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ATTEONE
VERSIONE DI GRECO di apollododro
TRADUZIONE dal libro Phrasis pagina 186
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GARA DI APOLLO E MARSIA
VERSIONE DI GRECO DI APOLLODORO
TRADUZIONE dal libro esercizi greci
Απεκτεινε δε Απολλων και τον Ολυμπου παιδα Μαρσυαν. Ουτος γαρ ευρων αυλους, ους ερριψεν Αθηνα δια το την οψιν αυτης ποιειν αμορφον, ηλθεν εις εριν περι μουσικης Απολλωνι. Συνθεμενων δε αυτων ινα ο νικησας ο βουλεται διαθη τον ηττημενον, της κρισεως γινομενης την κιθαραν στρεψας ηγωνιζετο ο Απολλων, και ταυτο ποιειν εκελευε τον Μαρσυαν του δε αδυνατουντος ευρεθεις κρεισσων ο Απολλων, κρεμασας τον Μαρσυαν εκ τινος υπερτενους πιτυος, εκτεμων το δερμα ουτως διεφθειρεν.
Apollo uccideva Marsia figlio di Olimpo. Marsia infatti trovando il flauto di Atena, veniva a contesa con Apollo. Si dice che Apollo e Marsia facevano una gara di musica e decidevano che il vincitore sarebbe stato padrone della vita dell'avversario. Apollo pizzica la cetra e gareggia e ordina che Marsia suoni la cetra. I giudici indicano Apollo come vincitore. Il dio prende Marsia, scuoia la pelle di Marsia e così uccide l'avversario.
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Giasone allestisce la nave Argo VERSIONE DI GRECO di Apollodoro TRADUZIONE dal libro Ellenisti volume 1
Λἐγουσιν Ἰασονα δοξης ὀρεγομενον καὶ τὀν ἆθλον κρἱνοντα δυσἑφικτον μἑν (primo rigo) Καἱ πρῶτον μἐυ περἰ τὀ Πήλιον ἐναυπἡγεσατο σκἁφος, πολὐ τῷ μεγἑθει καἱ τἧ λοιπῇ κατασκευῇ τἠν τοτε συνἡθειαν ὑπερβἁλλον, διἁ τὀ σχεδἰαις πλεῖν τοὐς τὁτε ανθπὡπους καἱ μικροῖς παντελῶς ἀκατἱοις (parte centrale, ) ὣστε σὺν αὐτῷ τοὐς ἃπαντας εἶναι πετρἡκοντα καἰ τἑτταρας (ultimo rigo)
Dicono che Giasone aspirando all'impresa e reputando il premio difficile da raggiungere, che non impossibile del tutto, e per questo pensando che egli sarebbe stato il più famoso, si preparò all'assalto. E per prima cosa sul Pelio costruì uno scafo, che superava molto la consuetudine dell'epoca per la grandezza e la restante costruzione, per il fatto che gli uomini allora navigavano su zattere e su barche assolutamente piccole. Perciò poiché si sparse la notizia nell'Ellade riguardo l'impresa, e l'assalto per mezzo della costruzione di navi, non pochi giovani della prima nobiltà desiderarono unirsi alla spedizione. Giasone avendo fatto scendere lo scafo e dirigendolo splendemente, scelse tra coloro che aspiravano a questa intenzione i capi più famosi, così che tutti insieme con lui erano cinquantaquattro.
Traduzione rivista da altro utente
Dicono che Giasone desiderando la gloria e ritenendo la sfida difficile da una parte, ma non totalmente impossibile, e pensando lui stesso che grazie a quella sarebbe stato più famoso, fece i preparativi per l'impresa. E per prima cosa costruì una nave dal monte Pelio, eccedendo molto nella grandezza e nella rimanente attrezzatura com'era consuetudine, dato che gli uomini allora navigavano con zattere e con barche assolutamente più piccole. Perciò essendosi diffusa la notizia in Grecia riguardo la sfida e l'impresa durante la costruzione della nave, non pochi tra i giovani nell'eccellenza (tra i più nobili) desiderarono unirsi alla spedizione. Allora Giasone fece calare in acqua la nave e diede chiaramente l'ordinamento, scelse tra coloro che desideravano la stessa impresa i migliori più evidenti, così che insieme a lui tutti fossero in 54.
