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Ἀρότης τις, ἐπεὶ τὸ ζυγὸν ἐξέλυεν, ἀπῆγεν. Λύκος δέ, ὃς ἐλίμωττε καὶ τροφὴν ἐδίζητο, ὡς τῷ ἀρότρῳ περιετύγχανεν, τὸ μὲν πρῶτον τὰς τῶν ταύρων ζεύγλας περιέλειχε...(da Esopo)
Un agricoltore, dopo che scioglieva il gioco se ne andava. Ma un lupo soffriva la fame e cercava (δίζημαι) cibo, quando si imbatteva nell'aratro, per prima cosa leccava (περιλείχω) i gioghi dei buoi, poi, senza essere notato, fa scendere (καθίημι) il collo e prova a tirare l'aratro al posto dei buoi, ma poiché non era in grado, di farlo, si sforzava inutilmente. Poi l'aratore tornava, lo fissava e diceva: "Oh se, testa scellerata, invece di fare rapine e danni ti dedicassi all'agricoltura!". Il racconto dimostra che anche i malvagi fra gli uomini anche se dichiarano le cose più oneste, non sono stimati degni di fede per la (loro) natura (o anche "per il loro carattere")
(By Vogue) .
Ulteriore proposta di traduzione
Un agricoltore, una volta sciolto il giogo, se ne andava (ἀπάγω). Un lupo, che invece soffriva la fame (λιμώττω) e cercava del cibo, quando giungeva presso l'aratro, come prima cosa lambiva i collari del giogo dei buoi, poi, senza precauzioni, se li faceva scendere sul piccolo collo e al posto dei buoi tentava di andare avanti (παρέρχομαι), ma, siccome non era in grado di riuscire, si sforzava (διατείνω) vanamente. Quando il contadino ritornava, lo scorgeva (δέρκομαι) e diceva: "Magari, testa stramba, al posto di fare rapine e danni, ti dessi (ἀνατρέφω) all'agricoltura!". Il racconto dimostra che i malvagi, anche se propongono le cose più oneste, a causa della loro natura non sono tenuti in considerazione. (By Geppetto)
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Παρὰ τῶν Ἑλλήνων ὁ Λίνος ὁ κλεινὸς μουσικός, εὑρετὴς τῶν ῥυθμῶν καὶ μέλους ἐνομίζετο. Τῷ δὲ Λίνῳ συκνοὶ μαθηταὶ ἦσαν, ἐν τοῖς ἄλλοις καὶ Ἡρακλῆς καὶ Θάμυρις καὶ Ὀρφεύς...
Presso i Greci, il celebre musicista Lino era considerato l'inventore dei ritmi e della melodia. Lino aveva (dativo di possesso) come allievi ricorrenti (σῠχνός con la χ e non con la κ come è scritto nel testo erroneamente), tra gli altri, anche Eracle, Tamiri ed Orfeo. Si raccontava anche che Lino, usava non solo perseveranza e parole persuasive ma [usava] (ricorda che χράομαι regge il dativo della cosa usata) talvolta anche percosse. Eracle dunque voleva imparare a suonare la cetra, ma per la lentezza della (sua) mente non era in grado di accogliere l'insegnamento, perciò talvolta veniva anche punito da Lino. Ma Eracle una volta per l'ira colpiva il maestro con la cetra e lo uccideva. L'assassino veniva prosciolto dai giudici, ma veniva mandato dal padre ai pascoli dei Buoi. Successivamente Eracle diventava molto importante per le dodici fatiche.
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Ταῖς Κίων παρθένοις ἔθος ἦν εἰς ἱερὰ δημόσια συμπορεύεσθαι καὶ διημερεύειν οἱ δὲ μνηστῆρες ἐθεῶντο παίζειν καὶ χορεύειν· ἑσπέρας δὲ πρὸς ἑκάστην ἀνὰ μέρος βαδίζουσαιδιηκονοῦντο γονεῦσι...(da Plutarco)
Le vergini di Chio avevano l'usanza (dativo di possesso: "alle le vergini di Chio era usanza") di partecipare ai sacrifici pubblici e di trascorrerci la giornata e i pretendenti (le) guardavano suonare e danzare. Di sera camminando a turno per ciascuna servivano i genitori scambievolmente e i fratelli fino a lavare (loro) i piedi." Più giovanotti ( ᾔθεοι, ἠίθεος e ᾔθεος -ου, ὁ) fra i pretendenti spesso si erano innamorati di una sola (fanciulla) ma era così moderato e abituale un amore che quando una fanciulla si fidanzava con un ragazzo celibe gli altri smettevano subito di corteggiarla. Questo era un principio di temperanza delle donne; non si ricorda presso loro né adulterio, né stupro di una donna non sposata per settecento anni.
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Πύρρος Ἠπειρώτης στρατεύει ἐπὶ Λακεδαίμονα...τῶν γυναικῶν ὁρῶντες καὶ τὸν Πύρρον ἀποκρούουσιν.
L'Epirota Pirro conduce una campagna di guerra contro Sparta. Si verifica una violenta battaglia davanti alla città; gli Spartani si ritirano e deliberano di portare figli e mogli al sicuro a Creta, mentre loro stessi rischiano fino alla vittoria o alla morte. Archidamia, figlia del re Cleade, si oppone alla decisione, poiché era bello per le donne spartane morire con i mariti piuttosto che vivere senza di loro. E per questi motivi le Spartane si dividono le attività della guerra: scavavano trincee, aprivano canali scavando, preparavano le armi, curavano i feriti, così che anche gli Spartani diventano coraggiosi dinanzi al combattimento vedendo il coraggio delle donne e respingono Pirro.
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Ὁ Κρονίδης δ᾽ ἐκέλευε Ηφαιστον τάχα γαῖαν ὕδατι φύρειν, ἔνδον δ᾽ ἀνθρώπου αὐδὴν καὶ ῥώμην τιθέναι, ταῖς δ' ἀθανάταις θεαῖς ὦπα ἐίσκειν, παρθενικῆς σῶμα καλὸν καὶ ἐπήρατον...(da Esiodo)
Cronide subito ordinava a Efesto di mescolare terra con acqua di metterci dentro la parola d'uomo e forza, e simile nell'aspetto alle dee immortali di formare un corpo di fanciulla bello e delizioso. Poi (ordinava) ad Atena di insegnare i lavori e a tessere una tela dai molti ornamenti e ordinava ad Afrodite di riversarle grazia sul capo e difficile desiderio. (Ordinava) a Ermes di darle mente da cagna e indole furba. Così comandava Cronide e subito gli dei obbedivano e chiamavano quella donna Pandora perché tutti gli dei (gli) offrirono un dono. Subito dopo Cronide ordiva un tranello per Epimeto, mandava Ermes per portargli un dono. Epimeteo non aveva rimandato indietro il dono di Cronide come da ordine di Prometeo perché non dovesse accadere un male ai mortali, ma lo accettava. La donna aveva un vaso, dono di Cronide, e sollevò il suo coperchio e i mali che il vaso conteneva li riversava fuori. Solo Speranza rimaneva proprio lì, dentro il vaso e non volò fuori dall'orlo (del vaso). Pandora infatti rimetteva prima il coperchio del vaso.
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