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Esperia 1 Pagina 172
Con un piccolo esercito di Persiani Ciro si avviava (impf. medio di ὁρμάω) e comandava (impf. di ἡγέομαι) Medi ed Ircani, assoggettava popoli della Siria, dell’Assiria, dell’Arabia, della Lidia, di Babilonia ed altri. Dominava Battriani ed Indi come pure Soci e Paflagoni e molte altre popolazioni. Sottometteva anche i Greci in Asia: poi muoveva verso il mare e sottometteva anche Ciprioti ed Egizi. (by Geppetto)
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Esperia 1 Pagina 170
Un fiume trasportava un vaso di coccio e un vaso di bronzo. Quello di coccio diceva a quello di rame: «Non starmi vicino: se infatti tu mi urti, mi rompo». Il racconto insegna che è rischiosa la vita di un debole che sta vicino ad uno più forte. (Traduzione by Geppetto)
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Esperia pagina 248 numero 3
Δηιοκης μεν τους Μηδους συνετρεφε και τουτων ηρχε. Εστι δε Μηδων τοσαδε γηνη· Βουσαι, Παρητακηνοι, Στρουκατες ... Ο Φραορτης, αλλα εφθειρετο συν τω παντι στρατυματι.
Deioce unificò (impf. συστρέφω)i Medi e divenne capo di questi (οὗτος- αὕτη - τοῦτο). Le stirpi dei Medi sono tante (τόσος -η -ον): Busi, Paretaceni, Strucati, Arizanti, Budii e Magi. Fraorte è figlio di Deioce. Quando Deioce muore, Fraorte prendeva il comando e non usava (si limitava a) comandare soltanto i Medi, ma faceva guerra contro i Persiani: Fraorte rese sudditi i Persiani prima dei Medi. Era allora comandante di questi due forti popoli perciò assoggettò l’Asia: infine fece guerra contro gli Assiri e comandò prima di tutti questi degli Assiri che abitavano Ninive. Fraorte fece guerra contro gli Assiri, ma fu poi sbaragliato con tutto l’esercito.(By Geppetto)
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Esperia 1 pagina 199 numero 1
Ονος υπηρετης ην κηπωρω· επειδη δη ολιγα μεν εσθιει ... των δευτερων λαβωσι πειραν.
Un asino era aiutante di un ortolano: poiché ha poco (poche cose) da mangiare, si affatica molto, chiede a Zeus che sia mandato via dall’ortolano e di essere venduto ad un altro padrone. Zeus esaudisce la bestia: allora l’ortolano vende l’asino ad un malvagio vasaio. L’asino si lamenta ancora perché lavora tutto il giorno, trasporta (κομίζω da cui comizio=raccolta, apporto) argilla e creta dal posto di lavoro al mercato. Allora di nuovo supplica di cambiare (ἀμείβω da cui ameba unicellulare che cambia forma) padrone e di essere venduto a un conciapelli. Ma stavolta va a finire contro un padrone peggiore dei primi. Giudica la vita durissima (σκληρός prefisso italiano sclero=duro) e dice sospirando: «Ahimé, era meglio per me rimanere con i precedenti padroni: questo vuole uccidere me infelice». Il racconto dimostra che spesso i servi rimpiangono molto i vecchi padroni quando fanno esperienza con i nuovi. (by Geppetto)
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Esperia 1 pagina 191 numero 4
Αρκαδια εστιν εν μεσω μεν της Πελοποννησου, χωραν δε οιρεν μαλιστα ποτεμνεται ... και αλλαι η ουκετ'εισιν, η μολις αυτων σημεια φαινεται.
L’Arcadia si trova nel centro del Peloponneso, regione montagnosa che è molto frastagliata. In Arcadia il monte più alto è il Cillene. Gli Arcadici dell’Azania e della Parrasia ed altri sono ritenute antiche popolazioni in terra di Grecia. Ci sono grandi pascoli (νομή-ῆς, ἡ) con moltissimi cavalli e stalloni (ἱπποβάτης ὄνος = stallone : dizionario Loescher) e la razza arcadica dei cavalli è buona, come pure quella argolica e quella epidaura. E la regione desertica (ἐρημία da cui l’italiano eremo=luogo solitario) dell’Etolia e dell’Acarnania è buona per l’allevamento dei cavalli (ἱπποτροφία) non meno (di quella) della Tessaglia. Una volta in Arcadia era famosa Mantinea: lì Epaminonda vinse gli Spartani in una duplice battaglia. Sia Mantinea, sia Orcomeno, sia Eraia, sia Fene, sia Stinfalo, sia Minalo, sia Metridio sia Cinetata, sia altre che sono più oltre (οὐκέτι), a stento ora si riconoscono dalle loro vestigia (σημεῖον -ου, τό). (by Geppetto)