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PELOPIDA E EPAMINONDA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE
Pelopida, figlio di Ippoclo, apparteneva a un'illustre famiglia di Tebe , come Epaminonda; allevato in grande benessere, avendo ricevuto ancor giovane un immenso patrimonio, si apprestò immediatamente ad aiutare, tra gli amici e i bisognosi, quelli che lo meritavano, perché fosse veramente chiaro che lui era diventato padrone delle ricchezze, non schiavo di esse. Mentre altri, essendo grati a Pelopida, si servirono della sua generosità e cortesia verso di loro stessi, tra gli amici non convinceva solo Epaminonda a partecipare alla (sua) ricchezza; tuttavia certamente era lui a partecipare della povertà di quello (Epaminonda), vantandosi della semplicità delle vesti e della modestia della mensa. Epaminonda dunque, poiché per lui la povertà era cosa consueta e di famiglia (rese la miseria) ancor più tollerabile e leggera dandosi alla filosofia, e conducendo sin dai primi anni una vita semplice. Pelopida fece invece un matrimonio splendido, ed ebbe anche dei figli, ma non di meno trascurando l'occuparsi di affari, e occupandosi della città tutto il tempo, impoverì (i suoi) beni.
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PERICLE E ASPASIA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Traduzione libro Versioni di Greco per il Triennio
Αισχίνης δε φησι και Λυσικέλiα τον προβατοκάπηλον εξ άγεννοΰς και ταπεινού την φύσιν Αθηναίων γενέσθαι πρώτον Ασπασία, συνόντα μετά την Περικλέους τελευτήν. Εν δε τφ Μενεξένω τφ Πλάτωνος, εί και μετά παιδιάς τα πρώτα γέγραπται, τοσούτον γ' ιστορίας ενεστιν, δτι δόξαν είχε το γύναιον επί ρητορική πολλοίς Αθηναίων όμιλεϊν. Φαίνεται μέντοι μάλλον ερωτική τις ή του Περικλέους άγάπησις γενομένη προς Άσπασίαν. ΤΗν μεν γαρ αύτφ γυνή προσήκουσα μεν κατά γένος, συνωκηκυΐα δ' Ίππονίκω πρότερον, εξ ου Καλλίαν έτεκε τον πλούσιον' έτεκε δε και παρά τφ Περικλεϊ Ξάνθιππον καΐ Πάραλον. Είτα της συμβιώσεως ουκ ούσης αύτοΐς αρεστής, έκείνην μεν έτέρω βουλομένην συνεξέδωκεν, αυτός δε την Άσπασίαν λαβών Ιστερξε διαφερόντως. Και γαρ έξιών ως φασι και είσιών άπ' αγοράς ήσπάζετο καθ' ήμέραν αυτήν μετά του καταφιλεΐν
Dice Eschine che Lisicle, commerciante di pecore, di oscura e modesta origine, dopo la morte di Pericle divenne il primo degli Ateniesi101 perché si mise con Aspasia. Nel Menesseno di Piatone, anche se la prima parte ha tono scherzoso, c'è però questo di storico: e cioè che la donna aveva fama di insegnare l'eloquenza a molti ateniesi. Sembra comunque che il rapporto di Pericle con Aspasia sia stato un rapporto d'amore. Egli infatti aveva preso in moglie una sua parente che precedentemente era stata moglie di Ipponico, al quale aveva dato un figlio, di nome Callia, il ricco; poi diede due figli anche a Pericle: Santippe e Paralo. In seguito essi non gradivano più stare insieme, e Pericle la diede, con suo consenso, a un altro, e per parte sua si prese Aspasia che amò moltissimo. Quando infatti usciva di casa o rientrava dall'agorà, ogni giorno, a quanto dicono, l'abbracciava e baciava.
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PERICLE SI LIBERA DEL SUO ULTIMO OPPOSITORE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
τῶν δὲ περὶ τὸν Θουκυδίδην ῥητόρων καταβοώντων τοῦ Περικλέους ὡς σπαθῶντος τὰ χρήματα καὶ τὰς προσόδους ἀπολλύντος, ἠρώτησεν ἐν ἐκκλησίᾳ τὸν δῆμον εἰ πολλὰ δοκεῖ δεδαπανῆσθαι: φησάντων δὲ πάμπολλα: “μὴ τοίνυν, ” εἶπεν, “ὑμῖν, ἀλλ' ἐμοὶ δεδαπανήσθω, καὶ τῶν ἀναθημάτων ἰδίαν ἐμαυτοῦ ποιήσομαι τὴν ἐπιγραφήν. ” εἰπόντος οὖν ταῦτα τοῦ Περικλέους, εἴτε τὴν μεγαλοφροσύνην αὐτοῦ θαυμάσαντες εἴτε πρὸς τὴν δόξαν ἀντιφιλοτιμούμενοι τῶν ἔργων, ἀνέκραγον κελεύοντες ἐκ τῶν δημοσίων ἀναλίσκειν καὶ χορηγεῖν μηδενὸς φειδόμενον. τέλος δὲ πρὸς τὸν Θουκυδίδην εἰς ἀγῶνα περὶ τοῦ ὀστράκου καταστὰς καὶ διακινδυνεύσας ἐκεῖνον μὲν ἐξέβαλε, κατέλυσε δὲ τὴν ἀντιτεταγμένην ἑταιρείαν.