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GIASONE E MEDEA FUGGONO DALLA COLCHIDE
VERSIONE DI GRECO di Pseudo Apollodoro
καὶ κατεζευγμένωντῶν ταύρων οὐκ ἐδίδου τὸ δέρας Αἰήτης, ἐβούλετο δὲ τήν τε Ἀργὼ καταφλέξαι καὶ κτεῖναι τοὺς ἐμπλέοντας. φθάσασα δὲ Μήδεια τὸν Ἰάσονα νυκτὸς ἐπὶ τὸ δέρας ἤγαγε, καὶ τὸν φυλάσσοντα δράκοντα κατακοιμίσασα τοῖς φαρμάκοις μετὰ Ἰάσονος, ἔχουσα τὸ δέρας, ἐπὶ τὴν Ἀργὼ παρεγένετο. συνείπετο δὲ αὐτῇ καὶ ὁ ἀδελφὸς Ἄψυρτος. οἱ δὲ νυκτὸς μετὰ τούτων ἀνήχθησαν. Αἰήτης δὲ ἐπιγνοὺς τὰ τῇ Μηδείᾳ τετολμημένα ὥρμησε τὴν ναῦν διώκειν. ἰδοῦσα δὲ αὐτὸν πλησίον ὄντα Μήδεια τὸν ἀδελφὸν φονεύει καὶ μελίσασα κατὰ τοῦ βυθοῦ ῥίπτει. συναθροίζων δὲ Αἰήτης τὰ τοῦ παιδὸς μέλη τῆς διώξεως ὑστέρησε· διόπερ ὑποστρέψας, καὶ τὰ σωθέντα τοῦ παιδὸς μέλη θάψας, τὸν τόπον προσηγόρευσε Τόμους.
Traduzione numero 1
Anche se i tori erano stati aggiogati, Eeta non consegnava il vello ma voleva bruciare Argo ed uccidere i marinai. Allora, Medea, avendo preceduto (il piano del padre), di notte condusse Giasone al vello e, dopo aver addormentato insieme con Giasone con unguenti magici il drago che lo proteggeva, avendo il vello, giunse alla nave Argo. Le stava dietro anche il fratello Apsirto. Essi, allora, salparono di notte insieme a questi. Eeta, venuto a sapere le cose che erano state osate da Medea, si affrettò ad inseguire la nave. Dunque, quando Medea vide che egli era vicino, uccide il fratello e, dopo averlo fatto a pezzi, lo getta nel fondo del mare. Allora, Eeta raccogliendo le membra del figlio ritarda l'inseguimento; perciò, tornato indietro e dopo aver seppellito le membra del figlio che si erano salvate, chiamò il luogo Tomi.
Traduzione numero 2
Anche se i tori erano stati aggiogati, Eeta continuava a non consegnare il vello, anzi, voleva bruciare la nave Argo e ucciderne l'equipaggio. Medea però, prima che il padre attuasse il suo piano, guidò Giasone di notte nel luogo in cui era il vello; dopo aver addormentato con l'aiuto di Giasone il drago per mezzo di una pozione, impossessandosi del vello raggiunse la nave d'Argo. La seguiva anche il fratello Apsirto. essi dunque salparono di notte. Eeta venuto a conoscenza di quello che Medea aveva osato fare, si mise ad inseguire la loro nave. Medea, a quel punto, vedendo che ormai il padre era vicino, uccise il fratello e, dopo averlo fatto a pezzi, lo gettò nel'abisso marino. Eeta, raccogliendo le membra sparse del ragazzino, dovette rallentare l'inseguimento; pertanto, tornò indietro, e dopo aver seppellito le membra del figlio che erano state recuperate chiamò quel luogo Tomi.
