- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 7
Λέγουσιν ὅτι Ἀλέξανδρος, μετὰ τὴν τῶν Θηβαίων καταστροφήν, ἐκέλευε τοῖς στρατηγοῖς διασῴζειν τὴν Πινδάρου τοῦ ἐνδόξου ποιητοῦ οἰκίαν· ὁ δὲ Ἀλέξανδρος γὰρ ἔθελε τιμᾶν τὰς τέχνας τὰς Ἑλληνικὰ... (da Arriano)
Dicono che Alessandro, dopo la distruzione di Tebe, ordinava agli strateghi di salvare la casa del famoso poeta Pindaro. Alessandro infatti voleva onorare le arti elleniche e soprattutto i poeti. Non voleva punire gli Ateniesi, che erano particolarmente ostili ad Alessandro poiché (li) considerava primi in valore e in amore per l'arte. Agli ambasciatori degli Ateniesi che si rallegravano con Alessandro della conquista di Tebe, ordinava solo di esiliare lo stratega Caridmo che era ma ostile ad Alessandro e all'egemonia macedone. Alessandro pensava che non fosse opportuno accrescere l'inimicizia degli Ateniesi; c' era infatti pericolo che gli Ateniesi, per ostilità nei confronti di Alessandro e desiderio di libertà si alleassero con i Persiani.
(By Vogue)
che erano i nemici più acerrimi di Alessandro, perché li considerava i primi per valore e amore per l'arte. Agli ambasciatori ateniesi che si congratulavano con Alessandro per la distruzione di Tebe, ordinò solo di esiliare il generale Caridemo, che era nemico di Alessandro e dell'egemonia macedone. Inoltre, Alessandro non riteneva opportuno accrescere l'inimicizia degli Ateniesi. C'era infatti il pericolo che gli Ateniesi, per ostilità verso Alessandro e per il desiderio di libertà, si alleassero con i Persiani.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 6
Ἐπεὶ οἱ βάρβαροι ἔμελλον εἰς τὴν χώραν εἰσβάλλειν ὡς κτενοῦντες καὶ φθεροῦντες τοὺς ἀγρούς, ὁ Παυσανίας ἔπεμπέ τινας κατασκεψομένους τῶν αὐτῶν τὸ πλῆθος καὶ τὴν παράταξιν. ...
Poichè i Barbari erano in procinto di spingersi contro la regione per devastare e distruggere i campi, Pausania inviava alcuni per osservare il numero complessivo e lo schieramento di questi. Dopo che gli esploratori (coloro che erano andati ad osservare) annunciarono che i nemici erano molti, lo Spartano diceva: "E' bello, ne uccideremo più numerosi: infatti abbiamo molta speranza (dat possesso) che i nostri soldati non solo combattano in modo più onorevole, ma che prevalgano sugli uomini non liberi, guidati dal re".
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 6
Οἱ δὲ Πέρσαι τὸ μὲν πρῶτον πλέοντες διετήρουν τὴν τάξιν, ἔχοντες πολλὴν εὐρυχωρίαν· ὡς δ᾽ εἰς τὸ στενὸν ἦλθον, ἠναγκάζοντο τῶν νεῶν τινας ἀπὸ τῆς τάξεως ἀποσπᾶν, καὶ πολὺν θόρυβον ἐποίουν... (da Diodoro Siculo)
I Persiani in un primo tempo, mentre navigavano, mantenevano lo schieramento, avendo molta spazio libero; ma quando giunsero allo stretto, erano costretti ad allontanare alcune delle navi dalla formazione e facevano una grande confusione. Il comandante della flotta, che precedeva (προηγέομαι) la formazione e che per primo aveva ingaggiato battaglia, fu ucciso (διαφθείρω aor pass) combattendo vigorosamente. Affondata (inf aor pass βῠθίζω) la nave (gen ass), la confusione invase la flotta dei barbari; infatti erano molti quelli che comandavano, ma ciascuno non dava gli stessi ordini (non comandava le stesse cose). Perciò si fermarono dal navigare avanti e, ritirandosi, tornavano in mare aperto. Gli Ateniesi, osservando la confusione dei barbari, facevano un attacco navale contro i nemici, colpivano le navi con i rostri e strappavano via (παρασύρω) i remi di quelle e non essendo possibile remare, molte delle triremi persiane che erano poste di fianco venivano frequentemente colpite dai rostri. Perciò cessarono di retrocedere, ma dopo aver navigato di nuovo, fuggivano precipitosamente
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 6
Κιθαρῳδὸς φαῦλος ἐν οἴκῳ συνεχῶς ('senza interruzione") ᾔδει ἐπεὶ ἡ φωνὴ αὐτῷ ἀντήχει, ἐνόμιζε ὡς ἡ ᾠδὴ αὐτοῦ καλὴ σφόδρα ἦν. Καὶ δὴ ἐβουλεύετο εἰς θέατρον εἰσέρχεσθαι. Ὅτε δὲ ἐξήρχετο εἰς σκηνήν, ...
Un citaredo incapace cantava senza interruzione in casa; poiché la sua voce perdurava, pensava che il suo canto fosse molto bello. E decideva di entrare in un teatro. Ma quando usciva sulla scena, cantava malamente); per questo motivo veniva colpito con delle pietre ed era scacciato dal teatro. La favola dimostra che così anche alcuni fra gli oratori politici appaiono esser abili a parlare nelle conferenze, ma quando entrano in politica si rivelano incapaci.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 5
Μελέτω σοι τοῦ πλήθους, καὶ περὶ παντὸς ποιοῦ κεχαρισμένως αὐτοῖς ἄρχειν, γιγνώσκων ὅτι καὶ τῶν ὀλιγαρχιῶν καὶ τῶν ἄλλων πολιτειῶν αὗται πλεῖστον χρόνον διαμένουσιν, ...da Isocrate)
Prenditi cura (μελετάω imperativo) della popolazione e fa in modo (imperativo ποιέω) di comandare loro su tutto in modo piacevole, sapendo che fra le oligarchie e fra le altre forme di governo quelle che perdurano più tempo sono quelle che curino nel miglior modo possibile la popolazione. Guiderai bene (δημαγωγήσεις futuro 2a sg δημᾰγωγέω), il popolo, qualora tu non permetta (ἐᾶς, ἐάω) di maltrattare la moltitudine e non lasci (περιοράω) che sia oltraggiata, ma fai attenzione (σκοπάω) che i migliori abbiano gli onori (lettἕξουσιν futuro ἔχω + ὅπως ) mentre gli altri non subiscano ingiustizie (ἀδικήσονται futuro ἀδικέω + ὅπως), questi infatti sono i primi principi ed i più grandi di un governo. Cercherai leggi che siano nel complesso giuste, convenienti e coerenti fra loro, non (ἀμφισβητήσεις, ἀμφισβητέω) discuterai le più insignificanti, risolverai invece le più veloci che saranno prodotte dai cittadini: infatti bisogna che tutte queste cose siano presenti nelle leggi stabilite bene.
(By Vogue)