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LE ARPIE
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Klimax
INIZIO: Οι Αργοναυται καταντωσιν εις την της Θῥακης Σαλμυδησσον, ενθα ωκει
FINE: Βουλομενοις δέ τοις Αργοναυταις τα περί του πλου μαθειν υποθησεσθαι τον πλουν εφη, των αρπυιων αυτον εαν απαλλαξωσιν
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L'AVARO E IL LEONE
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE
Un uomo avaro, ma vile, poiché trovava un leone d’oro, diceva a sé stesso: ” Non so come devo comportarmi nella presente circostanza, non so cosa fare, essendo diviso tra l’avidità di denaro e la viltà. La mia anima infatti combatte con sé stessa riguardo alle cose presenti: ama l’oro, ma teme il lavoro per l’oro, il desiderio mi spinge a toccarlo, ma mi astengo dall’indole”. Allora tramò tale scopo: chiamando i servi che egli aveva molti e robusti, ordinava ad essi di prendere il leone d’oro e di custodirlo in un luogo nascosto della casa. Lui lo contemplava rallegrandosi di avere l’oro, ma non tentando di servirsene. La favola dimostra che i beni che non tentiamo di usare, questi in realtà appartengono ad altri.
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L'OTRE DEI VENTI
VERSIONE DI GRECO di Pseudo Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Synesis
TRADUZIONE
Odisseo, una volta partito, giungeva con tutti presso le isole Eolie, il cui re era Eolo. Costui fu nominato amministratore dei venti da Zeus per far soffiare e far smettere (i venti). Questo, poiché aveva accolto come ospite Odisseo, gli offre un otre di cuoio nel quale aveva imprigionato i venti, precisando di utilizzarli mentre navigava qualora ce ne fosse bisogno e di tenerli nella stiva. Odisseo poi, utilizzando i venti favorevoli, fa una buona navigazione. E, quando era già vicino ad Itaca, avendo visto che dalla città proveniva del fumo, si addormentò. I compagni, credendo che avesse oro nell'otre, lasciavano fuoriuscire i venti facendoli scappare e i venti soffiavano nella direzione opposta grazie ai soffi. Odisseo, giunto presso Eolo, lo pregò di ottenere il potere dei venti; quello poi lo cacciò via dall'isola dicendo che preferiva non salvarlo visto che gli dei si erano opposti.
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Odisseo e le sirene
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro verso itaca
TRADUZIONE
Le Sirene - Pisinoe, Aglaope e Telssiepea - erano figlie dell' Acheloo e di una delle Muse, Melpomene. Una suonava la cetra, l'altra cantava e un'altra suonava il flauto, e con il loro canto inducevano i naviganti a trattenersi con loro. Dai fianchi in giù avevano la forma di uccello. Quando Odisseo passò vicino alle Sirene, volle sentire la loro voce: ma prima tappò le orecchie dei suoi compagni con la cera - come gli aveva consigliato Circe - e lui si fece legare all'albero della nave. Le Sirene cantarono, lo sedussero a restare con loro, e Odisseo implorò i compagni che lo sciogliessero, ma quelli lo legarono ancora più stretto, e così poté continuare il suo viaggio. Era Destino delle Sirene morire se una nave le avesse superate senza fermarsi: e così morirono. Poi arrivarono a un bivio. Da una parte c'erano le Rocce Vaganti, e dall'altra due enormi rupi. In una abitava Scilla, figlia di Crateide e Trieno, oppure di Forco, che aveva il volto e il petto di donna, ma ai fianchi le spuntavano sei teste e dodici zampe di cane. Sull'altra rupe viveva Cariddi, che tre volte al giorno inghiottiva l'acqua del mare e poi la risputava. Su consiglio di Circe, Odisseo evitò le Rocce Vaganti, e costeggiò lo scoglio di Scilla, dopo essersi piazzato a poppa tutto in armi. Scilla apparve, afferrò sei marinai e li divorò.
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CADMO FONDA TEBE VERSIONE DI GRECO di Apollodoro TRADUZIONE dal libro Klimax
Qui trovi la versione Cadmo fonda Tebe dal libro i greci e noi
Qui trovi la versione Cadmo fonda Tebe dal libro mondo greco
Qui trovi la versione Cadmo fonda Tebe di Antropoi
Qui trovi Cadmo fonda la città di Tebe dal libro Alfa beta grammata
traduzione del libro klimax
Dopo aver seppellito la madre Telefassa che era morta, essendo stato ospitato (xenizw) dai Traci, andò a Delfi per domandare su Europa. Il dio rispose di non curiosare su Europa, di servirsi di una mucca come guida, e di fondare una città dove la mucca cadesse(piptw)essendo stanca (sarebbe caduta stanca kamnw). Avendo ricevuto il responso procedeva attraverso la Focide, poi essendosi imbattuto nella mucca nella mandria di Pelagonte la seguiva (epw). Ed essa attraversando(diexeimi) la Beozia, si adagia(klinw), lì dove ora c’è una città, Tebe. Volendo sacrificare la mucca ad Atena manda alcuni dei compagni a prendere (lambanw) acqua presso la fontana di Aria: un drago che sorvegliava la fontana che alcuni dissero essere nato da Ares uccise molti di quelli che erano stati mandati (pempw). Cadmo essendosi adirato uccide il drago, e, avendoglielo suggerito (upotiqhmi) Atena, semina i denti dell’animale. Seminati(speirw) questi spuntarono(anatellw) dalla terra uomini armati che chiamarono Sparti. Ed essi si uccisero tra di loro alcuni andati controvoglia a contesa, altri per ignoranza (agnoew).