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Esperia pagina 191 numero 4
Inizio: Κυρος εξελαυνει δια της Λυδιας επι τον Μαιανδρον ποταμον ... Fine: Εν τω παραδεισω αρθμον τω στρατιωτων ποιει.
Ciro marcia attraverso la Lidia verso il fiume Meandro. Con l’esercito attraversa il fiume ed avanza dalla Frigia a Colosse. Qui passa sette giorni. Di qui marcia verso Celene, ricca e famosa città della Frigia. ... (continua)
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Esperia pagina 191 numero 3
Μετα την νικην προς τους Τρωικους. Οδυσσευς συν τοις εταιροις εκ Τροιας απαγει. ... σεζει και φιλον εχει
Dopo la vittoria contro i Troiani, Ulisse con i suoi compagni va via da Troia. Essi lasciano l’oriente e, con grandi navi, navigano verso occidente (δυσμή = tramonto, quindi dal contesto occidente): infatti Itaca è un’isola della Ionia e vicino a Corfù. Il ritorno non è semplice, poiché i naviganti si imbattono in pirati di alto mare e regioni sconosciute. Infatti Poseidone, il dio del mare, è ostile alll’eroe e lo vuole far morire perché Ulisse ed i compagni avevano accecato il figlio Polifemo. Dopo molto navigare, i fidati compagni muoiono ed Ulisse va a finire per una tempesta nell’isola di Ogigia: qui vive (passa la vita) una ninfa bella e immortale, Calipso, che salva ed accoglie da amico l’uomo. (by Geppetto)
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Εστι δε πεδιον σφοδρα ευκαρπον και μακρον ... παλαι μεν κωμην, νυν δ'αξιολογον πολιν.
E’ una pianura molto fertile e vasta. La regione abbonda (πλήθω da cui il vocabolo italiano pletora=sovrabbondanza) di fiumi specialmente nel Veneto (la popolazione per la regione). Il fiume Po divide la regione nel centro e quella (τό pronome neutro) da una parte si chiama «cispadana», dall’altra «transpadana»; quella interna «oltrepadana» si trova presso gli Appennini e la Liguria, aldilà l’ opposta. La pianura è abitata sia dai Liguri sia dai Celti sia dai Veneti che da altri. Sui Veneti c’è parere discorde. Infatti alcuni dicono che i Veneti siano colonie dei Celti, altri che alcuni dei Veneti siano giunti qui con Antenore dalla guerra di Troia, altri dalla Paflagonia. I Boi celtici e gli Insubri sono valorosi. I Romani li attaccarono, li bandirono dai luoghi. Alcuni dei Celti andarono verso le regioni del Danubio e combatterono contro i Daci finché furono tutti sterminati. Gli Insubri ci sono ancora. Occuparono (aoristo di ἔχω) Milano, anticamente un villaggio, oggi famosa città.
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Esperia pagina 220 numero 1
Καί ένταΰθα άπηντων ’Αλεξάνδρῳ κατὰ τὰ στενὰ τῆς άνόδου oί Θρᾷκες oί αυτόνομοι· oί δέ Θρᾷκες κατελάμβανον τήν ἃκραν τοΰ Αΐμου και έβούλοντο εἳργειν τόν ‘Αλεξάνδρου στόλον, ένθα ἧν τῷ στρατεύματι ή πάροδος. Οί Θράκες ξυνῆγον άμαξας και προέβαλλον πρό σφῶν· ἃμα μέν χάρακι έχρῶντο ταῖς άμάξαις, ἃμα δέ έν νῷ εἶχον τάς άμαξας βάλλειν επί τήν φάλαγγα τῶν τοΰ Αλεξάνδρου στρατιωτῶν. δέ βάρβαροι εβλεπον πυκνήν τήν τοΰ ’Αλεξάνδρου φάλαγγα εἶναι καί έβούλοντο διασκεδαννύναι αύτην τῶν αμαξῶν βίᾳ. Τότε δε Αλέξανδρος βούλεται τήν ἃκραν Αἳμου ασφαλῶς ύπερβάλλειν ού γάρ ἧν άλλη πάροδος· παραγγέλλει τούς όπλίτας διαχωρεῖν ὂτε αί ἃμαξαι ύπό τῶν Θρᾳκῶν έβάλλοντο· οί στρατίῶται γάρ διειχον τήν φάλαγγα και αί ἃμαξαι έπεκύλιον ἃνευ βλάβης.
Traduzione by Geppetto
E lì si opponevano (impf. attico di ἀπαντάω) ad Alessandro lungo le strettoie della salita i Traci autonomi: i Traci avevano conquistato la rocca dell’Evo e volevano costringere l’esercito di Alessandro (a passare) dove c’era il valico per le truppe. I Traci avvicinavano i carri e li disponevano davanti a loro stessi (gen. plur di σύ); in parte (ἅμα μέν) si portavano (impf. di χράομαι) coi carri in trincea, in parte avevano in mente di lanciare i carri contro la falange delle truppe di Alessandro. I barbari vedevano che la falange di Alessandro era compatta e volevano disperderla con l’assalto dei carri. Allora Alessandro decide di passare sicuramente oltre la rocca dell’Evo: non c’era infatti altro passaggio; comanda gli opliti di aprirsi nel mezzo quando i carri dei Traci venivano lanciati: i soldati infatti allargarono la falange e i carri passarono oltre senza danno. (by Geppetto)
Traduzione by Stuurm
E qui i Traci i quali sono autonomi si scontravano con Alessandro in una stretta strada in salita; i Traci occupavano la cima dell’Emo e volevano chiudere l’esercito di Alessandro, qui l’esercito aveva il passaggio. I Traci radunavano i carri e ponevano davanti a loro stessi; insieme alla palizzata utilizzavano i carri, nello stesso tempo avevano in mente di lanciare i carri contro le falange dei soldati di Alessandro. I barbari guardavano che la falange di di Alessandro era folta e volevano diperdere quella con la violenza dei carri. Allora Alessandro vuole sicuramente superare la cima dell’Emo: infatti non c’è altro passaggio: comunica che gli opliti si separino quando i carri vengono lanciati dai Traci: i soldati infatti separavano la falange e i carri rotolavano senza danno. (by Stuurm)
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Esperia pagina 365 numero 6
Κεπροπα δε και Πανδιονα - ειδον γαρ τουτων εν τοις επωνυμοις εικονας - ουκ οιδα ους οι Αθηναιοι αγουσιν εν τιμη· .... εν τη Μεγαριδι εν Αθηνας αιθιας καλουμενω σκοπελω.
In corso di traduzione ....