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Benefici della dea Demetra Isocrate
versione greco libro Esperia
Δημητηρ αφικετο εις την Αττικην, οτ'επλανητη της Κόρης αρπασθεισης, και προς τους προγόνους ημων ευμενως διεθηκε εκ των ευερυεσιων, ας ουχ οιον τ'αλλοις η τοις μεμυημενοις ακούειν. Και έδωκε δωρεάς διττας, αιπερ μεγισται τυγχανουσιν ουσαι, τους τε καρπούς, οι του μη θηριωδως ζην ημας αιτιοι εγενοντο, και την τελετην, ης οι μετασχοντες περί τε της του βίου τελευτης και του σύμπαντος αιώνος ηδιους τας ελπίδας εχουσιν. Ούτως η πολις ημων ού μόνον θεοφιλως, αλλά και φιλανθρωπως εσκεν, ώστε κυρία γενομενη τοσουτων αγαθων ουκ εφθονησεν τοις αλλοις, αλλ'ων έλαβαν απασιν μετεδωκεν. Και τα μεν ετο και νυν καθ'εκαστον τον ενιαυτον δεικνυμεν, των δε συλληβδην τας τε χρειας και τας ωφέλειας τας απ'αυτων γιγνομενας εδιδαξεν.
: Demetra giunse nell'Attiva, perché andò divagando a causa di Proserpina che era stat rapita, e fece un patto benevolmente con i nostri antenati in seguito ai energico ricevuto che non è necessario ascoltare per gli altri o per gli iniziati. E diede due doni, i quali sono appunto grandissimi, i frutti, che furono la causa (sarebbe plurale) per cui noi non viviamo selvaggiamente, e il rito di iniziazione, dal quale quelli che (ne) partecipano hanno speranze più gradevoli riguardo la morte (fine della vita) e tutta quanta la (loro) vita. La nostra città fu non solo cara agli dei ma anche agli uomini così che, diventata sovrana, non invidio gli altro per i tanto grandi beni, ma condivise con tutti ciò che aveva preso. E anche adesso mostriamo ogni anno, degli altri insegno nel complesso l'uso, la coltivazione e l'utilità (derivante) da essi.
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Argomento dell'olimpico di Lisia versione greco Dionigi di Alicarnasso libro Esperia
εστι δή τις αυτώ πανηγυρικος λόγος, έν ω πείθει τους Ελλενας αγομενης Ολυμπιασι της πανηγυρεως εκβαλλειν Διονυσιον τον τυραννον εκ της αρχής και Σικελιαν ελευθερωσαι αρξασθαι τε της εχθρας αυτικαα μαλα, διαρπασαντας την του τυραννου σκηνην χρυσω τε και πορφυρα και άλλω πλούτω πολλώ κεκοσμημενην. Έπεμψε γαρ δή θεωρους εις την πανηγυριν ο Διονύσιος αγοντας θυσίαν τω θεω, θαυμασθειη μάλλον ο τυραννος υπό της Ελλαδος
C'è dunque un suo panegirico (lett. Gli è dunque un discorso panegirico), in cui persuade i Greci durante la manifestazione (genitivo assoluto) a Olimpia a togliere il tiranno Dionisio dal potere liberare la Sicilia e a cominciare proprio sul momento le ostilità (singolare), saccheggiando la tenda del tiranno adornata d'oro, di porpora e di molte altre ricchezze. Infatti il tiranno inviò dei delegati alla manifestazione a fare un sacrificio al dio, ci fu un luogo di sosta splendido e sfarzoso dei delegati nel santuario, perché il tiranno fosse ammirato di più dalla Grecia.
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Longo Sofista UN SOGNO PROFETICO
versione greco Esperia
από δε Νυμφαι τω νεανια καθευδοντι νυκτωρ εφοστανται· έλεγε δε η πρεσβυτατη· "Γάμου μεν μελει της Χλοης άλλω θεω δώρα δε σόι δώσομεν ημεις, α θελξει Δρυαντα. Ναυς τις των Μηθυμναιων νεανισκων, νυκτος πελάγιου ταρασσοντος ανέμου την θαλασσαν, εις την γην εις τας την άκρας πέτρας εκβρασθησεται. Η θύελλα ουν διαφθερει αυτήν και πολλά των έν αυτή· βαλαντιον δε τρισχιλιον δραχμών κεισεται φύκιοις καλυπτομενον πλησίον δελφινος νεκρού, δι'ον ουδείς ουδε προσέρχεται οιδοιπορος, το δυσωδες της σηπεδονος μαρατρεχων. Αλλά συ προσερχου και προσερχομενος λάμβανε το βαλαντιον. Ικανον σόι εσται νυν δοκειν μη πεντι, χρονω δε υστερον εση και πλούσιος"
Le Ninfe si presentano al giovane che dorme durante la notte; la più vecchia di tutte disse: "Un altro dio si preoccupa del matrimonio di Cloe, ma noi ti daremo ( ti porteremo) dei doni, che affascineranno Driante. Una nave dei giovani di Metimna, poiché di lotte un vento d'alto mare sconvolgerà le acque, sarà gettata sulla costa e sugli scogli di un promontorio. Dunque la tempesta distruggerà la nave e more di que cose in essa. Di depositerà una sacca di tremila dracme nascosta tra le alghe vicino a un delfino morto, grazie al quale nessuno si avvicina per evitare il cattivo odore della putrefazione. Ma tu avvicinandoti, prendi la sacca da vicino. Ti sarà sufficiente adesso non sembrare povero, e tempo dopo darai anche ricco.
