezza) e così credi di essere la regina di tutti gli animali!". Così pure coloro che pongono mano (ἐπιχειρέω) sconsideratamente a cose che impegnano, si espongono alla derisione. (γέλως - ωτος).
(By Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Ἐν συνόδῳ τῶν ἀλόγων ζῴων πίθηκος ἀνιστάμενος ὠρχεῖτο. Σφόδρα δ᾽ αὐτοῦ εὐδοκιμοῦντος καὶ ὑπὸ πάντων ὑποσημαινομένου, κάμηλος φθονοῦσα ἐβούλετο τῶν αὐτῶν τυγχάνειν. Διόπερ ἐξανίστατο καὶ ἐπειρᾶτο καὶ αὐτὴ ὀρχεῖσθαι. Αὐτῆς δ᾽ ἄτοπα ποιούσης, τὰ ζῷα ἀγανακτοῦντα ῥοπάλοις αὐτὴν ἔπαιον καὶ ἐξήλαυνον. Ὁ λόγος εὔκαιρός ἐστι πρὸς τοὺς διὰ φθόνον ἁμιλλωμένους τοῖς κρείττοσιν'.
In un'assemblea degli animali privi di parola una scimmia (ἀνίστημι part aor) dopo essersi alzata danzava (ὀρχέω imperf mp). Essendo quella assai stimato (εὐδοκῐμέω part pres) e osservata da tutti (genitivi assoluti) un cammello che era geloso voleva ottenere le stesse cose (ricorda che τυγχάνω regge il genitivo). Perciò si alzava (ἐξανίστημι imperf) e provava (πειράω, imperf) anche lui (αὐτὴ è riferito a κάμηλος ἡ femminile) a danzare. Facendo questo cose assurde (gen ass) gli animali indignandosi (ἀγανακτέω part) lo colpivano con dei bastoni e la scacciavano (ἐξελαύνω imperf). La favola è appropriata per quelli che per l'invidia lottano con quelli che sono superiori.
(By Vogue)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
In un convegno di bestie prive di parola, una scimmia, dopo essersi alzata, ballava. Siccome quella era molto stimata e tenuta in considerazione, un cammello invidioso desiderava avere successo con quelle (bestie). Perciò si alzava e provava lui stesso a danzare. Siccome tentava di fare cose impossibili, le bestie, indignate, la picchiavano con bastoni e la scacciavano. Il racconto è mirato su coloro che per invidia rivaleggiano con chi è più dotato.
(By Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Τοῖς Ἀθηναίοις ἐνταῦθα δὴ ἀριστοποιουμένοις ἀγγέλλεται τὰ περὶ Λάμψακον, καὶ εὐθὺς ἀπέπλευσαν εἰς Σηστόν. Ἐκεῖθεν δ᾽ εὐθὺς ἐπισιτισάμενοι ἔπλευσαν εἰς Αἰγὸς ποταμοὺς ἀντίον τῆς Λαμψάκου· διεῖχε δ᾽ ὁ Ἑλλήσποντος ταύτῃ σταδίους ὡς πεντεκαίδεκα. Ἐνταῦθα δὴ ἐδειπνοποιοῦντο. Λύσανδρος δὲ τῇ ἐπιούσῃ νυκτί, ἐπεὶ ὄρθρος ἦν, ἐσήμηνεν ἀριστοποιησαμένους εἰς τὰς ναῦς εἰσβαίνειν, πάντα δὲ παρασκευασάμενος ὡς εἰς ναυμαχίαν καὶ τὰ παραβλήματα παραβαλών, ἐκώλυσε μὴ πάσας ναῦς κινεῖν ἐκ τῆς τάξεως καὶ ἀνάγεσθαι. Οἱ δὲ Ἀθηναῖοι ἅμα τῷ ἡλίῳ ἀνίσχοντι ἐπὶ τῷ λιμένι παρετάξαντο ἐν μετώπῳ ὡς εἰς ναυμαχίαν. Ἐπεὶ δὲ οὐκ ἀντανήγαγε Λύσανδρος, καὶ τῆς ἡμέρας ὀψὲ ἦν, ἀπέπλευσαν πάλιν εἰς τοὺς Αἰγὸς ποταμούς. Λύσανδρος δὲ τὰς ταχίστας τῶν νεῶν ἐκέλευσεν ἕπεσθαι τοῖς Ἀθηναίοις, κατιδόντας ὅ τι ποιοῦσιν, ἀποπλεῖν καὶ αὐτῷ ἐξαγγεῖλαι. Καὶ οὐ πρότερον ἐξεβίβασεν ἐκ τῶν νεῶν πρὶν αὗται ἧκον. Ταῦτα δ᾽ ἐποίει τέτταρας ἡμέρας· καὶ οἱ Ἀθηναῖοι ἐπανήγοντο. (da Senofonte)
