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Ad Atene, un vecchio, che era in procinto di morire, lascia tre figlie, una bella e, per via della piacevolezza, amata dagli uomini, la seconda filatrice di lana e ruspante, la terza dedita al vino e abietta, ma come erede lascia la moglie, ad una condizione: La madre distribuirà l'intero patrimonio alle figlie in misura uguale, ma una parte per ciascuna; ma le figlie non possiederanno realmente i campi ricevuti e non ne trarranno il frutto, e daranno ciascuna alla madre 10. 000 sesterzi. È un testamento singolare. Il chiacchiericcio riempie Atene, la madre, diligente, consulta gli esperti di leggi; ma il senso del testamento non viene capito, allora la madre ricorre alla propria saggezza. Alla donna di malaffare dà i bei vestiti, la vasca da bagno d'argento, gli eunuchi depilati; alla filatrice di lana (dà) i campicelli, il bestiame, la fattoria, gli operai, le bestie da soma e l'attrezzatura agricola; alla bevitrice (dà) la cantina piena di vecchie botti, una casa pulita, e piccoli giardini raffinati. Il popolo approva così, ma il poeta Esopo dice: Gli Attici non comprendono la volontà del padre! Poi, interrogato, svela l'errore: Date alla ruspante filatrice di lana la casa e i gioielli, insieme ai bei giardinetti e ai vini; assegnate alla bevitrice gli abiti, le perle, gli eunuchi e tutte le altre cose; donate alla donna di malaffare i campi, la fattoria ed il bestiame con i pastori. Così nessuna sarà soddisfatta dei doni ricevuti. Le figlie venderanno i doni, e daranno alla madre il denaro prescritto.
Marcus Aemilius, praetor urbanus, vatum antiquum librum invenerat in quo vaticinium continebatur Mar
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Marco Emilio, pretore urbano, aveva scoperto un antico libro di profeti in cui era contenuto un vaticinio di Marco, che era stato un celebre profeta. Marco Emilio aveva affidato immediatamente il libro a Silla, il nuovo pretore. Nel vaticinio di Marco è stata così profetizzata la sconfitta presso Canne: O Romano, fuggi verso il fiume Ofanto! Lì, da genti straniere, sarai obbligato a combattere nei campi di Diomede. Le forze armate romane verranno sconfitte. Macchierai il terreno con il tuo sangue, e l'acqua del fiume trasporterà dal suolo fertile al vasto mare i cadaveri di numerosi tuoi concittadini, che caddero in combattimento. I cadaveri dei soldati offriranno nutrimento ai pesci, ai volatili, alle bestie selvatiche che vivono nel mondo. Così ho letto, scritto nel libro di Giove. Il vaticinio fu reso noto a Roma dopo la battaglia presso Canne, e soldati e consoli compresero gli avvenimenti che erano stati preannunciati: il campo presso Canne e vicino al fiume Ofanto era il luogo dove i Romani avevano subito una violenta sconfitta.
Phoebidas Lacedaemonius, dum milites Olynthum ducit, iter per Thebas fecit arcemque oppidi, quae Cad
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I
Mentre conduceva i soldati a Olinto, lo spartano Febida marciò attraverso Tebe e conquistò la rocca della città, che era chiamata Cadmea, con l'aiuto di pochi Tebani, partigiani di Sparta; decise tuttavia l'occupazione per sua iniziativa personale, e non condivisa, e gli Spartani destituirono Febida dal comando e lo multarono in denaro, non restituirono, però, la rocca ai Tebani.
II
Quindi Pelopida, capo della fazione popolare, fuggì alla volta di Atene insieme a numerosi Tebani, e vi aspettò il momento appropriato per la vendetta. L'estate seguente i pochi fuggiaschi, che Pelopida guidava, si recarono da Atene a Tebe con una marcia affrettata, con cani da caccia, reti e abiti campagnoli, infatti erano intenzionati a viaggiare senza (suscitare) sospetto.
III
Appena la notte avanzò, sterminarono tuttii capi spartani; Pelopida, dunque, incitò il popolo alle armi. Allora il popolo, che per molti mesi aveva sofferto la mancanza della libertà, accorse in massa da ogni luogo, scacciò dalla rocca la guarnigione degli Spartani, e liberò la patria dall'occupazione.
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Era già condotta dai Romani una guerra lunga e dalle alterne fasi contro i Sanniti, che sono posti al centro tra il Piceno, la Campania e l'Apulia. L. Papirio Cursore andò in guerra con la carica di dittatore, poi però ritornò a Roma. Quinto Fabio Massimo, comandante di cavalleria, che L. Papirio Cursore aveva lasciato presso le truppe romane, combatté per molti mesi con esito felice, e annientò i Sanniti. Successivamente, i Sanniti vinsero e soggiogarono i Romani con grande disonore. Quindi i Sanniti vennero sconfitti dal console L. Papirio in un tremendo scontro; per primo, Papirio trionfò sui Sanniti. I Sanniti, però, avevano rinnovato la guerra e sconfissero Quinto Fabio Massimo. Pochi anni dopo Fabio Massimo cinse d'assedio le città dei Sanniti e portò a Roma numerosi prigionieri. In seguito, i consoli P. Cornelio Rufino e Manio Curio Dentato, inviati contro i Sanniti, vinsero definitivamente con battaglie di disumana crudeltà: da allora in poi le strade furono sicure, ma la potenza e la ferocia dei Sanniti avevano sfiancato il valore romano, e a quell'epoca Roma, per la prima volta, temette la disfatta del proprio popolo. Nel frattempo, il censore Ap. Claudio fece portare dentro (sott. : Roma) l'acquedotto Claudio, e fece aprire la via Appia.
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Laio, figlio di Labdaco, regnava a Tebe. A Laio, l'oracolo di Apollo predice: O sventurato Laio, tu sarai ucciso da tuo figlio. Successivamente Giocasta, figlia di Meneco e moglie di Laio, partorisce un figlio, e Laio decide di abbandonare il figlio. Peribea, moglie di Polibo, e regina di Corinto, lava un indumento presso il mare, e trova il bambino; Polibo e Peribea erano privi di figli, per questo motivo allevano lui come se fosse loro, e chiamano il bambino Edipo. Edipo, figlio di Laio e di Giocasta, era bello, e dal popolo veniva considerato giusto. Così, i coetanei, per invidia, dicevano ad Edipo: O Edipo, tu non sei figlio di Polibo. Così Edipo decide di recarsi a Delfi, e interroga l'oracolo riguardo ai suoi genitori. Nel frattempo Laio si reca a Delfi, ed Edipo giunge incontro a Laio. Le guardie del corpo di Laio ordinano che sia ceduto il passo al re, ma Edipo non obbedisce. Laio incita i cavalli, e una ruota schiaccia il piede di Edipo; l'ignaro Edipo, adirato, strappa Laio dal carro, e lo uccide. Così la premonizione dell'oracolo si verifica.
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