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Esperia 1 Pagina 161 numero 4
Inizio: Οι λαγω ποτε αετοις μαχονται και εις συμμαχιαν τους ταως παρακαλουσιν. ... Fine: Ο μυθος σημαινει οτι ου δει της σωτηριας καταφρονειν.
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Μινως δε εν Κρητη γραφει τους νομους και γαμει Πασιφανην την ηλιου· αλλα Ασκληπιαδης λεγει Μινως μει γνυσθαι τη Κρητη παρθενω τη Αστεριου. ...
Minosse emana le leggi a Creta e sposa Pasifae, figlia di Helios, ma Asclepiade afferma che a Creta Minosse aveva sedotto la ragazza figlia di Asteria. Minosse ebbe dei figli quali Catreo, Deucalione, Glauco e Androgeo, ed anche Acalle, Senodice, Arianna e Fedra. I poeti raccontano anche che Minosse e Pasifae ebbero un figlio, il Minotauro: questi aveva la faccia di uomo e tutto il resto di toro. Minosse, secondo gli oracoli, rinchiude e imprigiona il Minotauro nel labirinto. Il labirinto era un’abitazione con inestricabili tortuosità, senza uscita. Il labirinto fu un’opera dell'artista Dedalo. (by Geppetto)
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Esperia 1 Pagina 160
Λεγουσιν οτι την χωραν την εξω Ινδου ποταμου προς εσπεραν επι ποταμον Κωφηνα ....
Dicono che gli Astaceni e gli Assaceni abitano la regione oltre il fiume Indo, ad occidente presso il fiume Cofene. Gli storiografi scrivono che questi anticamente erano sudditi degli Assiri, poi dei Medi e dei Persiani e pagavano tasse a Ciro figlio di Cambise per la loro terra, come Ciro imponeva. Si dice anche che i Nisei erano arrivati (ἦλθον = aoristo di ἔρχομαι) dall’India quando Dioniso era giunto dalla terra degli Indi con le baccanti. Il dio chiamò la regione Nisea dalla nutrice Nise e la città stessa Nisa. I poeti celebrano Dioniso come (fosse) il benefattore della regione. (by Geppetto)
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Inizio: Ηγετο δε της Αρτεμιδος επιχωριος εορτη απο της πολεως επι το ιερον· σταδιοι δε εισιν επτα/ εδει δε πομπευειν πασας τας επιχωριους παρθενους κοσμουμενας πολυτελως ... Fine: Εκαστη δε αυτων ουτως ως προς εραστην εκοσμηθη
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Esperia 1 Pagina 159
La tartaruga e la lepre gareggiavano nella corsa. La lepre pensava di vincere la corsa senza dubbio (οὖν preceduto da altre particelle come μέν, δέ, ἀλλά, γάρ, vale: certamente, senza dubbio) e si addormentò lungo la strada. La tartaruga conosceva la propria grande lentezza (superlativo di βραδύς) e perciò non smise di correre: e così precedette la lepre addormentata ed ottenne il premio per la vittoria. La favola insegna che spesso la costanza porta alla vittoria, non la negligenza. (by Geppetto)