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Inizio: Κατα Σικελιαν ησαν τυραννοι Ικετας εν Συρακουσαις, Φιντιας εις Ακραγαντα ...Fine: τους λαους της Γελας εις την Φιντιαδα μεταφερει, κτιζων τειχος και αγοραν αξιολογον και ναους θεων.
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Temistocle fugge in Asia
versione greco Diodoro Siculo
Θεμιστοκλῆς εὑρὼν δὲ δύο νεανίσκους ἐμπορικαῖς δὲ ἐργασίαις χρωμένους, καὶ διὰ τοῦτο τῶν ὁδῶν ἐμπείρως ἔχοντας, μετὰ τούτων ἔφυγε. Χρώμενος δὲ νυκτεριναῖς ὁδοιπορίαις ἔλαθε τοὺς Λακεδαιμονίους, καὶ διὰ τῆς τῶν νεανίσκων εὐνοίας τε καὶ κακοπαθείας κατήντησεν εἰς τὴν Ἀσίαν· ἐνταῦθα δ´ ἔχων ἰδιόξενον, ὄνομα μὲν Λυσιθείδην, δόξῃ δὲ καὶ πλούτῳ θαυμαζόμενον, πρὸς τοῦτον κατέφυγεν. Ὁ δὲ Λυσιθείδης ἐτύγχανε φίλος ὢν Ξέρξου τοῦ βασιλέως καὶ κατὰ τὴν διάβασιν τοῦ Ξέρξου τὴν δύναμιν τῶν Περσῶν ἅπασαν εἱστιακώς. Διόπερ συνήθειαν μὲν ἔχων πρὸς τὸν βασιλέα, τὸν δὲ Θεμιστοκλέα διὰ τὸν ἔλεον σῶσαι βουλόμενος, ἐπηγγείλατο αὐτῷ πάντα συμπράξειν. Ἀξιοῦντος δὲ τοῦ Θεμιστοκλέους ἀγαγεῖν αὐτὸν πρὸς τὸν Ξέρξην, τὸ μὲν πρῶτον ἀντεῖπεν, ἀποφαινόμενος ὅτι κολασθήσεται διὰ τὰς κατὰ τῶν Περσῶν αὐτῷ γεγενημένας πράξεις, μετὰ δὲ ταῦτα μαθὼν τὸ συμφέρον ὑπήκουσε, καὶ παραδόξως καὶ ἀσφαλῶς αὐτὸν διέσωσεν εἰς τὴν Περσίδα
Temistocle avendo casualmente incontrato due giovani che mercanteggiando erano diventati pratichi delle strade, con essi si mise in cammino. Così mentre viaggiava di notte ingannando i Lacedemoni, da quei giovani amorevolmente e con gni attenzione aiutato finalmente scappò in Asia. Egli come ospite un uno privato detto Lisiteide assai distinto per celebrità del nome e per la richezza e presso lui si ricoverò. Era Lisiteide amico del re Serse infatti nell'occasione che l'esercito era passato di la, egli lo aveva lautamente banchettato tutto, per cui era venuto in familiarità e nelle grazie del monarca. Ora commiserando Lisiteide la fortuna di Temistocle decise di volerlo salvare e gli promise di impiegare in ciò ogni sua opera. Ma quando Temistocle chiese di essere condatto da Serse all'inizio egli si rifiutò, dicendo che in tale maniera avrebbe incontrato la morte per le tante cose fatte da lui a danno dei persiani: pensando inoltre che questo passo avrebbe poto giovare (alla fine) acconsentì e gli procurò quanto occorreva in modo che potesse con tutta sicurezza recarsi in Persia.
