Il giovane Demostene versione greco Plutarco
traduzione libro Kata logon Pagina 136, numero 54
Λεγουσι δ'αυτον ετι νεον οντα εις σπηλαιον απιεναι κακει φιλολογειν, το ημισυ της κεφαλης εξυρημενον, ινα μη προερκοιτο΄ και επι στενης κλινησ κοιμασθαι, ινα δια ταχεων ανιστησαι΄ το τε ρω μη δυναμενον λεγειν εκπονησαι, και τον ωμον εν τω μελεταν κινουντα απρεπως καταπαυσαι, παραρτησαντα ξιφιδιον εκ της οροφης, ινα φοβουμενος ηρεμοιη. Προβαινοντα δη κατα την των λωγον ισχυν εσοπτρον ισομεγεθες αυτω(iota sottoscritto) κατασκευασαι και προς τουτο αφορωντα μελεταν, ιν'επανορτθωσηται τα ελλειποντα΄ και κατιοντα επι το Φαληρικον προς τας των κυματων εμβολας τας σκεψεις ποιεισθαι, ιν', ει ποτε θορθβοιη ο δημος, μη εκσταιη΄ του δε πνευματος αυτω(iota sottoscritto) ενδεοντος Νεοπτολεμω(iota sottoscritto) τω(iota sottoscritto) υποκριτη(iota sottoscritto) μυριας δουναι, ιν' ολας περιοδους απνευστως λεγη(iota sottoscritto)
poi dicono che egli, ancora giovane, si ritirò in una caverna a lì studiò con metà testa rasata, per non uscire; (dicono) anche che dormiva in un letto stretto, per svegliarsi presto; che, siccome non ci riusciva, pronunciasse il Rho ad alta voce per esercitarsi e che smise di muovere la spalla in modo sconveniente nell'allenamento, dopo aver appeso un coltello al soffitto affinché, temendolo, stesse fermo. (Dicono) che per progredire nella forza delle parole, costruì uno specchio delle sue stesse dimensioni, e che si esercitasse guardandosi innanzi a quello per correggere i difetti; e che giungendo alla regione del Falero, fece delle prove al suono dei flauti, affinché se mai il popolo avesse applaudito, egli non si ritirasse (sarebbe ritirato); che, mancandogli il respiro, diede un'ingente quantità di Dracme all'oratore Nettolemo, affinché recitasse la successione dei discorsi senza respirare.
TRADUZIONE n. 2
Poi dicono che questo pur essendo ancora giovane si ritirò in una caverna e là studiò con metà testa rasata, per non uscire; raccontano anche che dormiva in un letto angusto, per svegliarsi presto; che diceva ad alta voce il "rho" per esercitarsi non essendo in grado e che smise di muovere in modo sconveniente la spalla nell'allenarsi, avendo appeso un pugnale al soffitto, affinché stesse fermo dalla paura. Dicono che progredendo dunque attraverso la forza delle parole, costruì uno specchio di grandezza uguale a lui e che si esercitava osservandosi davanti a questo, per correggere i difetti; e riferiscono che giungendo nella regione del Falero agli ingressi dei flutti, fece delle prove, affinché, se mai il popolo avesse applaudito, non si ritirasse; dicono che però mancandogli il respiro, diede diecimila dracme all'oratore Neottolemo, affinché esponesse tutte le successioni dei discorsi senza respirare.