- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 5
Τὸ Ταίναρον ἄκρα ἐστὶ τῆς Πελοποννήσου, ἐπ' ἐσχάτης τῆς Λακωνικῆς μεταξὺ τοῦ Ἰονίου καὶ τοῦ Αἰγαίου. Ὅτε ἤρχετο τὰ πλοῖα πλησίον τοῦ Ταινάρου, αἱ θύελλαι τοῖς ναύταις κίνδυνον ἔφερον.
Il Tenaro è un'estremità del Peloponneso, alla sommità della Laconia, tra lo Ionio e l'Egeo. Quando le navi giungevano nei pressi del Taenaro, le tempeste provocavano pericolo ai marinai. Infatti, spesso le navi affondavano e si verificavano naufragi vicino/presso agli scogli. Una grotta si apre sul Tanaro; la grotta, come era chiamata una volta, era l'ingresso dell'ade. Nella grotta c'era un luogo dove si evocavano i morti; lì, le ombre dei morti predicevano il futuro agli uomini. Cerbero, la bestia a tre teste, custodiva le porte; se i visitatori portavano (in offerta) una focaccia d'orzo, Cerbero la mangiava, ma ai morti era concesso di entrare solo in tal caso. Ma se (egli) si volgeva, non era assolutamente lecito alle ombre di uscire.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 5
Οἱ ἄνθρωποι παλαιοὶ πιστεύουσιν ὅτι ὑπὸ τῆς γῆς τόπος ἐστὶν σκοτεινὸς καὶ ὀνομάζουσιν Ἅιδην. Τοῦ δὲ Ἅιδου βασιλεύουσι Πλούτων καὶ Περσεφόνη Ἐπὶ δὲ τῇ εἰσόδῳ τοῦ Ἅιδου ἐν ἄντρῳ ἐστὶ Κέρβερος, ...
Gli uomini antichi credono che sotto la terra ci sia un luogo oscuro e lo chiamano Ade. Plutone e Persefone sono i re dell'Ade. All'ingresso dell'Ade, in una caverna, c'è Cerbero, una bestia dalle molte teste, il quale custodisce le porte sia dell'entrata agli uomini vivi sia chiude l'uscita aglispettri infernali. Intorno a questo luogo scorre (ἵημι) il fiume Lete e c'è il lago Acheronte. Ermes, come credono gli uomini antichi, guida le anime dei morti verso il lago, mentre Caronte, il vecchio nocchiero, (le) accoglie sul battello e colpisce con un remo le (anime) lente, le costringe a salire e attraverso il lago le porta nell'Ade. I giudici nell'Ade sono severi: mandano i giusti nei Campi Elisi, gli empi invece (li mandano) nel Tartaro.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 5
Οἱ παλαιοὶ ἱστορικοὶ ἔλεγον ὅτι οἱ Λακεδαιμόνιοι τέχνας οὐκ ἐμάνθανον καὶ ἀτείχιστοι διῆγον· νόμος γὰρ ἦν τοῖς Λακεδαιμονίοις τοῖς ὅπλοις, οὐ τοῖς τείχεσιν ἀμύνεσθαι, ...
Gli storici antichi dicevano che gli Spartani non imparavano mestieri e vivevano senza mura; infatti, era legge per gli spartani difendersi con le armi, non con le mura, quindi si esercitavano sempre e con combattimenti sia in altre arti militari conducevano la (loro) vita. Gli uomini nella cittadinanza erano gli Spartiati, i Perieci e gli Iloti; solo gli Spartiati erano veramente cittadini, governavano e partecipavano ai consigli nell'assemblea popolare. Solo loro infatti combattevano nella guerra e per gli Spartiati era legge morire per la libertà anziché fuggire dai nemici; ritenevano infatti particolarmente disonorevole fuggire. Le loro compagne quindi insegnavano ai figli il valore e li spingevano quindi all'amore per Sparta. I Perieci invece trascorrevano la vita nei campi e si dedicavano (ἐπιτίθημι) all'agricoltura e alle attività; questi non erano veramente cittadini, né schiavi, ma non non partecipavano alla politica né prendevano parte ai consigli con gli Spartiati. Gli Iloti erano invece schiavi e lavoravano solo i campi e si occupavano di altre attività agricole, ma non ottenevano uno stipendio. Per questi motivi il governo degli Spartani era forte ma ingiusto.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 5
Αριστείδης ὁ τοῦ Λυσιμάχου Ἀθηναῖος διὰ τὴν δικαιοσύνην καὶ ἐπιείκεια, καὶ ἔνδειαν ὑπὸ τῶν Ἀθηναίων ἐτιμᾶτο καὶ ἐστέργετο. Οὗτος ταπεινῶς διῆγεν, ἀλλ᾽ ἐπὶ τούτῳ οὐδέποτε ἐδεινοπάθει. ... (Da Plutarco)
L'Ateniese Aristide, figlio di Lisimaco, era onorato e amato dagli Ateniesi per la sua giustizia, equità ed indigenza. Costui viveva umilmente, ma non si lamentava mai per questo. Una volta, il ricco Callia veniva trascritto (per l'ostracismo) dal popolo, e quindi Aristide si presentava, difendeva l'imputato e i giudici lo proscioglievano dall'imputazione. Callia gli inviava dei beni ma Aristide non li accettava, perché diceva che la vita di Callia avrebbe usato la povertà di Aristide, ma che la povertà di Aristide avrebbe esaurito la ricchezza di Callia. Quando Aristide stava per essere ostracizzato dal popolo, nell'assemblea un campagnolo si avvicinava ad Aristide e gli chiedeva (αἰτέω) di scrivere sul coccio il nome di Aristide. Ma Aristide chiedeva ( ἐρωτάω, imper 3a sing) che male ha fatto (letteralmente presente "fa") Aristide?". Il campagnolo rispondeva: "Nulla, non conosco quest'uomo, ma sono adirato (θῡμόω) perché ovunque sento parlare di lui". Ma Aristide dopo che ascoltava queste cose, non rispondeva nulla, scriveva il nome sul coccio e lo dava.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: HEOS - Versioni greco tradotte
- Visite: 5
Αἱ Ἀμαζόνες, αἳ ἦσαν Ἄρεως θυγατέρες, παρὰ τὸν Θερμώδοντα ποταμὸν ᾤκουν καὶ πρῶται τῶν πάντων ἐφ' ἵππους ἀνέβαινον, οἷς τολμηρῶς ὥρουν μὲν τοὺς φεύγοντας, ἀπέλειπον δὲ τοὺς διώκοντας...(da Lisia)
Le Amazzoni, che erano figlie di Ares, abitavano presso il Fiume Termodonte e prime fra tutte montavano sui cavalli, con i quali audacemente inseguivano i fuggitivi (quelli che fuggivano) e lasciavano indietro quelli che le inseguivano. Erano considerate più simili agli uomini per il coraggio che donne per la ( loro) natura; infatti sembravano più superare gli uomini per il coraggio piuttosto che essere inferiori (a loro) per la forza. Dominando su molti popoli e sentendo la grandissima fama riguardo a questa terra, in cerca di una grande gloria ( πολλῆς δόξης χάριν) prendendo i più bellicosi fra i popoli facevano una spedizione militare contro questa città. Ma incontrando uomini valorosi morivano qui, dando giustizia della loro follia, così da rendere immorale la memoria di questa città, rendevano invece la loro patria ingloriosa, Quelle dunque, desiderando la terra altrui, distruggevano la loro.
(By Vogue)