Esperia pagina 103 numero 5

Inizio: Πλούσιος βυρσοδέψῃ παρῳκίσθη. μὴ δυνάμενος δὲ τὴν δυσωδίαν ... Fine: Ὁ λόγος δηλοῖ ὅτι ἡ συνήθεια καὶ τὰ δυσχερῆ τῶν πραγμάτων καταπραΰνει.

 

Un ricco signore andò ad abitare vicino ad una conceria e, non potendo resistere a quel puzzo, ad ogni occasione, faceva pressioni perché essa fosse trasferita altrove. Ma il proprietario tirava in lungo, promettendo sempre che presto avrebbe traslocato. Mentre questa scena continuava a ripetersi, il ricco signore finì con l'abituarsi alla puzza, non seccò più il conciapelli. La favola mostra come l'abitudine rende tollerabili anche le cose spiacevoli.

Traduzione by Geppetto

Un ricco va ad abitare vicino ad un conciapelli, ma non può sopportare il cattivo odore. Ogni volta dice al conciapelli: «Artigiano, vattene». Il conciapelli rimanda sempre e promette di andare via al più presto. Così passa i giorni ed il ricco fa l’abitudine al cattivo odore: non dà più noia all’artigiano. La consuetudine abitua anche alle calamità.