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A Roma ci sono molte strade. Nelle strade di Roma c'è sempre grande folla e abbondanza di carrozze. Anche le padrone, le servitrici e le fanciulle percorrono volentieri le strade di Roma. Le locande sono sempre piene e, nelle strade, le prime tenebre accrescono le preoccupazioni degli abitanti. A Roma, sono importanti e sicure la Via Sacra e la Via Nuova. L'Appia, la Flaminia, l'Aurelia, la Salaria e l'Emilia, invece, sono strade grandi e lunghe, note anche alle fanciulle. L'Appia viene definita dai Romani: la regina delle strade.
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Gaio Giulio Cesare ebbe una straordinaria intelligenza e una grande conoscenza della guerra: e perciò fu uno scrittore illustre e un comandante valoroso. Più volte fece transitare le truppe Romane attraverso le Alpi con molti bagagli. La Gallia venne invasa e conquistata rapidamente dalle legioni Romane. Cesare fece trattative circa le condizioni di pace con i Galli e con i Germani, popolazioni indomite, ma invano, e perciò sconfisse per mezzo delle armi le popolazioni della Gallia e della Germania. Concluse un accordo con Crasso e con Pompeo, cittadini Romani, ma dopo la morte di Crasso combatté contro Pompeo. L'avversario venne sconfitto presso Farsàlo ed egli fu il padrone dell'impero Romano. Quindi si recò in fretta in Egitto, e dalle regioni dell'Africa, si diresse di nuovo nella Spagna, perché in quel luogo c'era una ribellione. Poi ritornò in Italia, abbellì Roma per mezzo di bei monumenti, e amministrò l'impero con saggezza. Alla fine, Bruto e Cassio, insieme a pochi alleati, congiurarono contro Cesare, e il dittatore venne ucciso a pugnalate.
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Il filosofo Diogene viveva da solo, poiché, ad Atene, egli trascorreva la vita nell'estrema povertà: non invitata nessun uomo, e nessun cittadino inviata il filosofo per cena, perché Diogene biasimava con parole dure i cattivi costumi dei cittadini. E quindi conduceva tristemente una vita solitaria. Un giorno egli cenava triste, e vide un topo: scorrazzava qua e là, e raccoglieva le molliche di pane che cadevano a terra dalla tavola. Diogene osservò l'animaletto, poi sorrise ed esclamò: Un sorcio non desidera né le conversazioni, né le cene degli Ateniesi; e invece tu, o Diogene ti rammarichi perché ceni da solo in un tugurio miserabile! Immediatamente risollevò lo spirito, e condusse una vita lieta, libero dalle preoccupazioni.
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Mettiti in una posizione corretta del corpo, scopri la testa! Che il volto non sia triste né torvo né impudente, ma sereno e modesto; gli occhi siano rispettosi, i piedi uniti, le mani ferme. Bada a non vacillare; non distogliere gli occhi, non morderti il labbro e non grattarti la testa! Le vesti siano accomodate secondo il decoro, affinché l'intero abbigliamento, il volto e l'aspetto del corpo mostrino l'indole riservata. Non essere inopportunamente loquace o sconsiderato! La tua mente non si distragga, ma sii attento alle parole del maestro. Rispondi con poche parole, in maniera pertinente, semplice e discreta. Quando parli, non affrettare il discorso o esitare con la lingua, ma pronuncia le parole distintamente, chiaramente, articolatamente.
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È accaduto che Numa Pompilio, pur non essendo né un patrizio, né un cittadino romano, regnò tuttavia a Roma per ordine del popolo. Poi Lucio Tarquinio, sebbene fosse figlio di Demarato di Corinto, quindi forestiero, fu fatto re. Servio Tullio, dopo Lucio Tarquinio, pur essendo stato procreato da una prigioniera di Cornicolo, governò il regno con intelligenza e capacità. Romolo, padre di Roma, accolse T. Tazio Sabino alla partecipazione del potere regio. Dopo che i re erano stati cacciati, non soltanto accogliemmo la famiglia Claudia dai Sabini nella cittadinanza, ma addirittura nel novero dei patrizi. Però, dopo che i re furono cacciati, sono stati nominati soltanto consoli patrizi. Gli antichi non ebbero avversione per i re forestieri, né Roma fu chiusa alla virtù straniera: perciò, o Romani, che sia nominato un console plebeo, affinché non sia inutile l'esempio degli antichi!
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