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Cassiopea giudicò la bellezza della propria figlia Andromeda superiore alle Nereidi. Perciò Nettuno pretese che Andromeda, figlia di Cefeo, venisse offerta in pasto ad una balena. Dopo che fu stata gettata, Perseo, il figlio di Giove e Danae, passò di lì, volando con i talari di Mercurio, e la liberò dal pericolo; e Perseo voleva sposarla; ma il padre Cefeo, insieme ad Agenore, di cui Andromeda era la promessa sposa, volle uccidere di nascosto Perseo. Perseo, venuto a conoscenza del complotto, mostrò loro il capo della Gorgone, e tutti, dalla forma umana, furono trasformati in pietra. Perseo ritornò in patria con Andromeda. Polidette, appena vide che Perseo aveva tanto coraggio, lo temette molto, e decise di ucciderlo con l'inganno; perciò Perseo gli mostrò il capo della Gorgone, e anche lui, dall'apparenza umana, venne trasformato in pietra.
Cimon Atheniensis fuit tanta liberalitate ut nullum in suis praediis et hortis custodem imposuerit .
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L'Ateniese Cimone fu di una generosità tanto grande che nei suoi poderi e nei suoi orti non collocò mai alcun guardiano, affinché tutti i cittadini potessero cogliere i frutti. A lui stavano sempre molto vicini degli accompagnatori con delle monete, in maniera che, non appena qualcuno mendicava un obolo, egli lo potesse immediatamente concedere a quelli. Quando vedeva qualcuno abbigliato, per cattiva sorte, in maniera miserevole, spesso gli diede il proprio mantello. Ogni giorno, per lui, il pasto veniva cucinato in maniera tale che egli invitasse tutti coloro che aveva visto nel Foro, una cosa che egli non tralasciava di fare in alcun giorno. A nessuno venne a mancare la sua parola, il suo impegno, il suo patrimonio: arricchì molti (uomini), seppellì a proprie spese molti morti poveri. Per questa ragione, non è una cosa stupefacente se la sua vita fu tranquilla e la sua morte luttuosa.
Latinum sermonem etiam hodie multi amant et Romanorum lingua a magistris praecipue utilis putatur ..
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Ancora oggi molti amano la lingua Latina, e la lingua dei Romani viene considerata utile specialmente dai maestri; infatti, lo studio della lingua Latina ricrea le voci degli autori della letteratura Latina, e rafforza in maniera stupefacente le menti dei giovani. Per giunta, le leggi dei Romani sono, anche ai tempi nostri, la base delle istituzioni dello Stato: dove vige il rispetto delle leggi, lì appaiono molte tracce dei Romani.
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Le dèe antiche erano numerose. Diana, la figlia di Latona, era la regina dei boschi; infatti, portava una faretra, e, nei boschi, uccideva gli animali feroci. Diana scagliava sempre frecce, ed uccideva gli animali feroci. Gli animali feroci si rifugiavano nei boschi, e temevano la dea. Dunque, gli abitanti dell'Italia consacreranno statue ed altari alla dea, e placheranno la collera della dea. Diana era non soltanto la dea dei boschi, ma anche delle strade. Minerva, equipaggiata con una lancia ed un elmo, era non soltanto la dea della conoscenza, ma anche delle battaglie; a Minerva erano sacre gli ulivi e le civette, a Diana (erano sacre) le cerve. Le dèe amavano la pudicizia, e proteggevano e sorvegliavano le fanciulle prima delle nozze. Gli abitanti dell'Italia dedicavano molti altari a Diana e a Minerva, e si recavano spesso agli altari delle dèe e offrivano delle vittime.
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Poiché il re Artaserse voleva mettere alla prova l'integrità del Tebano Epaminonda, inviò a Tebe Diomedonte, con un grosso carico d'oro, e tentò di corromperlo con il denaro. Ma Epaminonda, che aveva appreso la ragione della venuta di costui, gli disse: O Diomedonte, non mi considerare tuo simile; perciò porta via codesto denaro che hai portato con te; infatti, se il re vuole quelle cose che sono vantaggiose per i Tebani, sono pronto a farle senza un compenso; se, invece, vuole le cose contrarie, il re non ne ha a sufficienza d'oro e d'argento. Infatti, io non voglio accettare la ricchezza di tutto il mondo in cambio del bene della patria. A quel punto Diomedonte voleva portare via con sé quelle cose che aveva portato. Disse Epaminonda: Questo lo farò con piacere: non voglio rubarti il denaro che non ho voluto accettare quando è stato offerto da te.
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