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Εβασιλευσε δε τοτε των Σακων γυνη τα κατα πολεμον εζηλωκυια και τολμη τε και πραξει πολυ διαφερουσα των εν Σακαις γυναικων, ονομα Ζαρινη, Καθολου μεν ουν το εθνος τουτο γυναικας αλκιμους ειχε και κοινωνουσα...
Una volta fu regina dei Saci (anche regnò sui Saci) una donna, impegnata in guerra, che si distingueva molto fra donne dei Saci per coraggio e iniziativa, il (suo) nome era Zarina. In generale dunque questo popolo aveva donne forti, che anche condividevano con gli uomini i pericoli nelle guerre, e si dice che questa fu la più straordinaria tra tutte per la bellezza e che fu ammirevole sia per gli assalti sia per gli attacchi individualmente (κατὰ μέρος). Infatti vinse in guerra quelli che si sollevavano con insolenza fra i barbari confinanti e che soggiogavano il popolo dei Saci, bonificò invece molta terra e fondò non poche città e nel complesso (τὸ σύνολον) rese più felice la vita dei compatrioti. Anche per questo gli abitanti della regione dopo la sua morte rendendole grazie per i benefici e ricordandosi del (suo) valore, costruirono una tomba che era di molto superiore a quelle che ci sono presso di loro e posero sulla tomba una statua d'oro colossale, le concessero onori eroici, e le fecero tutte le altre onorificenze più grandiose di quelle concesse ai suoi antenati.
(By Vogue)
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Πολυκράτης Ἀθηναῖος, λοχαγὸς τοῦ Ξενοφῶντος, σὺν τοῖς στρατιώταις δρόμω τοῖς βαρβάροις ἐπετίθετο καὶ κατελάμβανε πάντας ἔνδον τοὺς κωμήταςκαὶ τὸν κωμάρχην καὶ πώλους ἑπτακαίδεκα καὶ τὴν παῖδα τοῦ κωμάρχου. ...
L'Ateniese Policrate comandante di Senofonte, con i (suoi) soldati assaliva i barbari in corsa e catturava tutti gli abitanti all'interno del villaggio, il capo villaggio e diciassette puledri e la figlia del capo villaggio. Le case erano sotterranee; gli ingressi per gli animali da soma erano scavati (nel terreno), invece gli uomini scendevano per mezzo di scale. Nelle case c'erano capre e uccelli; le pecore erano nutrite con foraggio all'interno. C'erano anche grani, orzi, legumi e vino d'orzo.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI (con paradigma completo)
ἐπετίθετο: indicativo imperfetto medio, 3ª persona singolare di ἐπιτίθημι (ἐπιτίθημι, ἐπιθήσω, ἐπέθηκα, ἐπιτέθηκα, ἐπιτέθειμαι, ἐπετέθην).
κατελάμβανε: indicativo imperfetto attivo, 3ª persona singolare di καταλαμβάνω (καταλαμβάνω, καταλήψομαι, κατέλαβον, κατείληφα, κατείλημμαι, κατελήφθην).
ἦσαν: indicativo imperfetto attivo, 3ª persona plurale di εἰμί (εἰμί, ἔσομαι, ἐγενόμην, γέγονα, γεγένημαι, -). (Compare più volte)
κατέβαινον: indicativo imperfetto attivo, 3ª persona plurale di καταβαίνω (καταβαίνω, καταβήσομαι, κατέβην, καταβέβηκα, -, -).
ἐτρέφοντο: indicativo imperfetto passivo, 3ª persona plurale di τρέφω (τρέφω, θρέψω, ἔθρεψα, τέτροφα, τέθραμμαι, ἐτράφην/ἐθρέφθην).
NOMI
Πολυκράτης: nominativo maschile singolare, nome proprio (Πολυκράτης, -εος, ὁ).
Ἀθηναῖος: nominativo maschile singolare, nome etnico (Ἀθηναῖος, -ου, ὁ).
λοχαγὸς: nominativo maschile singolare, nome (λοχαγός, -οῦ, ὁ).
Ξενοφῶντος: genitivo maschile singolare, nome proprio (Ξενοφῶν, -ῶντος, ὁ).
στρατιώταις: dativo maschile plurale, nome (στρατιώτης, -ου, ὁ).
