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UN SECONDO STRATAGEMMA DI TEMISTOCLE
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Taxis
inizio: Θεμιστοκλής δὲ δόξας αἴτιος γενέσθαι ... fine: προτερημάτων αἴτιος ἐγένετο τοις Ἓλλησι.
TRADUZIONE n. 1
Temistocle, artefice della vittoria, aveva in animo un'altro stratagemma non inferiore a quello. Infatti, poiché i Greci temevano di combattere a piedi una tanto grande miriade, in questo modo diminuì di molto la forza dell'esercito pedestre. Mandò il pedagogo dei propri figli presso Serse, affinché spiegasse perché i greci che navigarono presso il ponte erano in procinto di romperlo. Perciò il re, fidandosi della parola a causa della forza persuasiva di quello, diventava timoroso di perdere il ritorno verso l'Asia, perché i greci avevano il dominio del mare; appreso come passare al più presto dall'Europa all'Asia, dopo aver abbandonato Mardonio in grecia con i più valorosi cavalieri e fanti, dei quali il totale fu non meno di 40 miriadi, Temistocle essendosi servito di due stratagemmi, divenne motivo di grandi glorie per i greci.
traduzione n. 2
Temistocle essendo sembrato il responsabile per la vittoria, pensò ad un altro stratagemma non meno importante di questo. Infatti avendo i greci temuto di lottare a piedi contro una tanto grande moltitudine di nemici, diminuì di molto gli eserciti dei soldati pedestri a causa di un tale atteggiamento. Inviò da Serse il pedagogo dei propri figli perché gli rivelasse che i greci dopo essere partiti per mare erano sul punto di fare a pezzi il ponte presso la banchina. Perciò il re avendo prestato fede ai discorsi per la sua capacità di persuadere, diventò timoroso di essere privato del ritorno in Asia, avendo i greci il dominio sul mare capì di dover andare il prima possibile dall'Europa all'Asia, avendo lasciato indietro Mardonio in Grecia con i cavalieri migliori e quelli pedestri, il cui numero intero era realmente di non meno di 40 mila. Temistocle dunque essendosi servito di due stratagemmi divenne il responsabile di grandi successi militari per i greci.
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I franchi giudizi di Filosseno
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro n. p.
Inizio: Εν τουτῳ τῳ χρονῳ διονυσιος ο των συρακοσιων τυραννος πολλην ειρηνηνη και σχολην ειχεν...
fine: ...τοις δε υπηρεταις κελευει: " Απαγετε με εις τας λατομιας.
TRADUZIONE
In quel tempo Dionigi, il tiranno dei Siracusani, manteneva molta pace e quiete. Perciò sia scriveva poemi, sia mandava a chiamare (i poeti) per passare il tempo con questi e per conoscere i giudizi sulle sue opere. Una volta il tiranno durante il suo simposio chiese un giudizio a Filosseno, poeta ditirambico; "Dimmi, cosa ne pensi dei miei poemi ". E questo allora risponde: "Le tue opere sono di pessimo gusto", Dionigi ordina ai servi di portarlo via all'istante e di gettarlo nelle latomie. Ma il giorno dopo gli amici del tiranno lo convincono a perdonare Filosseno. E Dionigi comanda i servi di liberare il poeta e di farlo venire al simposio. Ma egli rifiuta e Dioniso di nuovo gli chiede se i suoi poemi gli piacciano o no. Allora Filosseno da una parte non risponde al tiranno, dall'altra esortava i servi : " Portatemi delle latomie ".
