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Esperia pagina 461
Εντευθεν εξελαυνει σταθμον ενα παρασαγγας πεντε επι Πυλας της Κιλικιας και της Συριας ... επι δε τοις τειχεσιν αμφοτεροις εφιστασι πυλαι
Traduzione
Da qui si spinge in una tappa per cinque parasanghe fino alle Porte della Cilicia e della Siria. Queste erano due mura: quella interna, davanti alla Cilicia, la controllava Siennesi e una guarnigione dei Cilici, quella esterna, davanti alla Siria, si diceva che la difendesse una guardia del re. Nel centro diesse scorre un fiume di nome Carso, largo un plettro. L'intera parte centrale delle due mura era di tre stadi; e non era possibile attraversarlo con la vigore: infatti, il passaggio era angusto, ed i muri che scendono fino al mare, e al di sopra c' erano delle rocce scoscese; ed appunto sopra ad entrambi i muri si aprono delle Porte.
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Kροισος ην Λυδος μεν γευος, παις δε Αλυαττου, τυραυυος δε εθνων των εντος Αλυος ποταμου, ος ρεων απο μεσήμβριας μεταξυ Συριων τε και Παφλαγονωυ εξιήσι ες τον Ευξεινον καλεομενον ποντον. Ουτος ο Κροισος, βαρβαρων πρωτος ους ημεις γιγνωσκομεν, τους μεν Ελληνων κατεστρεφετο ες φορου απαγωγην, τους δε φιλους προσεποιειτο. Κατεστρεφετο μεν Ιωνας τε και Αιολεας και Δωριεας οι εν τῇ Ασιᾳ ησαν, φιλους δε προσεποιειτο Λακεδεμονιους. Προ δε της Κροισου αρχης παντες Ελληνες ησαν ελευθεροι.
Clicca qui per la traduzione dal libro la lingua greca
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Esperia pagina 103 numero 5
Inizio: Πλούσιος βυρσοδέψῃ παρῳκίσθη. μὴ δυνάμενος δὲ τὴν δυσωδίαν ... Fine: Ὁ λόγος δηλοῖ ὅτι ἡ συνήθεια καὶ τὰ δυσχερῆ τῶν πραγμάτων καταπραΰνει.
Un ricco signore andò ad abitare vicino ad una conceria e, non potendo resistere a quel puzzo, ad ogni occasione, faceva pressioni perché essa fosse trasferita altrove. Ma il proprietario tirava in lungo, promettendo sempre che presto avrebbe traslocato. Mentre questa scena continuava a ripetersi, il ricco signore finì con l'abituarsi alla puzza, non seccò più il conciapelli. La favola mostra come l'abitudine rende tollerabili anche le cose spiacevoli.
Traduzione by Geppetto
Un ricco va ad abitare vicino ad un conciapelli, ma non può sopportare il cattivo odore. Ogni volta dice al conciapelli: «Artigiano, vattene». Il conciapelli rimanda sempre e promette di andare via al più presto. Così passa i giorni ed il ricco fa l’abitudine al cattivo odore: non dà più noia all’artigiano. La consuetudine abitua anche alle calamità.