XV. ὡς οὖν παντάπασι λυθείσης τῆς διαφορᾶς καὶ τῆς πόλεως οἷον ὁμαλῆς καὶ μιᾶς γενομένης κομιδῇ, περιήνεγκεν εἰς ἑαυτὸν τὰς Ἀθήνας καὶ τὰ τῶν Ἀθηναίων ἐξηρτημένα πράγματα, φόρους καὶ στρατεύματα καὶ τριήρεις καὶ νήσους καὶ θάλασσαν, καὶ πολλὴν μὲν δι' Ἑλλήνων, πολλὴν δὲ καὶ διὰ βαρβάρων ἥκουσαν ἰσχύν, καὶ ἡγεμονίαν ὑπηκόοις ἔθνεσι καὶ φιλίαις βασιλέων καὶ συμμαχίαις πεφραγμένην δυναστῶν
TRADUZIONE
Tucidide e quelli della sua parte attaccavano Pericle come dissipatore del denaro pubblico e sperperatore delle entrate, egli perciò domandò in assemblea al popolo se gli sembrava che fosse stato speso molto, il popolo risposto che effettivamente era stato speso moltissimo e pericle concluse: "la spesa non sia in conto vostro, ma mio; io inscriverò sui monumenti il mio nome». A tali parole, o che fossero presi da ammirazione per la sua grandezza d'animo, o che volessero alla loro volta aver parte della gloria di quelle costruzioni, lo sollecitarono tra gli applausi ad attingere danaro al tesoro pubblico e a spendere senza risparmio. Alla fine venne a rischiosa contesa con Tucidide per l'ostracismo, lo espulse dalla città e sciolse il partito avverso. Quando, soppressa ogni opposizione, la città divenne, per così dire, un unico blocco armonioso, egli concentrò nelle sue mani il governo di Atene e degli affari degli Ateniesi, e cioè le entrate, gli eserciti, la flotta, le isole, il mare, la grande potenza egemonica che si era estesa sui Greci e sui barbari, protetta dall'obbedienza dei popoli soggetti e dall'amicizia e alleanza con re e dinasti; ma da quel momento egli non fu più lo stesso, né, come prima, fu condiscendente verso il popolo, né facile a cedere o a far concessioni alle voglie dei più come ai soffi del vento. Di quella che era una democrazia trasandata e in certi casi molle come una musica smagliante e languida, egli fece un regime aristocratico e accentratore, e valendosene in modo lineare e inflessibile per un continuo miglioramento, si tirò dietro il popolo, per lo più consenziente, con la persuasione e l'informazione; talora poi, quando il popolo gli faceva resistenza, lo teneva in tensione e lo domava indirizzandolo verso il suo utile. Si comportava veramente come un medico che per una malattia lunga e con vari aspetti ricorre ora a medicamenti gradevoli e non dannosi, ora invece interviene bruscamente, rimettendo comunque il paziente in salute. Mentre infatti nascevano, come è naturale, passioni d'ogni genere in una massa che aveva un impero così potente, egli solo fu capace di manovrare armonicamente ogni cosa, tenendo a freno la boria dei cittadini, risollevando la loro depressione e rincorandoli, sfruttando, per dirigerli, ora timori, ora speranze; dimostrò così che l'oratoria, come pensa Piatone, è «trascinatrice dell'anima», e che la sua più grande impresa è il governo delle passioni e dei comportamenti umani, che sono come le corde e i suoni dell'anima che abbisognano d'essere tese e rilasciate con molta armonia.
