- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Donum Lingua e cultura latina - Versioni tradotte
- Visite: 2
Ad un uomo bugiardo non dobbiamo credere neppure quando dice la verità. Un giovane guardiano di pecore, ogni giorno, all'alba, conduceva il gregge al pascolo. Un giorno, mentre pascolava le pecore, per scherzo, gridò a gran voce: Datemi aiuto, o fanciulli, uomini, giovani! Lupi feroci e famelici si avvicinano, e divoreranno le mie pecore. Immediatamente i pastori vicini accorsero, con i coltelli e con i bastoni, ma non trovarono alcun lupo. Dopo che il fanciullo aveva ringraziato i soccorritori, disse: I lupi sono scappati nel bosco, dopo che avevano sentito la mia voce. Dunque ritornate ai vostri lavori. I pastori ritornarono alle fattorie, ai campi e agli ovili. Il fanciullo, allegro dopo che lo scherzo era riuscito con successo, immediatamente ripeté il divertimento e gridò: Al lupo! I pastori accorsero di nuovo, ed il fanciullo si scusò di nuovo. Dopo che aveva ripetuto lo scherzo per un po' di volte, dei lupi sopraggiunsero davvero. Il fanciullo, terrorizzato, chiese di nuovo aiuto, ma i pastori non prestarono orecchio alla voce dello sventurato e non accorsero in aiuto. E così i lupi, senza pericolo, presero un gran numero di pecore e le divorarono.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Donum Lingua e cultura latina - Versioni tradotte
- Visite: 2
Alla mattina i cacciatori percorrono con i cani vaste pianure e colli. La scaltra lepre se ne sta al sicuro in campi rigogliosi. All'improvviso si riscuote e si spaventa, poiché i cani hanno latrato. Dalla pianura il povero animale fugge nel bosco adiacente e cerca la salvezza con la velocità delle zampe. Ma la bestiola è vista dai cacciatori ed è uccisa dalle frecce. La sorte della lepre non commuove gli animi dei cacciatori. Mentre la lepre fugge, i cani corrono attraverso i vasti campi e devastano le messi mature. La moglie del cacciatore imbandisce un'allegra tavolata, poiché la carne della lepre offre un cibo delizioso. Ora il cacciatore racconta molte storie ai piccoli figli, talvolta esagerate e inventate, mentre i bambini ascoltano con attenzione e si stupiscono.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Donum Lingua e cultura latina - Versioni tradotte
- Visite: 2
Il padrone di un asino possedeva anche un cagnolino. Poiché il cagnolino veniva spesso elogiato dal padrone e veniva accarezzato, al cagnolino venivano date porzioni abbondanti. Accadde che l'asino vide questo con grande invidia e pensò: Perché il cane è così amato dal padrone? Perché io vengo trattato male? Il cane è inutile; io ho sempre procurato vantaggi al padrone. Ma il cane è astuto e adulatore, da me il padrone non ha mai ricevuto lusinghe. Sarò amato, se avrò fatto la stessa cosa. Quando in quel momento il padrone entrò nella stalla, l'asino accorse all'istante, appoggiò i piedi sopra le spalle del padrone, e con la lingua ne leccò il viso. Il padrone impaurito e irritato chiamò i servitori affinché malmenassero tristemente lo sciocco asino con le mazze.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Donum Lingua e cultura latina - Versioni tradotte
- Visite: 2
Su un monte boscoso un leone feroce e vorace divorava molti animali con le fauci spietate; ma, dopo che l'assemblea degli animali cominciò ad offrire ogni giorno una dolce preda al re dei boschi, il re interruppe la crudele strage. La lepre paurosa cercò di liberare i compagni dal pesante tributo. Quando si fu recata dal leone, disse: Mentre camminavo per il bosco, un enorme leone mi bloccò il tragitto. Il re dei boschi, adirato, gridò: Verrò e punirò con duri castighi lo sfacciato usurpatore! La lepre fece la strada insieme al leone e quando giunsero presso un pozzo profondo, la lepre esclamò: Qui abita l'altro leone. Il leone guardò immediatamente dentro: vide nelle acque limpide la sua immagine e la credette dell'usurpatore; senza indugio si scagliò contro il rivale, e perse la vita nello specchio d'acque.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Donum Lingua e cultura latina - Versioni tradotte
- Visite: 2
Mio padre, poiché era proprietario di un piccolo campo, non mi mandò alla scuola di Flavio – lì si recavano con le cassette e le tavolette di cera i figli dei centurioni più ricchi. Accadde che una volta mio padre mi portasse, da bambino, a Roma, affinché imparassi le arti che i figli dei cavalieri e dei senatori imparano. Quindi, poiché tutti mi credevano ricco per antichissimo patrimonio familiare, per le strade di Roma camminavo con una veste sontuosa e con molti servitori. Non aggiungerò molte cose: crebbi nella pudicizia, primo segno di virtù; mio padre mi preservò da ogni cosa vergognosa, mi ammoniva di non cercare il guadagno a ogni costo. A causa di queste cose si deve a mio padre una grande lode da parte mia.
- Ut narrant antiqui scriptores, Athenis Pisistratus tyrannus primus libros publice praebuit ...
- Statim vir in delphini dorso impositus est atque ab animali incolume corpus Taenarum ...
- Agricola asinum iam emerat, sed etiam canem comparavit. Canis vitam in otio ...
- Agricola asinum iam emerat, sed etiam canem comparavit. Canis vitam in otio ...