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Saper aspettare
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Inizio: Εν βοιωτια την νυμφην κατακαλυψαντες...
fine: υπο πυρος ξαι σιδηρου διαλυεται
TRADUZIONE
In Beozia; dopo aver velato la sposa, la incoronano con del fogliame di asparago( le mettono in testa una corona di fogliame di asparago); il quale come porge dalle spine pungenti un frutto dolcissimo, cosi la sposa offrirà una dolce compagnia a chi non evita e non detesta la prima difficoltà e la sgradevolezza del matrimonio. Chi non supera i primi disaccordi delle giovani fanciulle non si discostano per niente da coloro che lasciano l'uva matura a causa della differente uva acerba. Molte delle donne appena sposate. Molte delle donne appena sposate a causa delle loro prime esperienze non sopportano i mariti come chi prova un dolore per la puntura di un ape getta via il miele lasciandoselo sfuggire. Prima di tutto gli sposi fin dal principio devono stare attenti alle discordie e alle ostilità, considerando che i vasi costruiti da poco (tempo) si rompono per un qualsiasi colpo facilmente, ma quando le giunture sono saldate dal tempo, difficilmente sono separate da ferro e fuoco.
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L'oratore Pupio Pisone e il suo servo VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE
Inizio: Πουπιος Πεισων ο ρητορ μη βουλομενος ενοχλεισθαι προσεταξε τοις οικεταις προς τα ερωτωμενα λαλειν και μηδεν πλεον. Fine: "Οτι τουτο μ'ουκ ηρωησας".
TRADUZIONE n. 1
L'oratore pupio Pisone non volendo essere disturbato ordino agli abitanti di parlare per le cose che venivano chieste loro e nulla piú. In seguito volendo salutare l'arconte clodio ordino che fosse chiamato e fece preparare una splendida tavola come é naturale per il pranzo. Essendo iniziato quel momento da una parte alcuni assistevano, dall'altra clodio aspettava; e spesso mandava il solito a chiamare un abitante che guardasse se erano presenti. Quando arrivo la sera e non lo riconobbe: "ma che -disse all'abitante-hai chiamato lui?"-"proprio io" disse. " perché ora non arriva?" e quello: "perché ha rifiutato""perché non racconti subito?" "perché questo non mi é stato chiesto"
traduzione n. 2
L'oratore Pupio Pisone, non volendo essere disturbato, propose ai domestici di discutere sulle cose chieste e niente di più. In seguito volendo dare il benvenuto all'arconte Clodio chiese che fosse chiamato e preparò com'era naturale un banchetto illustre. Essendo giunto il tempo in cui gli altri erano presenti, Clodio era atteso; e spesso mandò a chiamare come al solito il servo per controllare se arrivasse. Com'era sera e fu senza speranza "Ma" disse al sevo " lo hai invitato?", "Si certo" disse. "Perchè allora nn sei tornato" e quello: "Perchè rifiutò". "Allora perché non lo riferisti subito?", "Perchè non me lo chiedesti"
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Lo studio è necessario, ma non deve essere eccessivo
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Oi Ellenes
TRADUZIONE
Conosco alcuni padri, i quali per smisurato affetto sono la causa della rovina dei figli. Poichè sollecitando i figli a primeggiare in tutto velocemente, infliggono fatiche eccessive ai giovani, ma i figli, oppressi dalla sofferenza, non accolgono l'insegnamento docilmente. Come effettivamente si nutrono le piante con la giusta acqua, vengono affogati dall'eccesso, nello stesso modo l'anima cresce con le giuste fatiche ma è sommersa dall'eccesso. Bisogna quindi che i padri diano riposo ai figli dalle immense fatiche: non solo c'è la vigilanza, ma anche il sonno, non c'è solo il lavoro, ma ci sono anche le feste.