Il quel momento, mentre si preparano, giunge agli Ateniesi la notizia su Lampsaco, e salparono subito alla volta di Sesto. Da li, dopo aver fatto subito rifornimento, salparono verso Egospotami, che si trova di fronte a Lampsaco: nel punto in cui l'Ellesponto era largo circa quindici stadi. E qui pranzavano. La notte seguente quando era l'alba, Lisandro dava il segnale di imbarcarsi sulle navi dopo aver fatto colazione, quindi, fatti tutti i preparativi per la battaglia navale e avendo posti sulle fiancate i ripari, ordinò che tutte le navi non si muovessero dallo schieramento né salpassero. Al levarsi del sole gli Ateniesi si schierarono in linea davanti al porto, come schierati in battaglia. Ma poiché Lisandro non attaccava e dopo molto tempo era sera, facevano di nuovo vela verso Egospotami. Lisandro, ordinò di che le navi più veloci seguissero gli Ateniesi vedendo cosa facessero e di salpare [indietro] per riferirlo a lui. E non fece sbarcare dalle navi prima che quelle arrivavano. Faceva queste cose per quattro giorni; e gli Ateniesi prendevano il largo.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Ἐν Στυμφάλῳ τῆς Ἀρτέμιδος τῆς Στυμφαλίας τὴν ἑορτὴν οἱ Στυμφάλιοι ἦγον οὐ σπουδῇ καὶ ὑπερέβαινον τὰ ἱερὰ τῆς θεᾶς. Εἰσπίπτουσα οὖν ὕλη κατὰ τοῦ βαράθρου εἶργε τὸ στόμα διὰ ἧς ῥεῖ Στύμφαλος ὁ ποταμός· οὕτω τὸ ὕδωρ οὐκ ἐδύνατο καταρρεῖν καὶ ἐγίγνετο λίμνη Στυμφαλίς. Λέγουσι ἄνδρα θηρευτὴν ἕπεσθαι ἐλάφῳ φευγούσῃ καὶ τὴν μὲν ἔλαφον εἰς τὸ τέλμα φεύγειν, τὸν δὲ θηρευτὴν ἐπακολουθοῦντα τῇ ἐλάφῳ νήχεσθαι· καὶ οὕτω τὸ βάραθρον ὑπεδέχετο τὴν ἔλαφον καὶ τὸν ἄνδρα. Λέγουσι τὸ ὕδωρ τοῦ ποταμοῦ ἐπακολουθεῖν τούτοις καὶ οὕτω πᾶν τὸ πεδίον λιμνάζον ξηραίνεσθαι· ἀπὸ τούτου τῇ Ἀρτέμιδι τὴν ἑορτὴν ἀκριβῶς καὶ σπουδαίως ἄγουσιν (Versione di greco da Pausania)
Gli abitanti di Stinfalo non onoravano con zelo la festa di Artemide stinfalica e tralasciavano le offerte sacre alla dea. Dopo che la selva veniva sprofondata (εἰσπίπτω) in una voragine, (la dea) ne chiudeva l'imboccatura da cui fluisce il fiume Stinfalo: così l'acqua non poteva scorrere e si formava la palude dello Stinfalo. Dicono che un cacciatore inseguisse (ἕπομαι) una cerva in fuga (fuggente) e che la cerva si rifugiasse nella palude, che si tuffasse il cacciatore che stava dietro (ἐπᾰκολουθέω) alla cerva; e quindi che la voragine accogliesse la cerva e l'uomo. Dicono che l'acqua del fiume andasse dietro ad ambedue e che tutta la paludosa pianura ne fosse prosciugata: da allora celebrano a perfezione e con cura la festa di Artemide.
(By Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 3
Τρεῖς βόες ἀεὶ μετ᾽ ἀλλήλων' ἐνέμοντο...τοῖς δὲ φίλοις πιστεύειν καὶ συντηρεῖν. (versione tratta da Esopo)
Tre buoi stavano sempre insieme tra loro. Un leone, che voleva mangiarli, non ci riusciva a causa della loro unione e pensava: "Voglio mangiarli quei buoi, ma, poiché stanno insieme, non ci riesco; è necessario che io li separi e posso riuscirvi con delle calunnie: devo fare in modo che non abbiano più fiducia tra di loro". Il leone, disseminando false (ψευδής - ές) calunnie, divideva gli uni dagli altri e quindi, trovando ciascun bue da solo, lo mangiava. Il racconto evidenzia come sia necessario che l'uomo che vuole vivere senza pericolo eviti di dar fiducia ai malvagi, confidi e rispetti scrupolosamente gli amici.
(By Geppetto)