δρόμῳ: dativo maschile singolare, nome (δρόμος, -ου, ὁ).
βαρβάροις: dativo maschile plurale, nome (βάρβαρος, -ου, ὁ).
κωμήτας: accusativo maschile plurale, nome (κωμήτης, -ου, ὁ).
κωμάρχην: accusativo maschile singolare, nome (κωμάρχης, -ου, ὁ).
πώλους: accusativo maschile plurale, nome (πῶλος, -ου, ὁ).
παῖδα: accusativo femminile singolare, nome (παῖς, παιδός, ἡ).
κωμάρχου: genitivo maschile singolare, nome (κωμάρχης, -ου, ὁ).
οἴκοι: nominativo maschile plurale, nome (οἶκος, -ου, ὁ).
εἴσοδοι: nominativo femminile plurale, nome (εἴσοδος, -ου, ἡ).
ὑποζυγίοις: dativo neutro plurale, nome (ὑποζύγιον, -ου, τό).
ἄνθρωποι: nominativo maschile plurale, nome (ἄνθρωπος, -ου, ὁ).
κλίμακος: genitivo femminile singolare, nome (κλίμαξ, -ακος, ἡ).
οἰκίαις: dativo femminile plurale, nome (οἰκία, -ας, ἡ).
αἶγες: nominativo femminile plurale, nome (αἴξ, αἰγός, ἡ).
ὄρνιθες: nominativo maschile plurale, nome (ὄρνις, -ιθος, ὁ/ἡ).
πρόβατα: nominativo neutro plurale, nome (πρόβατον, -ου, τό).
χιλῷ: dativo neutro singolare, nome (χῖλος, -ου, τό).
πυροὶ: nominativo maschile plurale, nome (πυρός, -οῦ, ὁ).
κριθαί: nominativo feminine plurale, nome (κριθή, -ῆς, ἡ).
ὄσπρια: nominativo neutro plurale, nome (ὄσπριον, -ου, τό).
οἶνος: nominativo maschile singolare, nome (οἶνος, -ου, ὁ).
AGGETTIVI
πάντας: accusativo maschile plurale, aggettivo (πᾶς, πᾶσα, πᾶν).
ἑπτακαίδεκα: numerale indeclinabile.
κατάγειοι: nominativo maschile plurale, aggettivo (κατάγειος, -ον).
ὀρυκταὶ: nominativo femminile plurale, aggettivo verbale da ὀρύσσω (ὀρυκτός, -ή, -όν).
κρίθινος: nominativo maschile singolare, aggettivo (κρίθινος, -η, -ον).
PRONOMI/ARTICOLI/CONGIUNZIONI/PREPOSIZIONI/AVVERBI
τοῦ: articolo determinativo genitivo maschile singolare.
σὺν: preposizione con dativo ("con").
τοῖς: articolo determinativo dativo maschile plurale. (Compare più volte)
καὶ: congiunzione copulativa ("e"). (Compare più volte)
τὸν: articolo determinativo accusativo maschile singolare. (Compare più volte)
ἔνδον: avverbio di luogo ("dentro", "all'interno"). (Compare più volte)
τὴν: articolo determinativo accusativo femminile singolare.
αἱ δὲ: articolo determinativo e congiunzione ("e le").
μὲν: particella enclitica ("da un lato").
δὲ: congiunzione copulativa/avversativa ("e", "ma"). (Compare più volte)
ἐπὶ: preposizione con genitivo ("su").
Ἐν δὲ: preposizione e congiunzione ("e in").
ταῖς: articolo determinativo dativo femminile plurale.
τὰ δὲ: articolo determinativo e congiunzione ("e le").
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Διόνυσος ἀπὸ τῆς Ἰκάρου νήσου εἰς τὴν Νάξον φέρεσθαι ἐβούλετο, τὸ πλοῖον λῃστρὶς ἦν, ἀλλά γε ὅμως ὁ θεὸς ἐνέβαινεν. Οἱ λῃσταὶ οὖν ἐβούλευον τὸν ξένων πιπράσκειν, ...
