Il tiranno Falaride e un suo emulo di Segesta
VERSIONE DI GRECO di Plutarco

Falaride tiranno degli agrigentini torturava a puniva duramente gli stranieri che si presentavano. Perillo fabbro d'arte avendo preparato una giovenca di bronzo la diede al re, affinche bruciasse in essa gli stranieri e gli ospiti mentre erano ancora vivi. La giovenca sembrava produrre un muggito. Il re allora soltanto divenuto giusto lo gettò dentro. Ad egesta citta' della Sicilia ci fu un tiranno crudele Emilio Censorino. Questi corrompeva con doni coloro che gli preparavano camere di tortura piu nuove. Un certo Arronzio Patercolo dono'al suddetto avendolo fabbricato un cavallo di bronzo affinche gli gettasse dentro. Egli allora per prima cosa in modo conforme alle usanze voltandosi gettò per primo colui che doveva ricevere il favore, affinche per primolui stesso soffrisse la tortura che escogito'.