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Ἔχων τις δύο ("due") θυγατέρας, τὴν μὲν κηπουρῷ ἐνύμφευε, ...ἐπιχειροῦντες εἰκότως περὶ τὰ ἑκάτερα πταίουσιν. (da Esopo)
Avendo un tale due figlie una la dava in moglie ad un giardiniere, l'altra ad un vasaio. Dopo del tempo (διὰ χρόνου) egli andava da quella del giardiniere e gli chiedeva come stesse e in quale condizione fossero per loro gli affari. Ella diceva che ogni cosa andava loro bene, ma che pregava (εὔχομαι regge il dativo) gli dei e che li rendeva benigni perché si verificasse una tempesta e perché aumentasse la pioggia, Dopo non molto giungeva anche da quella del vasaio e le chiedeva come stesse. Questa diceva che tutte le altre cose non gli mancavano ma che pregava solo gli dei perché rimanesse cielo sereno e sole splendente affinché l'argilla si asciugasse (ξηραίνηται ξηραίνω cong pres mp 3a sg). Il padre gli rispondeva: "Se tu chiedi (ἐπιζητῇς cong presente 2a sing ἐπιζητέω) bel tempo mentre tua sorella tempesta, pregherò insieme a quale delle due?" Così coloro che tentano( ἐπιχειρέω regge il dativo) le azioni diverse a ragione hanno un insuccesso in ciascuna delle due.
(By Vogue)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Avendo un padre due figlie, una la dava in moglie (νυμφεύω) ad un giardiniere, l'altra ad un vasaio. Dopo un certo tempo andava presso quella del giardiniere e chiedeva (ἐρωτάω) come stesse e in che modo andassero le cose fra loro. Ella rispondeva che tutto (tutte le cose) andava bene tra loro, che solo implorava dagli dei che fossero benigni con loro in modo che ci fosse la pioggia e che facesse crescere gli ortaggi. Dopo non molto tempo veniva anche da quella del ceramista e a lei domandava come andasse. Ella rispondeva che non le mancava nulla, che pregava solo che cielo restasse sereno e sole gagliardo affinché la ceramica si asciugasse; il padre le rispondeva: "Se mentre tu desideri il bel tempo (εὐδία -ας), invece tua sorella il cattivo tempo, per quale di voi due pregerò insieme?". Nello stesso modo coloro che nel proprio tempo si dibattono (ἐπικείρω) fra opere opposte, chiaramente fra di esse si dilaniano.
(By Geppetto)
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Κροῖσος ὁ βασιλεὺς μετὰ τὴν ἐπίδειξιν τῆς αὑτοῦ εὐδαιμονίας, Ἀνάχαρσιν τὸν σοφὸν ἠρώτα τίνα νομίζοι τῶν ὄντων ἀνδρειότατον. ... ὡς ἐκ τῆς Σκυθίας καὶ θηριώδους διαγωγῆς ποιοῦντος τὰς ἀποκρίσεις.
Il Re Creso dopo la dimostrazione della sua felicità, chiedeva al saggio Anacarsi chi riteneva che fosse il più valoroso tra gli esseri esistenti. Costui rispondeva (che erano) i più selvaggi fra gli animali; infatti erano i soli disposti a morire di buon animo per la libertà. Ma Creso ritenendo che lui sbagliava domandava chi giudicava più giusto fra gli esseri esistenti (τῶν ὄντων). Costui dichiarava di nuovo (che erano) le più selvagge fra le bestie; infatti erano le sole che vivevano secondo natura e non secondo le leggi; infatti (dichiarava che) la natura era una costruzione di un dio, mentre la legge era un'istituzione di un uomo e che era più giusto utilizzare quelle del dio piuttosto che le invenzioni degli uomini. Ma questo (Creso) volendo ridicolizzare Anacarsi chiedeva se anche le bestie erano più sagge. Anacarsi spiegava perché onorare la verità della natura fosse la cosa più eccezionale della saggezza piuttosto che [onorare] la disposizione della legge. Ma Creso rideva (κατεγέλα imperf 3a sing καταγελάω) di questo che dava queste risposte perché proveniva dalla Scizia e perché conduceva una vita selvaggia.