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Gli abitanti di Taranto in lotta contro i Barbari Iapigi
versione greco Diodoro siculo traduzione libro Sapheneia
κατὰ δὲ τὴν Ἰταλίαν πόλεμος ἐνέστη Ταραντίνοις πρὸς τοὺς Ἰάπυγας· περὶ γὰρ ὁμόρου χώρας ἀμφισβητούντων πρὸς ἀλλήλους, ἐπὶ μέν τινας χρόνους διετέλουν ἁψιμαχοῦντες καὶ λεηλατοῦντες τὰς ἀλλήλων χώρας, ἀεὶ δὲ μᾶλλον τῆς διαφορᾶς συναυξομένης καὶ πολλάκις φόνων γινομένων, τὸ τελευταῖον εἰς ὁλοσχερῆ φιλοτιμίαν ὥρμησαν. οἱ μὲν οὖν Ἰάπυγες τήν τε παρ´ αὑτῶν δύναμιν παρεσκευάζοντο καὶ τὴν παρὰ τῶν ὁμόρων συμμαχίαν συνέλαβον, καὶ τοὺς σύμπαντας ἤθροισαν ὑπὲρ τοὺς δισμυρίους· οἱ δὲ Ταραντῖνοι πυθόμενοι τὸ μέγεθος τῆς ἐπ´ αὐτοὺς ἠθροισμένης δυνάμεως, τούς τε πολιτικοὺς στρατιώτας ἤθροισαν καὶ Ῥηγίνων συμμάχων ὄντων πολλοὺς προσελάβοντο. γενομένης δὲ μάχης ἰσχυρᾶς καὶ πολλῶν παρ´ ἀμφοτέροις πεσόντων, τὸ τελευταῖον οἱ Ἰάπυγες ἐνίκησαν. τῶν δὲ ἡττηθέντων εἰς δύο μέρη σχισθέντων κατὰ τὴν φυγήν, καὶ τῶν μὲν εἰς Τάραντα τὴν ἀναχώρησιν ποιουμένων, τῶν δὲ εἰς τὸ Ῥήγιον φευγόντων, παραπλησίως τούτοις καὶ οἱ Ἰάπυγες ἐμερίσθησα
Traduzione
In Italia si cominciò la guerra contro i Tarantini riguardo gli Iapigi; poiché litigavano tra di loro per le regioni di confine, vivevano per alcuni periodi contendendo e saccheggiando le loro regioni, sempre più aumentando la discordia e spesso anche divenute stragi, alla fine si eccitarono alla rivalità completamente. Mentre gli Iapigi quindi preparavano l’esercito presso di loro e radunarono aiuto presso i loro confini, e raccolsero tutti insieme circa ventimila uomini; i Tarantini avendo saputo il gran numero dell’esercito radunato contro di loro, anche raccolsero milizie cittadine ed essendo in aiuto i Regini aggiunsero molti. Avvenuta una feroce battaglia ed essendo molti morti da entrambe le parti, alla fine gli Iapigi vinsero. Essendo stati vinti e divisi in due parti per la fuga rifugiandosi alcuni a Taranto, altri fuggendo invece a Reggio, in modo simile ad essi anche gli Iapigi si divisero.
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Sicani e Sicelioti VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
οἱ δ´ οὖν Σικανοὶ τὸ παλαιὸν κωμηδὸν ᾤκουν, ἐπὶ τῶν ὀχυρωτάτων λόφων τὰς πόλεις κατασκευάζοντες διὰ τοὺς λῃστάς· οὐ γὰρ ἦσαν ὑπὸ μίαν ἡγεμονίαν βασιλέως τεταγμένοι, κατὰ πόλιν δὲ ἑκάστην εἷς ἦν ὁ δυναστεύων. καὶ τὸ μὲν πρῶτον ἅπασαν τὴν νῆσον κατῴκουν, καὶ τὴν χώραν ἐργαζόμενοι τὰς τροφὰς εἶχον· ὕστερον δὲ τῆς Αἴτνης ἐν πλείοσι τόποις ἀναφυσήματα πυρὸς ἀνείσης, καὶ πολλοῦ κατὰ τὴν χώραν ῥύακος ἐκχυθέντος, συνέβη φθαρῆναι τῆς γῆς ἐπὶ πολὺν τόπον. ἐπ´ ἔτη δὲ πλείω τοῦ πυρὸς ἐπινεμομένου πολλὴν χώραν, φοβηθέντες τὰ μὲν πρὸς ἕω κεκλιμένα τῆς Σικελίας ἐξέλιπον, εἰς δὲ τὰ πρὸς δυσμὰς νεύοντα μετῴκ μετωκουν.
