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Esperia pagina 282 numero 3
Μετα δε την της Σφιγγος τελευτην, Οιδιπους και την βασιλειαν παραλαμβανει και την μητερα γαμει αγνοων .... καθιζει ικετης και μετ'ου πολυν χρονον αποθνησκει.
Secondo il responso della Sfinge, Edipo accetta il regno e, ignaro (part. pres. di ἀγνοέω), sposa la (sua) madre e con lei genera i figli Eteocle e Polinice, le figlie Ismene e Antigone. Venendo poi a conoscenza delle cose occulte (part. pres. di λανθάνω), Giocasta si impicca con una fune, Edipo si acceca gli occhi con una punta e si allontana da Tebe. Dopo essere giunto con Antigone dall’Attica a Colono, là dove c’é il giardino delle Eumenidi, supplice vi risiede e dopo non molto tempo muore. (By Geppetto)
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Esperia 1 Pagina 278 numero 8
Ανθρωπον τις απεκτεινε και υπο των εκεινου οικετων εδιωκετο. Γιγνομενος δε κατα τον Νειλον ποταμον, λυκου αυτω απαντωντος, φοβω ανεβαινε, επι δενδρον παρα τω ποταμω κακει εκρυπτετο. Βλεπων δε ενταυθα εχιδναν κατ' αυτου, εις τον ποταμον εαυτον καθηκεν· εν δε τω ποταμω κροκοδειλος ησθιε. Τοις εναγεσι των ανθρωπων ουτε γης ουτε αερος ουτε υδατος στοιχειον ακινδυνον εστιν.
Un tale uccise un uomo e i suoi familiari gli davano la caccia. Mentre andava verso il fiume Nilo, parandosi davanti a lui un lupo, per paura fuggiva su di un albero presso il fiume e vi si nascondeva. Vedendo poi vicino a lui una vipera, si gettava nel fiume: nel fiume lo divorava un coccodrillo. Per i maledetti non c’è scampo né via terra, né via aria, né via acqua. (by Geppetto)
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Esperia 1 pagina 271 numero 4
Ενταυθα, εν τη Σαλαμινι, ανηγον τας νεας οι Ελληνες, αναγομενοις δε αυτοις αυτικα επεκεατο οι βαρβαροι ... διαφθειρομεναι, αι δε υπ'Αιγινητων.
Allora i Greci navigavano verso Salamina, subito i barbari li attaccavano con quelli che erano venuti per mare. Mentre gli altri Greci volgevano indietro (impf di ἀνακρούω) la poppa ed accostavano a riva (ὀκέλλω) le navi, l’ateniese Aminia affronta i Persiani: allora altri raggiungevano (συνμίσγω) Aminia per sostenerlo. Gli Ateniesi dicono che così cominciava della battaglia navale, gli Eginesi invece che (una nave, sogg. sottinteso) fosse partita (ἀποδημέω) per Egina. Si dice anche che uno spettro di donna apparve loro e li scherniva: «O infelici, fino a quando (μέχρι πόσου) volgerete ancora indietro la poppa?». Allora i Fenici (questi infatti presidiavano presso Eleusi l’ala della flotta (κέρας) ad ovest) si schierarono contro gli Ateniesi, gli Ioni contro gli Spartani: questi presidiavano l’ala rivolta ad oriente (ἠώς-ἠοῦς, ἡ) e al Pireo. Tuttavia (μέν τοι, μέντοι) pochi di questi si defilarono (ἐθελοκακέω) all’ordine di Temistocle. La maggior parte delle navi (dei barbari) fu distrutta a Salamina, alcune colate a picco dagli Ateniesi, altre dagli Egineti. (by Geppetto)
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Esperia 1 pagina 271 numero 3
Δημος εστι Μαραθων ισον των Αθηναιων απεχων και Καρυστου της εν Ευβοια ... και σεβονται Μαραθωνα αφ' ου τω δημω το ονομα εστι
Maratona è ugualmente (ἴσον, anch’essa) una regione ateniese che è distante (απεχων) da Caristo in Eubea: verso Maratona si avviarono i barbari e qui gli Ateniesi vinsero in battaglia. Nella piana di Atene c’è un cimitero greco in cui delle colonne recano, per tribù, i nomi dei soldati morti e c’è un’altra tomba per i Plateesi e per gli schiavi: infatti anche gli schiavi allora combatterono per la prima volta. E a parte (c’è) quella di un uomo, Milziade, figlio di Cimone. Gli uomini di Maratona, quelli che morirono in battaglia, sono onorati, sono chiamati eroi ed anche Maratona, da cui prende il nome il demo, viene onorata. (by Geppetto)
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Esperia 1 Pagina 269 numero 1
Ως δε οι οπλιται διατασσονται και τα σφαγια γιγνεται καλα, ενταυθα οι Αθηναιοι τρεχουσιν ες τους Βαρβαρους. ... τω Μαραθωνι χρονος εγιγνετο μακρος.
Non appena gli Opliti sono schierati e i sacrifici sono favorevoli, in quel momento gli Ateniesi muovono contro i barbari. I Persiani, vedendoli avanzare di corsa, si preparavano ad accoglierli, ritenevano una follia degli Ateniesi e sicuramente una disfatta: gli Ateniesi infatti erano pochi e avanzavano (impf pass. di ἐπείγω) di corsa senza cavalleria né arcieri. Ciò pensavano (impf. di κατεικάζω) i barbari; poi gli Ateniesi si schierarono (impf di προσμειγνυμι) in file serrate (ἀθρόος) contro i Barbari, combatterono degnamente con valore (λόγος). Infatti di tutti i Greci, di quelli che conosciamo, per primi si avventarono di corsa contro i nemici, primi che non si spaventarono del costume dei Medi: fino ad allora (τέως) il solo nome dei Medi era motivo di paura per i Greci. Grande è stato il tempo della battaglia di Maratona. (by Geppetto)