(By Vogue)
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Λύκος ὑπὸ κυνιδίων δάκνεται καὶ κακῶς διατίθεται· οὕτως τροφὴν οὐκ δύναται πορίζεσθαι. Ἄθυμος δὲ ὁ λύκος πρὸ σπηλαίου συγκάμπτεται καὶ μένει. ...
Un lupo viene azzannato dai cani e sta malamente; in tal modo non può procurarsi il cibo. Avvilito il lupo si acquatta nei pressi di una grotta e resta lì. In seguito una pecora si avvicina alla grotta; il lupo la prega di portargli dell'acqua dal fiume: "Tu - dice - dammi dell'acqua, così io stesso trovo del cibo". Quella risponde: "L'acqua a te non la do, altrimenti io divento cibo per te" e si allontana (διασκεδάννῡμι) rapidamente dal lupo. Il racconto è evidente per l'uomo perfido per malvagità.
(By Geppetto)
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Ἡ δ᾽ Ἰθάκη νῆσός ἐστι καλή, ἀλλὰ δυσγεώργητος. Οὔκ εἰσιν ὁδοὶ οὐδ᾿ εὔκολόν ἐστι τῇ ἁμάξῃ οἴχεσθαι· ἡ νῆσος μὲν οὖν ἄνιππός ἐστι, οἱ δ᾽ ἡμίονοι χρηστοί εἰσιν. ...
Itaca è un'isola bella, ma difficile da coltivare. Non ci sono strade e non è facile spostarsi (οἴχομαι) con il carro; l'isola è quindi inadatta ai cavalli sono invece utili gli asini. Lì, gli uomini quindi conducono al pascolo innumerevoli pecore ma raccolgono pochi frutti dagli alberi e dalle vigne; bevono il vino con gioia. Invece i rari mercanti arrivano dalle isole vicine; spesso violente tempeste distruggono le navi dei mercanti o impediscono il viaggio. I mercanti portano ferro e schiavi; portano anche lane e pecore. A volte giungono anche stranieri: portano i doni molto preziosi al regno, come spade, archi, abiti variopinti, armi da guerra e da caccia. Di sera, nello spazioso palazzo, si radunano sia gli stranieri sia gli schiavi; viene acceso il braciere e il rapsodo canta la guerra contro Troia e il ritorno degli Achei.
(By Vogue)
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Δαρείου καὶ Παρυσάτιδος γίγνονται παῖδες Αρταξέρξης καὶ Κῦρος· ἐπεὶ δὲ Δαρεῖος ὑπώπτευε τελευτὴν τοῦ βίου, ἐβούλετο τὼ παῖδε ἀμφοτέρω παρεῖναι. ...ἐξαιτουμένη αὐτὸν ἀπέπεμπε πάλιν ἐπὶ τὴν ἀρχήν. (da Senofonte)
Da Dario e da Parisatide nascono due figli, Artaserse e Ciro. Quando Dario sospettava di morire (lett la fine della vita), voleva che i due figli gli fossero entrambi accanto. Artaserse era dunque presente; mandava invece a chiamare Ciro dal governo di cui era satrapo e lo designava anche comandante di tutti quelli che si erano radunati (lett presente) in gran numero nella pianura di Castolo. Dunque Ciro giunge considerando Tissaferne come un amico e giungeva con trecento opliti dei Greci che li comandava Xenia Parrasio. Quando Dario moriva e saliva al trono Artaserse, Tissaferne calunniò Ciro presso il fratello perché complottava contro di lui. Costui veniva persuaso e imprigionava Ciro, perché aveva intenzione di ucciderlo. Ma la madre lo amava molto, pregandolo lo rimandava di nuovo al potere.
(By Vogue)