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Cum mortuus esset Philippus qui antea adversus Romanos bellum gesserat, filius eius Perseus in Macedonia rebellavit ...qui eum vicit apud Pydnam quod oppidum Macedoniae est.
Poiché era morto Filippo, che precedentemente aveva combattuto contro i Romani, suo figlio Perseo ricominciò in Macedonia e preparò grandi milizie con le quali avrebbe condotto la guerra; allora attribuì a sé come alleati quei popoli che erano ostili ai Romani. Infatti aveva come complici Coti, di cui il regno era in Tracia, e il re dell'Illiria, il cui nome era Genzio. In aiuto ai Romani c'erano invece Eumene, re dell'Asia, Tolomeo d'Egitto, Massinissa di Numidia, che mandarono truppe ingenti. Prusia invece, re della Bitinia, che aveva come moglie la sorella di Perseo, si mostrò neutrale nei confronti di entrambi i contendenti. Il console Publio Licinio, che il senato aveva inviato in Macedonia, fu vinto in un duro combattimento dal re Perseo. Allora, sebbene egli fosse stato il vincitore, mandò ambasciatori a Licinio, affinché fosse stipulata la pace con la loro opera. A questi fu risposto che se il re avesse voluto stipulare la pace, avrebbe dovuto consegnarsi al popolo Romano. Poiché Perseo non accettò queste condizioni, fu inviato contro di lui Emilio Paolo, che lo sconfisse a Pidna, che è una città della Macedonia.
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Cum Alexander ad quandam urbem Syriae pervenisset, multi cives ad eum salutandum convenerunt. Tum rex omnes... Arbitrabatur enim summas laudes tribuendas esse eis, qui diligenter officium suum perficerent.
Dopo che Alessandro era giunto in una città della Siria, molti cittadini accorsero per salutarlo. Il re poi passò in rassegna tutti e, esaminati i meriti di ciascuno, accolse alcuni nella sua amicizia, e ad altri donò regali preziosi. Era insigne sopra agli altri un tale Aristonico, a cui Alessandro – quando stava per avanzare in Asia – aveva affidato il regno di Sidone per la sua onestà. Alessandro stimò tanto costui che, infatti, aveva passato una vita onesta a coltivare nei campi e ad annaffiare orti, che non solo lo rese re, ma gli elargì anche massimi onori. Pensava infatti che si dovessero attribuire somme lodi a coloro che avevano eseguito diligentemente il proprio lavoro.(by il murettodipaolo)
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Scribit Cicero maxima religione iura belli conservanda esse. Nam duo sunt genera simultatum: unum per diceptationem, alterum per vim...ad victoris fidem confugernt, parcendum est
Cicerone scrive che bisogna rispettare con il massimo scrupolo la giurisdizione di guerra. Infatti due sono i generi delle contese: uno mediante la discussione, l'altro mediante la forza. Il primo di questi dev'essere considerato proprio dell'uomo, il secondo delle belve. Bisogna ricorrere a questo, se non possiamo utilizzare il precedente. Per tale motivazione bisogna sostenere le guerre solo per vivere in pace senza ingiuria ovvero senza pericolo. Ma conquistata la vittoria devono essere salvaguardati coloro, che non furono crudeli, disumani, perfidi in guerra. Così i nostri antenati credettero, quando decretarono che bisognava accettare in città I Tuscolani, gli Equi, i Sabini. Ma sradicarono Cartagine e Numanzia dalle fondamenta, Perché i Cartaginesi e i Numantini furono di elevata disumanità e perfidia in guerra. in effetti secondo il mio parere, bisogna pensare sempre alla pace, che non è destinata ad avere alcunché di pericolo o d'insidia e bisogna risparmiare quelli, che, deposte le armi, ricorrono alla fiducia del vincitore. (By Maria D.)
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Tantalus, Phrygiae rex, omnium mortalium felicissimus existimandus erat, sed stultum ob suam loquacitatem se praestitit . Tantum ei fortuna secunda... ubi siti et fame poenam luit ("scontare"), quia vulgaverat ea quae tacenda erant.
Tantalo, re della Frigia, era da considerarsi il più fortunato di tutti i mortali, ma si dimostrò sciocco a causa della sua loquacità. La sorte gli fu così tanto favorevole che Giove lo invitò spesso ai banchetti degli dei e gli svelò le sue decisioni. Egli, tuttavia, doveva osservare questa condizione: che [non] rivelasse ad alcuno né la vita né le abitudini né le decisioni degli dèi. Perciò Tantalo doveva tacere e tenere a freno la lingua. Però, poiché era per natura un pò troppo loquace e non sapeva tacere, non potè frenare il desiderio di parlare e divulgò le abitudini degli dèi, che dovevano essere tenute nascoste. Così, poiché aveva divulgato i segreti degli dèi, si attirò contro l'ira dei celesti. Pregando invano, chiese perdono a Giove, che lo rinchiuse nel Tartaro, dove scontò con la sete e con la fame la pena, poiché aveva rivelato quelle cose che bisognava tacere.(by ilmurettodipaolo)
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Galli, cum non caperentur terris quae eos peperant, trecenta milia hominum ad sedes novas quaerendas miserunt. ..., sub quibus Macedones barbaris imperare soliti erant.
I Galli, non essendo stati accettati nelle terre che li avevano partoriti, inviarono trecentomila uomini a cercare nuove sedi. Una parte di questi si stabilì in Italia, la quale (riferita a parte) conquistò ed incendiò la città di Roma; una parte penetrò attraverso le regioni dell'Illiria in Grecia ed in Macedonia. Solo Tolomeo osò resistere contro costoro, confidando nel proprio valore. I Galli assicurarono inutilmente la pace (assicurarono che la pace sarebbe stata vana), nel caso in cui fosse stato offerto il denaro; ed infatti rigettò le condizioni tanto vergognose. Dopo che trascorsero pochi giorni, s'intrecciò battaglia, ed i Macedoni sconfitti furono affetti da una pesante sciagura. Tolemeo, danneggiato da molte ferite, fu catturato: la sua testa, tagliata e infissa in una lancia, fu portata per tutto il campo di battaglia affinchè si gettasse il terrore tra i suoi: pochi cercarono la salvezza con la fuga; tutti gli altri furono o catturati o uccisi. Non appena queste notizie si diffusero per tutta la Macedonia, vennero chiuse le porte delle città, ogni cosa si riempì di lutto, tutti nelle strade invocavano i nomi dei re morti Alessandro e Filippo, come divinità, sotto i quali i Macedoni erano abituati a comandare sui Barbari. (by Maria D.)