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LAIO versione greco Pseudo Apollodoro
traduzione libro Esperia
Μετά δε την Αμφιονος τελευτην, Λαιος την βασιλειαν μαρελαμβανε. Και γαμει θυγατέρα Μενοικεως· ενιοι μεν Ιοκαστην, ενιοι δε Επικαστην λεγουσι. Χραοντος του θεού μη γενναν (ο εκγονος γαρ πατροκτονος γιγνεσθαι μέλλει), Λαιος μεθυσκεται και συνέρχεται τη γυναικι. Οτε το βρέφος γιγνετει, ο πατήρ κελευει δούλω καταλειπεν το παιδιον έν ορει Κιθαιρωνι· ο δούλος περοναις διατετραινει τα του παιδιού σφυρα. Αλλά έν τω Κιθαιρωνι το βρέφος ευρίσκεται υπό βουκολου του Πολυβου, του Κορινθιων τυραννου, και φέρεται προς την αυτού γυναικα Περιβοιαν. Η δε το παιδιον υποβάλλεται και θεραπεύει τα σφυρα και Οιδιπουν καλεί.
Dopo la morte di Anfione, Laio ereditava il regno. E prende in sposa una figlia di Meneceo: alcuni dicono Giocasta, alcuni Epicasta. Ricevuto dal dio l’oracolo di non procreare (il nato infatti è destinato a diventare parricida), Laio si ubriacare e giace con la moglie. Allorché il neonato nasce, il padre ordina ad uno schiavo di abbandonare il figlio sul monte Citerone: lo schiavo fora con degli spilloni le caviglie del neonato. Ma sul Citerone il neonato viene trovato da un pastore di Polibo, tiranno di Corinto, e viene portato a Peribea sua moglie. Questa prende come figlio il fanciullo e gli cura le caviglie e lo chiama Edipo. (traduzione by Geppetto)
Altra proposta di traduzione
Dopo la morte di Amfione, Laio ricevette il regno. E sposa una figlia di Manaceo: alcuni dicono Giocasta, altri Epicosta. Anche se il dio annuncia di non generare (infatti il figlio è destinato a diventare parricida), Laio si ubriaca e si unisce alla moglie. Quando nasce il neonato, il padre ordina ad un servo di abbandonare il bambino sul monte Citerone; il servo buca le caviglie del fanciullo con delle fibbie. Ma il neonato viene trovato sul Citerone da un bovaro di Polibo, il tiranno dei Corinzi, e viene portato da sua moglie Periboia e quest'ultima prende sotto la sua protezione il bambino e (gli) cura le caviglie e (lo) chiama Edipo.
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Eracle cattura Cerbero versione greco Pseudo Apollodoro dal libro Esperia
Δωδεκατον αθλον επετασσε Κερβερον εξ Αιδιου κομοζειν. Είχε δε ουτος τρεις μεν κυνων κεφαλας, την δε ουραν δρακοντος, κατα δε του νωτου παντοιων ειχεν οφεων κεφαλας. Και παραγενομενος επι Ταιναρον της Λακωνικης, ού της εις Αιδου καταβασεως το στομιον εστι, δια τούτου επηει. Οπηνικα δε εωρων αυτόν αι ψυχαι, χωρίς Μελεαγρου και Μεδουσης της Γοργονος εφευγον. Αιτουντος δε αυτού Πλουτωνα τον Κερβερον, επετασσεν ο Πλουτων αγειν χώρις ων ειχεν όπλων. Ο δε εύρισκε αυτόν επι ταις πυλαις του Αχεροντος· περιβάλλων τη κεφαλή τας χείρας ουκ ανήκε κρατών και αγχων το θεριον, εώς έπεισε, και πες δακνομενος υπό του κατα την ουραν δρακοντος.
Euristeo comandò come dodicesima prova di catturare Cerbero dall'Ade. Questo aveva 3 teste di cane, la coda di serpente, aveva le teste di serpente di ogni genere lungo la schiena. E arrivato presso il Tenaro della Laconia, dove c'è l'ingresso della discesa verso l'Ade, passa attraverso questo. Quando le anime lo vedevano, fuggivano differentemente da Meleagri e Medusa la Gorgone. Chiedendo lui Cerbero a Plutone, Plutone gli ordini di portarlo senza le armi che aveva. Egli lo trovò presso le porte dell'Acheronte: cingendo le mani attorno alla testa non smise di stringere e di soffocare la belva, finché non riuscì a soffocarla, sebbene morso dal serpente nella coda.