I sicani una volta vivevano in borgate: e si erano fabbricate sui colli piccole città per salvarsi dalle incursioni dei ladroni. Non erano poi essi sotto il comando di un solo re, ma ogni borgo aveva il suo principe particolare e da prima tenevano tutta l'isola, e si procacciavano il vivere lavorando la terra. Ma poi, come avvenne, che in moltissime parti l'Etna spargeva le sue fiamme e a tratti lontani ingombrava molti paesi con le sue eruzioni, e il devastare le terre durò molti anni; gli abitanti presi da timore abbandonarono le parti della Sicilia volte verso l'aurora e si ritirarono nelle occidentali. Dopo molte età la nazione dei siculi passava con le sue famiglie dall'Italia in Sicilia, occupò le contrate che erano state abbandonate dai Sicani e desiderosi di acquistare pia territorio cominciò ad estendersi più al largo e a fare incursioni e saccheggiamenti a danno dei limitrofi, e così nacquero frequenti guerre tra siculi e Sicani, fino a tanto che venuti i due popoli a patti, stabilirono di mutuo conseso i confini entro i quali ognuno si deveva contenere
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La guerra Beotica versione greco Diodoro Siculo
Φωκεΐς προς Βοιωτούς εκ τίνων εγκλημάτων εις πόλεμον καταστάντες έπεισαν τούς Λακεδαιμονίους συμμαχεϊν κατά των Βοιωτών. Και τό μεν πρώτον αύτοΐς απέστειλαν Λύσανδρον μετά στρατιωτών ολίγων, δς είσελθών εις την Φωκίδα συνήγαγε δύναμιν μετά δέ ταϋτα και Παυσανίας ό βασιλεύς έξεπέμφΟη μετά στρατιωτών έξακισχιλίων. Βοιωτοί δέ πείσαντες "Αθηναίους συνεπιλαβέσθαι τοΰ πολέμου, τότε μέν καθ* αυτούς ώρμησαν. και κατέλαβον 'Αλίαρτον ύπό Λυσάνδρου και Φωκέων πολιορκουμένην. Γενομένης δέ μάχης ο τε Λύσανδρος έπεσε και τών Λακεδαιμονίων και τών συμμάχων πολλοί, τών δέ Βοιωτών ή μέν ολη φάλαγξ ταχέως έπέστρεψεν άπό τοΰ διωγμού, τών δέ Θηβαίων ώς διακόσιοι προχειρότερον εις τόπους τραχείς εαυτούς δόντες άνηρέΟησαν. Ό μέν ούν πόλεμος ούτος εκλήθη Βοιωτικός. Παυσανίας δέ ό τών Λακεδαιμονίων βασιλεύς πυΟόμενος την ήτταν άνοχάς έποιήσατο προς Βοιωτούς και την δύναμιν απήγαγε προς Πελοπόννησον.
I Focesi, avendo portato la guerra ai Beoti a causa di alcune offese, persuasero gli Spartani ad aiutarli contro i Beoti. E inizialmente gli inviarono Lisandro con pochi uomini, che dopo esser entrato in Focide riunì un contingente, ma dopo questi eventi fu mandato anche il re Pausania con seimila soldati. Ma i Beoti dopo aver persuaso gli Ateniesi a partecipare alla guerra li spinsero verso di loro e occuparono Aliarto assediata da Lisandro e dai Focesi. Poichè fu guerra Lisandro e molti fra i Lacedemoni e gli alleati morirono, in un attimo tutta la falange dei Beoti si volse all'inseguimento, fra i Tebani circa duecento furono massacrati dopo essersi arresi in luoghi selvaggi. Questa guerra allora fu chiamata Beotica, ma Pausania, il re dei Lacedemoni, dopo esser stato informato della sconfitta fece una tregua con i Beoti e ritirò il contingente verso il Peloponneso.
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