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Ercole nel Lazio e nella Campania
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro greco terza edizione
TRADUZIONE n. 1
ercole essendo nella regione dei liguri e dei tirreni, si accampò presso il fiume Tevere, dove ora c'è Roma, ma molte generazioni dopo quella fu fondata da Romolo discendente di Ares, governò ma alcuni del luogo si stanziarono sul colle chiamato ora Palatino, governando perfettamente una piccola polis, i romani prepararono un notevole tempio presso il Tevere per questo dio, nel quale usano compiere (riti) dal decimo giorno. Eracle dunque partito dal Tevere e percorsa la spiaggia di quella che ora è denominata Italia, giunse alla pianura di Cuma nella quale narrano vi fossero uomini che si distinguevano per la loro robustezza ed erano famosi per la loro tracotanza i quali chiamavano giganti. Dicono inoltre che questa pianura si denominasse Flegrea dal monte che anticamente emetteva terribile fuoco in maniera simile all'Etna della Sicilia; quel luogo si chiama ora Vesuvio e reca molti segni dell'essere arso nei tempi primitivi. Narrano dunque che i giganti intesa la presenza di Ercole, si raccolsero tutti e si schierarono di fronte al predetto eroe. Iniziata una incredibile battaglia, per la robustezza e la forza dei giganti, dicono che Ercole, sostenuto dagli dei, riuscì vincitore nel combattimento e uccise la maggior parte dei nemici, liberò quella regione.
traduzione n. 2
Ercole, attraversata la regione deli Liguri e degli Etruschi, giunto presso il fiume Tevere, si accampò là dove ora sorge Roma. questa però venne fondata molte generazioni dopo da Romolo, figlio di Marte: allora invece alcuni del luogo abitavano su quello che ora è chiamato Palatino dimorando in una città assai piccola. anche i romani in onore di questo dio eressero presso il Tevere un magnifico tempio, nel quale sono soliti celebrare i sacrifici dalle decime. Ercole dunque, partito dal Tevere e percorsa la spiaggia di quella che ora è denominata Italia, giunse alla pianura di Cuma nella quale narrano vi fossero uomini che si distinguevano per la loro robustezza ed erano famosi per la loro oltracotanza, i quali chimavansi giganti. dicono inoltre che questa pianura si denominasse Flegrea dal monte che anticamente emetteva terribile fuoco in maniere simile all'Etna della Sicilia: quel luogo si chiama ora Vesuvio e reca molti segni dell'essere arso nei tempi antichi. narrano dunque che i giganti, intesa la presenza di ercole, si raccolsero tutti e si schierarono di fronte al predetto eroe. ingaggiatasi una furiosa battaglia, data la robustezza e la forza dei giganti, dicono che Ercole, poiché erano suoi alleati gli dei, riuscì vincitore nel combattimento e, uccisa la maggior parte dei nemici, liberò quella regione.
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ZEUS DIO DELLA GIUSTIZIA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro siculo
Zeus è superiore agli altri dei in forza, giustizia e in altre virtù; perciò fa del bene alla vita dell'uomo. Per prima cosa insegna agli uomini a dare gli uni agli altri giustizia riguardo le colpe e astenersi all'agire con violenza. sciogliere le contese in tribunali. In generale rende completo ciò che riguarda la legalità e la pace; infatti persuade i buoni, intimorisce i malvagi con la vendetta e il timore. Inoltre distrugge i briganti, insegna l'uguaglianza e la democrazia.
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UN ORACOLO INTERPRETATO MALE
Versione greco Diodoro Siculo
Traduzione libro greco per il biennio
Inizio: Φιλιππος ο βασιλευς, ἡγεμων υπο τωυ ελληνων fine: ὡς της Ασιας υπο Μακεδονας εσομενης αιϰμαλωτου
ll re Filippo, essendo posto a capo dai Greci e avendo intrapreso la guerra contro i Persiani, mandò avanti Attalo e Parmenione verso l'Asia, avendo fatto parte dell'esercito e avendo comandato di liberare le città Greche, quello affrettando con decisione degli dei di attaccare battaglia, domandò Pizia se sarà superiore del re dei Persiani. Quella gli diede questo responso: "il toro è stato incoronato, quando ha compimento, è il sacrificio". Filippo, dunque, comprendendo ambiguamente il responso, interpretò a suo vantaggio il responso dell'oracolo, come se l'oracolo dicesse di sacrificare il Persiano come vittima; il vero non era così, ma significava al contrario che Filippo sarebbe stato ucciso come il toro. Quindi avendo creduto che gli dei combattessero con lui, era molto contento, come se l'Asia sarebbe stata sottomessa dai Macedoni