- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Al principio della primavera, a Roma, bruciarono sette botteghe e successivamente furono raggiunti dalle fiamme degli edifici privati. Il tempio di Vesta fu protetto a stento, soprattutto grazie al lavoro di tredici schiavi, che vennero liberati per intervento dello Stato. Perdurò per molte ore l'incendio, che divampò senza alcun dubbio per il crimine di un uomo. E così il console, su esortazione dei senatori, dichiarò di fronte all'assemblea: Verrà data una ricompensa allo schiavo, o all'uomo libero, che indicherà l'autore dell'incendio; ad uno schiavo verrà data la libertà, ad un uomo libero verrà dato del denaro. Spinto dalla ricompensa, uno schiavo dalla grande avidità, di nome Mano, indicò i padroni ed inoltre cinque giovani Campani. Furono catturati i padroni e le servitù dei padroni. Al delatore fu data la libertà, e grandi premi in oro e in argento.
Nostri milites dato signo cum infestis pilis procucurrerunt sed ubi animadverterunt non concurri a P
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Dato il segnale, i nostri soldati balzarono in avanti con i giavellotti pronti al lancio, ma non appena notarono che dai Pompeiani non si contrattaccava, impratichiti dall'esperienza ed addestrati dalle precedenti battaglie, subito frenarono la corsa, e si bloccarono pressappoco a mezza distanza; poco dopo ricominciarono di nuovo la corsa e lanciarono i giavellotti, e velocemente, per ordine di Cesare, impugnarono le spade. I Pompeiani lottarono strenuamente: ressero infatti l'assalto delle legioni, e mantennero i ranghi; scagliarono i giavellotti, e di nuovo impugnarono le spade. Nel medesimo istante, i cavalieri, come era stato comandato, balzarono tutti quanti in avanti dall'ala sinistra di Pompeo, e tutta la schiera degli arcieri si riversò. La nostra cavalleria non resse l'assalto ma, ricacciata un poco dalla posizione, arretrò: quindi i cavalieri di Pompeo premevano vigorosamente e cominciarono ad accerchiare il nostro esercito dal fianco indifeso. A quel punto le coorti, per ordine di Cesare, accorsero rapidamente in avanti e, in formazione di combattimento, attaccarono la cavalleria di Pompeo con grande violenza: di conseguenza tutti i cavalieri, giratisi, non soltanto retrocedettero dalla posizione, ma, spinti alla fuga, si diressero sugli alti monti. Tutti gli arcieri e i frombolieri, abbandonati inermi senza difesa, vennero uccisi. Mentre i Pompeiani ancora lottavano, le coorti accerchiarono l'ala sinistra con un energico assalto. I Pompeiani non sostennero l'assalto, e tutti insieme fuggirono.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Da lì, Alessandro, figlio di Filippo e signore della Macedonia, giunge nella satrapia, e restituisce il potere al satrapo. Successivamente il satrapo allestisce un banchetto di esotica sontuosità, e molte fanciulle avvenenti vengono fatte entrare tra i convitati. Tra le fanciulle c'era la figlia del satrapo, Roxane, bella e costumata. La fanciulla avanza tra le elette, e attira su di sé gli sguardi degli uomini, in particolar modo di Alessandro. Così, Alessandro si innamora intensamente della giovinetta: per questa ragione stabilisce di prendere in matrimonio l'amata fanciulla. Tra l'altro, su decisione di Alessandro, gli abitanti Persiani e della Macedonia contraggono matrimonio. Così, il signore dell'Asia e dell'Europa prende in matrimonio la fanciulla fatta entrare al banchetto: dalla fanciulla avrebbe procreato un bambino. Il figlio di Alessandro e della fanciulla era destinato a governare gli abitanti della Mecedonia, ma poco tempo dopo, il figlio di Roxane e Alessandro verrà ucciso da Cassandro, ostile ad Alessandro. Dopo le nozze, Alessandro aveva intenzione di dirigersi in India, e da lì verso l'Oceano.
Theseus, Aegei filius, Athenis ad insulam Cretam venit et ab Ariadna, venusta Minois filia, adamatur
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Teseo, figlio di Egeo, da Atene giunge nell'isola di Creta, e viene amato da Arianna, l'avvenente figlia di Minosse. Sull'isola c'è un labirinto: nel labirinto vive il Minotauro. Il mostro divora i giovinetti e le fanciulle. Teseo uccide il Minotauro, ed Arianna mostra a Teseo l'uscita del labirinto. Alla fine la fanciulla abbandona insieme a Teseo la patria Creta, ma successivamente, mentre dorme, viene abbandonata a Nasso dall'eroe. La fanciulla triste osserva il mare e piange: non vede l'imbarcazione di Teseo. Poi corre per la spiaggia dell'isola, ma la sabbia profonda rallenta i piedi della fanciulla. Arianna cade sulla spiaggia deserta e la sabbia bagnata sporca il manto di porpora. Arianna invoca l'amato: Teseo! L'uomo non risponde: Arianna è sola sull'isola. La fanciulla, impaurita, perlustra l'isola: ci sono ovunque mare e scogli. Nel cielo splende una luna candida, chiare stelle illuminano il cielo. Lontano dall'isola, gavie bianche e libere volano verso il cielo. Intanto Teseo naviga velocemente, lontano dall'isola: infatti ha deciso di tonare ad Atene. Allora Arianna vede la vela, e piange con grande tristezza: il mare circonda l'intera isola. Ma successivamente Bacco, dio del vino, sente i lamenti di Arianna, e decide di giungere in soccorso della fanciulla. Elogia la bellezza della fanciulla e prende in moglie la fanciulla. Quindi Arianna vive insieme agli dei e alle dee.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
- Visite: 1
I piaceri della vita di campagna sono numerosissimi. Gli agricoltori, infatti, hanno un conto aperto con la terra, la quale non rifiuta mai un ordine, e non restituisce mai senza un interesse ciò che ha ricevuto. Ma non soltanto il carattere produttivo della terra rallegra gli agricoltori, bensì anche la premura. Infatti da un piccolo seme di fico, o da un acino di vite, o da tutti gli altri semi molto piccoli, la terra genera tronchi e rami molto grandi; tralcetti, piante, ramoscelli fecondi offrono agli uomini della campagna uno spettacolo vario e sempre nuovo. Grazie al nutrimento della terra, l'uva cresce, dapprima acerba, poi, matura, diventa dolce e, ricoperta di pampini, non manca di un moderato tepore, e scherma i caldi raggi solari. Peraltro, la vita di campagna non è piacevole solo per le vigne, i prati e gli arbusti, ma anche per gli orti e i frutteti. Infatti, sempre piena è la cantina del vino, dell'olio e anche la dispensa del padrone bravo e costante, e tutta la fattoria è opulenta: abbonda di maiale, di capretto, di agnello, di gallina. Gli agricoltori ormai chiamano l'orto "la seconda dispensa".