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Un sacrificio umano prima della battaglia di Salamina
Versione greco Plutarco e traduzione
Θεμιστοκλεῖ δὲ παρὰ τὴν ναυαρχίδα τριήρη σφαγιαζομένῳ τρεῖς προσήχθησαν αἰχμάλωτοι, κάλλιστοι μὲν ἰδέσθαι τὴν ὄψιν, ἐσθῆσι δὲ καὶ χρυσῷ κεκοσμημένοι διαπρεπῶς. ἐλέγοντο δὲ Σανδαύκης παῖδες εἶναι τῆς βασιλέως ἀδελφῆς καὶ Ἀρταΰκτου. τούτους ἰδὼν Εὐφραντίδης ὁ μάντις, ὡς ἅμα μὲν ἀνέλαμψεν ἐκ τῶν ἱερῶν μέγα καὶ περιφανὲς πῦρ, ἅμα δὲ πταρμὸς ἐκ δεξιῶν ἐσήμηνε, τὸν Θεμιστοκλέα δεξιωσάμενος ἐκέλευσε τῶν νεανίσκων κατάρξασθαι καὶ καθιερεῦσαι πάντας ὠμηστῇ Διονύσῳ προσευξάμενον· οὕτω γὰρ ἅμα σωτηρίαν τε καὶ νίκην ἔσεσθαι τοῖς Ἕλλησιν. ἐκπλαγέντος δὲ τοῦ Θεμιστοκλέους ὡς μέγα τὸ μάντευμα καὶ δεινόν, οἷον εἴωθεν ἐν μεγάλοις ἀγῶσι καὶ πράγμασι χαλεποῖς, μᾶλλον ἐκ τῶν παραλόγων ἤ τῶν εὐλόγων τὴν σωτηρίαν ἐλπίζοντες οἱ πολλοὶ τὸν θεὸν ἅμα κοινῇ κατεκαλοῦντο φωνῇ καὶ τοὺς αἰχμαλώτους τῷ βωμῷ προσαγαγόντες ἠνάγκασαν, ὡς ὁ μάντις ἐκέλευσε, τὴν θυσίαν συντελεσθῆναι. ταῦτα μὲν οὖν ἀνὴρ φιλόσοφος καὶ γραμμάτων οὐκ ἄπειρος ἱστορικῶν Φανίας ὁ Λέσβιος εἴρηκε. . περὶ δὲ τοῦ πλήθους τῶν βαρβαρικῶν νεῶν Αἰσχύλος ὁ ποιητὴς ὡς ἂν εἰδὼς καὶ διαβεβαιούμενος ἐν τραγῳδίᾳ Πέρσαις λέγει ταῦτα·ὧν ἦγε πλῆθος· αἱ δ' ὑπέρκομποι τάχει ἑκατὸν δὶς ἦσαν ἑπτά θ'· ὧδ' ἔχει λόγος. τῶν δ' Ἀττικῶν ἑκατὸν ὀγδοήκοντα τὸ πλῆθος οὐσῶν ἑκάστη τοὺς ἀπὸ τοῦ καταστρώματος μαχομένους ὀκτωκαίδεκα εἶχεν, ὧν τοξόται τέσσαρες ἦσαν, οἱ λοιποὶ δ' ὁπλῖται.