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INFANZIA E PRIMA GIOVINEZZA DI ERACLE
VERSIONE DI GRECO di Pseudo Apollodoro
traduzione dal libro greco antico
'Αλκμήνη δύο ἒτικτε παϊδας, Διΐ μέν Ήρακλέα, Άμφιτρύωνι δέ Ίφικλέα. Τοϋ δέ Ηρακλέους ὂντος παιδός όκταμηνιαίου, δυο δράκοντας Ήρη έπι τήν εύνήν ἒπεμπε μίσει έποτρυνομένη τῷ προς Άλκμήνην, διαφθείρεσθαι τό βρέφος θέλουσα. Έπιβοωμένης (= έπιβοαομένης) δέ Αλκμήνης Αμφιτρύωνα, Ηρακλής διανιστάμενος και ἃγχων έκατέραις ταΐς χερσίν αυτούς διέφθειρεν. Φερεκύδης δέ φησιν αυτόν τον Αμφιτρύωνα, βουλόμενον μανθάνειν όπότερος τῶν παίδων ἦν εκείνου, τούς δράκοντας εις την εύνήν έμβάλλειν καί, τοΰ μεν Ίφικλέους φεύγοντος, τοϋ δέ Ηρακλέους υφισταμένου, δια τοϋτο μανθάνειν τον Ίφικλέα έξ αύτοϋ γεγεννῆσθαι. Διεδίδοτο οὗν διδάσκεσθαι τόν Ήρακλέα άρματηλατεΐν (= άρματηλατέειν) υπό Άμφιτρύωνος, παλαίειν δε υπό Αύτολύκου, τοξεύειν δέ υπό Εύρύτου, όπλομαχεΐν (= όπλομαχέειν) υπό Κάστορος, κιθαρῳδεΐν (= κιθαρῳδέειν) δέ ύπό Λίνου. Οὗτος δέ, Θήβας προσιών και Θηβαῖος γιγνόμενος, ύπό Ηρακλέους τή κιθάρᾳ πλησσόμενος άπέθνῃσκε• έπιπλήσσοντα γάρ αυτόν όργιζόμενος άπέκτεινε. Δίκην δέ έπαγόντων τινῶν τῷ Ήρακλει φόνου, ὂμως οὗτος άπελύετο, παραναγιγνώσκων νόμον λέγονθ'οὒτως• "Ό αμυνόμενος τόν χειρῶν αδίκων κατάρχοντα άθῷος ἒστω".
TRADUZIONE
Alcmena partoriva due bambini a Zeus Eracle, ad Anfitrione Ificle. Eracle mentre era un bambino di otto mesi, Era inviava due serpenti verso il letto volendo uccidere il neonato, spinta dall’odio per Alcmena, Alcmena chiamando a gran voce Anfitrione, Eracle svegliandosi e con entrambe le mani strozzando li uccideva. Ferecide dice che lo stesso Anfitrione, volendo capire quale dei due fra i bambini era suo, gettava serpenti sul letto, mentre Ificle fuggiva, Eracle invece si opponeva, per questo capiva che Ificle era nato da lui stesso. Si dice che Eracle viene istruito a condurre un carro da Anfitrione e a gareggiare da Autolico, a tirare con l'arco da Eurito, a combattere da Castore, a suonare la cetra da Lino. Questi, accogliendo i Tebani e diventando Tebano moriva percosso con la cetra da Eracle; infatti rimproverandolo e adirandosi lo uccideva. Infliggendo alcuni ad Eracle la pena dell’omicidio, tuttavia quello lo liberava, leggendo a voce alta la legge che dice così: “sia impunito colui che respinge chi per primo alza le mani ingiustamente”.