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Esperia 1 Pagina 153
E come fu (impf. γίγνομαι) giorno, fu condotto (impf. pass. συνáγω) davanti all’assemblea popolare e poi portarono Gesù al sinedrio. E chiesero: «Se tu sei il Cristo, diccelo». Rispose a quelli: «Se ve lo dico, non mi crederete (futuro di πιστεύω): d’ora in poi il figlio dell’uomo starà seduto alla destra di Dio». Quelli chiesero: «Tu allora sei figlio di Dio?». Egli rispose: «Voi dite che lo sono». E portarono Gesù da Pilato. Allora Pilato interrogò (impf. di ἐρωτάω) Gesù e disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Rispose «Tu lo dici». Allora Pilato disse: «Non trovo colpa in quest’uomo». Quelli insistettero e dissero che Gesù sobillava la folla e la aizzava contro i Giudei. (by Geppetto)
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Esperia pagina 222 versione numero 4
Inizio: Αλεξανδρος δε τη υστεραια βαινει επι το Κυρου του ξυν Ξενοφοντι στρατοπεδον και βλεπει τας Πυλας κατεχομενας ... Fine: Αλεξανδρος υπερβαλλει τας Πυλας και καταβαινει ες την Κιλικιαν.
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Esperia 1 Pagina 145
Un astrologo usciva ogni sera ed aveva l’abitudine (impf. medio di ἐθίζω) di guardare il cielo. E una volta in cui aveva gli occhi (νόος, -όου, ὁ : la mente, quindi gli occhi della mente) al cielo, cadde in una cisterna (φρέαρ, genera l’aggettivo italiano freatico=profondo). Egli gemeva (impf. di ὀδύρομαι) ed allora un uomo, quando sentì (aoristo di ἀκούω) i lamenti dell’astrologo, si avvicinò e disse: «Tu vuoi vedere le cose (τα) in cielo, ma non fai attenzione a quelle della terra». Infatti gli uomini che si vantano di fare cose incredibili (παράδοξος da cui i lemmi paradosso e paradossale) non sono poi capaci a fare cose comuni. (traduzione by Geppetto)
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Esperia 1 Pagina 140
Nel terreno di un contadino c’era una pianta senza frutti, perciò il contadino voleva tagliare la pianta. Diede allora un colpo con la scure, ma i passeri dell’albero (lo) supplicarono di non tagliare il loro rifugio. Il contadino non ascoltò le preghiere e volle continuare, ma nell’albero trovò api e miele. Perciò il contadino buttò via l’accetta e ritenne l’albero sacro per gli uomini.
(traduzione by Geppetto)
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Esperia 1 Pagina 139
L’inverno scherniva e biasimava (impf. di ὀνειδίζω) la primavera. Diceva: «Non appena arriva la primavera, ecco che per gli uomini non c’è più riposo: ma egli deve andare per campi e per boschi, raccoglie gigli e rose nei prati: si imbarca e sbarca per mare (letterale: imbarca e sbarca il mare) e va in posti stranieri. Io invece sono padrone assoluto e obbligo gli uomini a passare il giorno in casa». «Proprio per questo» ribatte la primavera «gli uomini si allontanano da te: il mio nome è gradito agli uomini e di tutti i nomi il più gradito: proprio per questo sei trascurato (παρέρχομαι), mentre di me si ricordano, quando arrivo io esultano».