TRADUZIONE
Mentre Temistocle sulla trireme ammiraglia compiva i sacrifici di rito, vengono condotti alla sua presenza tre prigionieri, di bellissimo aspetto, sontuosamente vestiti e adorni d'oro. Si dicevano figli di Sandauce, sorella del Re, e di Artaitto. Come li vide l'indovino Eufrantide, proprio nel momento in cui dalle vittime si levava una grande e lucente fiamma e contemporaneamente da destra veniva il segno favorevole di uno starnuto, preso per mano Temistocle, gli ordinò di purificare i giovani e di consacrarli tutt'e tre a Dioniso Carnivoro dopo aver levato a lui preghiere: così infatti salvezza e vittoria a un tempo sarebbe venuta ai Greci. Rimase sbigottito Temistocle di fronte a un così grave e terribile vaticinio, ma la massa che, come suole accadere nei momenti di grandi lotte e in situazioni difficili, spera la salvezza più da mezzi irrazionali che da quelli razionali, cominciò a invocare in gran coro il dio e trascinando i prigionieri davanti all'altare lo costrinsero a far sì che si compisse il sacrificio come aveva ordinato l'indovino. Queste cose racconta dunque Pania di Lesbo, un filosofo non digiuno di conoscenze storiche. Quanto al numero delle navi dei Barbari il poeta Eschilo, come se lo sapesse per conoscenza sicura, nei Persiani dice così: « Serse, io lo so bene, aveva sotto il suo comando una flotta di 1. 000 navi di numero, quelle superiori per velocità erano; questo era il conto preciso"
Un sacrificio umano prima della battaglia di Salamina Parte seconda
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Il giovane Demostene versione greco Plutarco
traduzione libro Kata logon Pagina 136, numero 54
Λεγουσι δ'αυτον ετι νεον οντα εις σπηλαιον απιεναι κακει φιλολογειν, το ημισυ της κεφαλης εξυρημενον, ινα μη προερκοιτο΄ και επι στενης κλινησ κοιμασθαι, ινα δια ταχεων ανιστησαι΄ το τε ρω μη δυναμενον λεγειν εκπονησαι, και τον ωμον εν τω μελεταν κινουντα απρεπως καταπαυσαι, παραρτησαντα ξιφιδιον εκ της οροφης, ινα φοβουμενος ηρεμοιη. Προβαινοντα δη κατα την των λωγον ισχυν εσοπτρον ισομεγεθες αυτω(iota sottoscritto) κατασκευασαι και προς τουτο αφορωντα μελεταν, ιν'επανορτθωσηται τα ελλειποντα΄ και κατιοντα επι το Φαληρικον προς τας των κυματων εμβολας τας σκεψεις ποιεισθαι, ιν', ει ποτε θορθβοιη ο δημος, μη εκσταιη΄ του δε πνευματος αυτω(iota sottoscritto) ενδεοντος Νεοπτολεμω(iota sottoscritto) τω(iota sottoscritto) υποκριτη(iota sottoscritto) μυριας δουναι, ιν' ολας περιοδους απνευστως λεγη(iota sottoscritto)
poi dicono che egli, ancora giovane, si ritirò in una caverna a lì studiò con metà testa rasata, per non uscire; (dicono) anche che dormiva in un letto stretto, per svegliarsi presto; che, siccome non ci riusciva, pronunciasse il Rho ad alta voce per esercitarsi e che smise di muovere la spalla in modo sconveniente nell'allenamento, dopo aver appeso un coltello al soffitto affinché, temendolo, stesse fermo. (Dicono) che per progredire nella forza delle parole, costruì uno specchio delle sue stesse dimensioni, e che si esercitasse guardandosi innanzi a quello per correggere i difetti; e che giungendo alla regione del Falero, fece delle prove al suono dei flauti, affinché se mai il popolo avesse applaudito, egli non si ritirasse (sarebbe ritirato); che, mancandogli il respiro, diede un'ingente quantità di Dracme all'oratore Nettolemo, affinché recitasse la successione dei discorsi senza respirare.
TRADUZIONE n. 2
Poi dicono che questo pur essendo ancora giovane si ritirò in una caverna e là studiò con metà testa rasata, per non uscire; raccontano anche che dormiva in un letto angusto, per svegliarsi presto; che diceva ad alta voce il "rho" per esercitarsi non essendo in grado e che smise di muovere in modo sconveniente la spalla nell'allenarsi, avendo appeso un pugnale al soffitto, affinché stesse fermo dalla paura. Dicono che progredendo dunque attraverso la forza delle parole, costruì uno specchio di grandezza uguale a lui e che si esercitava osservandosi davanti a questo, per correggere i difetti; e riferiscono che giungendo nella regione del Falero agli ingressi dei flutti, fece delle prove, affinché, se mai il popolo avesse applaudito, non si ritirasse; dicono che però mancandogli il respiro, diede diecimila dracme all'oratore Neottolemo, affinché esponesse tutte le successioni dei discorsi senza respirare.