L'oratore Pupio Pisone e il suo servo VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE
Inizio: Πουπιος Πεισων ο ρητορ μη βουλομενος ενοχλεισθαι προσεταξε τοις οικεταις προς τα ερωτωμενα λαλειν και μηδεν πλεον. Fine: "Οτι τουτο μ'ουκ ηρωησας".
TRADUZIONE n. 1
L'oratore pupio Pisone non volendo essere disturbato ordino agli abitanti di parlare per le cose che venivano chieste loro e nulla piú. In seguito volendo salutare l'arconte clodio ordino che fosse chiamato e fece preparare una splendida tavola come é naturale per il pranzo. Essendo iniziato quel momento da una parte alcuni assistevano, dall'altra clodio aspettava; e spesso mandava il solito a chiamare un abitante che guardasse se erano presenti. Quando arrivo la sera e non lo riconobbe: "ma che -disse all'abitante-hai chiamato lui?"-"proprio io" disse. " perché ora non arriva?" e quello: "perché ha rifiutato""perché non racconti subito?" "perché questo non mi é stato chiesto"
traduzione n. 2
L'oratore Pupio Pisone, non volendo essere disturbato, propose ai domestici di discutere sulle cose chieste e niente di più. In seguito volendo dare il benvenuto all'arconte Clodio chiese che fosse chiamato e preparò com'era naturale un banchetto illustre. Essendo giunto il tempo in cui gli altri erano presenti, Clodio era atteso; e spesso mandò a chiamare come al solito il servo per controllare se arrivasse. Com'era sera e fu senza speranza "Ma" disse al sevo " lo hai invitato?", "Si certo" disse. "Perchè allora nn sei tornato" e quello: "Perchè rifiutò". "Allora perché non lo riferisti subito?", "Perchè non me lo chiedesti"