Dioniso voleva essere portato dall'isola di Icaro a Nasso, era su di una una nave pirata, ma il dio si imbarcava (ἐμβαίνω) ugualmente. I pirati allora volevano vendere lo straniero e perciò si affrettarono (ἐπείγω) verso l'Asia. Il dio, una volta fiutata la trappola, avvolgeva la nave con l'edera, l'albero e i remi di idre, trasformava (μετᾰμείβω) in piccoli delfini i marinai i quali volontariamente si gettarono fuori (ἐξάλλομαι). Dioniso, indenne, giunse (καθήκω) con la nave a Nasso.
(By Geppetto)
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Ἀηδὼν ὑψηλῇ τινι δρυὶ ἐφίστη καὶ κατὰ τὸ σύνηθες ᾔδεν. Ιέραξ δὲ αὐτὴν ἔβλεπε καί, ὡς ἐλείπετο τροφῆς, ἐπέπιπτε τῇ ἀηδόνι καὶ ἥρπαζε. Ἡ δὲ τὸν ἱέρακα ἱκέτευε· «Ὦ γενναῖε καὶ μεγαλόψυχε ὄρνις, φείδου μου· ... (da Esopo)
Un usignolo stava su un'alta quercia alta e cantava secondo abitudine. Uno sparviero lo vedeva e, poiché era privo di cibo, piombava sull'usignolo e lo afferrava. Ma quello supplicava lo sparviero: "Oh uccello nobile e magnanimo, risparmiami (oppure: abbi compassione di me) infatti io sono un uccello gracile ed in grado di fornire scarso cibo e poco nutrimento; aspetta i miei genitori, che sono molto grassi". Lo sparviero si lasciava persuadere e liberava l'usignolo; ma quello (l'usignolo) fuggiva velocemente e diceva allo sciocco sparviero: "Oh insensato, per il futuro (εἰς τὸν λοιπὸν χρόνον) non buttare via i beni che sono tra le (tue) mani per vane speranze!" Così ci sono anche pochi fra gli uomini che per la speranza di cose più grandi lasciano sfuggire ciò che è nelle loro mani.
(By Vogue)
Ulteriore proposta di traduzione
Un usignolo che si era posato su di un'alta quercia e, secondo il suo solito, cantava. Uno sparviero avvistava l'usignolo e, dato che era privo di cibo, si avventava sull'usignolo e lo ghermiva. Quello allora supplicava lo sparviero: "O uccello nobile e di grande animo, risparmiami (φείδομαι): sono infatti un minuto volatile e capace di fornire un insignificante alimento e ben misero nutrimento; aspetta (προσμένω) i miei genitori, essi sono ricchi di carne!". Lo sparviero si convinceva e lasciava libero l'usignolo; quello rapidamente scappava via e diceva allo stolto sparviero: "Insensato, nel prossimo avvenire non gettar via le cose sicure che hai nelle mani a motivo di vuote speranze!". Similmente non sono pochissimi quegli uomini che, nella speranza di migliori guadagni, perdono (ὑφίημι) quelli che hanno nelle mani.
(By Geppetto)
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Ἐν ᾧ λέων ἐκοιμᾶτο (= ἐκοιμάετο), μᾶς τις τῷ σώματι ἐπέτρεχεν. Ὁ δὲ ἠγείρετο καὶ συνελάμβανε αὐτόν, διότι ἔμελλε καταβιβρώσκειν. Ὁ δ᾽ ἐδεῖτο (= ἐδέετο) αὐτοῦ μὴ ἐσθίειν αὐτὸν καὶ ἔλεγε ὅτι πολλὰς1 χάριτας αὐτῷ ὄμνυσι, ...
Mentre un leone dormiva un topo si muoveva lungo (ἐπιτρέχω) al suo corpo. Quello lo afferrava e lo catturava perché lo voleva divorare. Lui allora supplicava di non mangiarlo e diceva che gli prometteva molti favori se era salvo: il leone se la rideva e poi lo lasciava libero. Accadeva non molto tempo dopo che egli stesso si salvava a causa della grazia (fatta al) del topo. Infatti, dato che veniva catturato dai cacciatori e veniva ben legato ad un albero, in tale situazione il topo, che lo sentiva gemere, si avvicinava e rosicchiava (περιτρώγω) la fune (κάλως -ω) e quindi lo liberava, diceva: "Tu allora mi deridesti (καταγελάω) perché non ti aspettavi di ottenere nulla da me; ora invece ti accorgi che c'è ricompensa anche da un topo".
(By Geppetto)