- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Per le matrone i figli sono dei gioielli. Infatti in Pomponio Rufo (ossia "nell'opera di Pomponio Rufo"), nel libro sulle cose fatte e sulle cose dette, troviamo (scritto) così: una matrona Campana, ospite nell'atrio di Cornelia, la madre dei Gracchi, mostrava i suoi gioielli: gemme, perle, e molte collane d'oro e d'argento. I figli vanno via dalla scuola, e vanno incontro a Cornelia. Cornelia, felice, esclama con grande gioia: I miei gioielli sono i miei figli, non le mie collane!
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 1
L'Arar è un fiume che, attraverso il territorio degli Edui e dei Sequani si immette nel Rodano, con incredibile lentezza, così che, per mezzo degli occhi, non si possa giudicare in quale delle due direzioni esso scorra. Gli Elvezi, congiunte barchette e zattere, lo attraversavano. Quando, tramite gli esploratori, Cesare fu informato che ormai per tre parti gli Elvezi avevano attraversato il fiume, ma che una quarta parte era rimasta al di qua del fiume Arar, alla terza veglia, partito dall'accampamento insieme a tre legioni, egli giunse presso quella parte che non aveva ancora attraversato il fiume. Aggreditili mentre erano impacciati nei movimenti e non se l'aspettavano, uccise una grande parte di loro; i rimanenti si diedero alla fuga e si nascosero nelle selve vicine. Quel cantone veniva chiamato Tigurino; infatti, tutta la popolazione degli Elvezi è suddivisa in quattro parti o cantoni. Questo specifico cantone, essendo uscito dalla patria al tempo dei nostri antenati, aveva ucciso il console L. Cassio, ed aveva mandato sotto il giogo l'esercito di lui. E così, un po' per caso, un po' per decisione degli dèi immortali, quella parte della popolazione Elvetica che aveva inflitto una straordinaria umiliazione al popolo Romano, quella per prima pagò il fio. E in questa circostanza Cesare vendicò non solamente le offese allo Stato, ma anche le private, poiché i Tigurini, nella medesima battaglia nella quale avevano ucciso Cassio, (avevano ucciso) anche il legato Lucio Pisone, avo di suo suocero, Lucio Pisone.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Maarbale, generale dei Cartaginesi, dopo essere stato inviato dai propri concittadini contro gli Afri che insorgevano, dato che sapeva che quella popolazione era ingorda di vino, mischiò una grande quantità di quello con della mandragora, l'effetto della quale è una via di mezzo tra il veleno e il sonnifero. A quel punto, ingaggiato un debole combattimento, si ritirò intenzionalmente. In piena notte, poi, dopo aver abbandonato nell'accampamento alcuni bagagli e tutto il vino, senza che nessuno sapesse, finse la fuga. E dopo che i barbari, una volta invaso l'accampamento, si furono abbandonati all'esultanza ed ebbero tracannato avidamente il vino alterato, quando giacevano sdraiati alla maniera dei morti, egli (Maarbale), tornato indietro, o li catturò o li massacrò.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Uno scriba d'un tempo, esaltava ai suoi figli la vita degli scrivani: Sono uno scriba, (e) anche voi, o fanciulli, sarete scrivani. Sarete senza dubbio felici: gli agricoltori, infatti, oppure i marinai, o gli atleti, o i poeti, non sono né saranno tanto felici quanto i nostri colleghi. Infatti gli agricoltori arano la terra secca: non sempre in autunno raccolgono i frutti, perché, di tanto in tanto, i fiumi, a causa delle molte piogge, allagano i terreni. Per giunta gli agricoltori devono sempre dare al padrone una grande quantità di grano: non sempre godono del riposo sotto la gradita ombra degli alberi di fico, come leggiamo in molti poeti. I marinai spesso devono navigare verso il prospero Egitto e la lontana Asia, tra le onde e le grandi tempeste: talvolta devono anche combattere con pirati feroci. Gli atleti non hanno mai pace, bensì si esercitano ogni giorno. I poeti famosi ottengono molti allori, ma gli allori non forniscono il cibo. O fanciulli, siate scrivani: vi occuperete degli affari del vostro padrone, e avrete sempre molto denaro.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Dopo costui (Tullo Ostilio), prese il potere Anco Marzio, nipote di Numa per parte di figlia. Lottò contro i Latini, aggiunse alla città il colle Aventino e il Gianicolo, fondò una città sul mare a sedici miglia dalla città di Roma, presso la foce del Tevere. Morì per una malattia dopo ventitré anni di governo. Successivamente Tarquinio Prisco ricevette il regno. Questi raddoppiò il numero dei senatori, fece costruire un circo a Roma, istituì i Ludi Romani, che sono ancora in uso ai nostri tempi. Egli medesimo vinse anche i Sabini, unì una parte non piccola di terre a loro sottratte al territorio della città di Roma, e per primo entrò in città celebrando il trionfo. Costruì le mura e le cloache, avviò la costruzione del tempio sul Campidoglio. Dopo trentasette anni di governo fu ucciso per mano dei figli di Anco Marzio, quel re a cui lui stesso era succeduto.
- Hannibal, Carthaginiensium strenuus dux, postquam apud Ticinimum, Trebiam et Trasumenum ...
- Alcibiades, Cliniae filius, Atheniensis fuit. Inter omnes praestantissimus fuit vel in vitiis vel in
- Olim gallus et canis iter simul faciebant. Sub vesperum constiterunt: gallus arborem inscendit ...
- Delphis in templo dei Apollinis multae statuae ex auro et aegento pulchrae tabulae pictae pretiosae