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Primi provvedimenti di Numa Pompilio
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione esercizi greci
Ό δέ Νόμας ἀφικομένων ὡς αὐτόν τῶν καλούντων ἐπί τήν ἠγεμονίαν, τέως μέν ἀυτέλεγε και μέχρι πολλοῦ διέμεινεν ἀπομαχόμενος μή λαβεῖν τήν αρχήν, ὡς δέ οἳ αδελφοί προσέκειντο λιπαροῦντες και τελευτῶν ὁ πατήρ οὐκ ἠξίου τηλικαύτην τιμήν διδομένοις ἀπωθεῖσθαι, συνέγνω γενέσθαι βασιλεύς· τοῖς δέ Ρωμαìοις πυθομένοις ταῦτα παρά τῶν πρεσβευτῶν, πρìν ὄψει τòν ἂνδρα ἰδεῖν πολῦς αὑτοῦ παρέστη πòθος, ἱκανòν ἡγουμένοις τεκμήριον εἶναι τῆς σοφìας, εἰ τῶν ἂλλων ὑπέρ τò ἐκτετιμηκòτων βασιλεìαν καì τòν εὐδαìμονα βìον ἐν ταύτῃ τιθεμένων μòνος ἐκεῖνος ὡς φαύλου τινòς καì οὐκ ἀξìου σπουδής πράγματος καταφρονεῖ, παραγενομενῳ τε ὑπήντων ἒτι καθ' ὁδòν ὄντι σύν ἐπαινῳ πολλῷ καì ἀσπασμοῖς καì ταῖς ἂλλαις τιμαῖς παραπέμποντες εἰς τήν πόλιν.
TRADUZIONE
Allora Numa arrivati da lui quelli che lo esortavano al regno, per un certo tempo si oppose, e resistette per molto (tempo) rifiutando di accettare il comando, ma quando i fratelli insistevano supplicandolo e il padre che stava morendo non riteneva giusto che respingesse un tale onore a chi glielo offriva, decise di diventare re. Nei Romani che erano venuti a sapere queste notizie dagli ambasciatori, prima di vedere l'uomo con i propri occhi, si accese nell'animo un grande desiderio di lui, perché ritenevano che fosse segno di saggezza sufficiente, se, mentre gli altri avevano onorato oltre misura il regno e attribuivano ad esso la vita felice, lui solo lo teneva in poco conto come se fosse un'occupazione di poca rilevanza e non degna di attenzione, e quando si presentò gli andarono incontro mentre si trovava ancora per strada, accompagnandolo nella città con grandi lodi, con affetto e con gli altri onori.
Pericle spiega con un esempio che cosa sia un'eclissi solare - Plutarco versione greco da Verso Itac
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PERICLE SPIEGA CON UN ESEMPIO CHE COSA SIA UN'ECLISSI SOLARE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
αῦτα βουλόμενος ἰᾶσθαι καί τι παραλυπεῖν τοὺς πολεμίους, ἑκατὸν καὶ πεντήκοντα ναῦς ἐπλήρου, καὶ πολλοὺς καὶ ἀγαθοὺς ὁπλίτας καὶ ἱππέας ἀναβιβασάμενος ἔμελλεν ἀνάγεσθαι, μεγάλην ἐλπίδα τοῖς πολίταις καὶ φόβον οὐκ ἐλάττω τοῖς πολεμίοις ἀπὸ τοσαύτης ἰσχύος παρασχών. ἤδη δὲ πεπληρωμένων τῶν νεῶν καὶ τοῦ Περικλέους ἀναβεβηκότος ἐπὶ τὴν ἑαυτοῦ τριήρη τὸν μὲν ἥλιον ἐκλιπεῖν συνέβη καὶ γενέσθαι σκότος, ἐκπλαγῆναι δὲ πάντας ὡς πρὸς μέγα σημεῖον. ὁρῶν οὖν ὁ Περικλῆς περίφοβον τὸν κυβερνήτην καὶ διηπορημένον, ἀνέσχε τὴν χλαμύδα πρὸ τῶν ὄψεων αὐτοῦ, καὶ παρακαλύψας ἠρώτησε μή τι δεινὸν ἢ δεινοῦ τινος οἴεται σημεῖον: ὡς δ' οὐκ ἔφη, “τί οὖν, ” εἶπεν, “ἐκεῖνο τούτου διαφέρει, πλὴν ὅτι μεῖζόν τι τῆς χλαμύδος ἐστὶ τὸ πεποιηκὸς τὴν ἐπισκότησιν
TRADUZIONE
Pericle volendo tormentare i nemici allestì centocinquanta navi vi imbarcò molti valenti opliti e cavalieri e si accinse a prendere il mare suscitando grande speranza nei cittadini e un a paura non inferiore ai nemici considerata la grande potenza messa in campo. Ma quando già le navi erano pronte e Pericle era salito sulla sua trireme si eclissò il sole e si fece buio e tutti furono sbigottiti come di fronte ad un grande prodigio. Pericle vedendo che il timoniere era atterrito e non sapeva che fare alzò la clamide dinnanzi ai suoi occhi e coprendogli la vista gli chiese se pensava ad un pericolo od ad un segno di pericolo quello disse di no. E Pericle: "che differenza c'è tra questo fatto e quello se non che più grande della clamide è ciò che produce questo oscuramento?".
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