- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
La construzione della nave di Argo versione greco libro Ellenisti
τὸν δὲ Πόντον κατ´ ἐκείνους τοὺς χρόνους περιοικούμενον ὑπὸ ἐθνῶν βαρβάρων καὶ παντελῶς ἀγρίων ἄξενον προσαγορεύεσθαι, ξενοκτονούντων τῶν ἐγχωρίων τοὺς καταπλέοντας. Ἰάσονα δὲ δόξης ὀρεγόμενον καὶ τὸν ἆθλον δυσέφικτον μέν, οὐ κατὰ πᾶν δ´ ἀδύνατον κρίνοντα, καὶ διὰ τοῦτο μᾶλλον αὑτὸν ἐπιφανέστερον ἔσεσθαι διαλαμβάνοντα, παρασκευάσασθαι τὰ πρὸς τὴν ἐπιβολήν. καὶ πρῶτον μὲν περὶ τὸ Πήλιον ναυπηγήσασθαι σκάφος, πολὺ τῷ μεγέθει καὶ τῇ λοιπῇ κατασκευῇ τὴν τότε συνήθειαν ὑπερβάλλον, διὰ τὸ σχεδίαις πλεῖν τοὺς τότε ἀνθρώπους καὶ μικροῖς παντελῶς ἀκατίοις. διὸ καὶ τῶν ἰδόντων αὐτὸ τότε καταπληττομένων, καὶ τῆς φήμης διαδοθείσης κατὰ τὴν Ἑλλάδα περί τε τοῦ ἄθλου καὶ τῆς κατὰ τὴν ναυπηγίαν ἐπιβολῆς, οὐκ ὀλίγους τῶν ἐν ὑπεροχαῖς νεανίσκων ἐπιθυμῆσαι μετασχεῖν τῆς στρατείας. Ἰάσονα δὲ καθελκύσαντα τὸ σκάφος καὶ κοσμήσαντα πᾶσι τοῖς ἀνήκουσι πρὸς ἔκπληξιν λαμπρῶς, ἐκλέξαι τῶν ὀρεγομένων τῆς αὐτῆς προαιρέσεως τοὺς ἐπιφανεστάτους ἀριστεῖς, ὥστε σὺν αὐτῷ τοὺς ἅπαντας εἶναι πεντήκοντα καὶ τέτταρας. τούτων δ´ ὑπάρχειν ἐνδοξοτάτους Κάστορα καὶ Πολυδεύκην, ἔτι δ´ Ἡρακλέα καὶ Τελαμῶνα, πρὸς δὲ τούτοις Ὀρφέα καὶ τὴν Σχοινέως Ἀταλάντην, ἔτι δὲ τοὺς Θεσπίου παῖδας καὶ αὐτὸν τὸν στελλόμενον τὸν πλοῦν ἐπὶ τὴν Κολχίδα.
Traduzione numero 1
Era a quel tempo Il Ponto, abitato da genti barbare e estremamente feroci, era chiamato "ostile agli stranieri" poiché gli abitanti uccidevano gli stranieri che vi approdavano. Giasone, che aspirava alla celebrità, fece i preparativi per il suo piano. E per prima cosa, presso Pelio (monte) costruì uno scafo che per grandezza e per restante equipaggiamento superava di molto la consuetudine di allora (nel costruire navi), per il fatto che gli uomini dell'epoca navigavano su zattere e barche estremamente piccole. Perciò, quando in tutta la Grecia si fu diffusa la notizia relativa all'impresa e al progetto di costruzione della nave, non pochi dei giovani della prima nobiltà ebbero il desiderio di partecipare alla spedizione. Allora, Giasone scelse i condottieri più illustri cosicché insieme con lui erano in tutto cinquantaquattro. Tra costoro i più celebri erano Castore e Polluce e, inoltre, Eracle e Telamone. Dunque, la nave fu chiamata Argo.
Traduzione numero 2
Era a quel tempo il Ponto abitato da genti barbare e ferocissime, e diffamate per la strage che facevano dei forestieri : perciò diede senza pietà Giasone, bramoso di acquistare gloria, comunque pure se ritenesse poca la difficoltà dell'impresa, non credendo però la cosa insuperabile, ma sperando anzi, che tanto più celebre nome avrebbe ottenuto, si mise ad allestire le cose necessarie per l'opera. E per prima cosa sotto il monte Pelio fabbricò una nave, per mole, e per ogni altro apparato di gran lunga maggiore di quelle che l'uso allora portasse perché a quei tempi si navigava con barchette, e battelli. Perciò chiunque vide allora quell'opera si meravigliò sia dell' impresa a cui era la nave destinata sia della nave stessa e molto se ne parlò per tutta Grecia. In questo modo a non pochi giovani appartenenti alla nobiltà venne voglia di avere parte in quella spedizione, Quando la nave fu compiuta, furono messe insieme tutte le cose necessarie, Giasone dal numero di tutti quelli che si erano offerti per andare con lui, scelse cinquantaquattro fra i più, distinti, e non più. Fra questi erano molto famosi Castore e Polluce, Ercole e Telamone, Orfeo ed Atalanta, Sglia di Sceno, e i figli di Tespio; e finalmente lo stesso autore e capo della navigazione salpò verso la Colchide.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Greco versioni per il biennio
οἱ τὴν ὀρεινὴν τῆς Ἰνδικῆς κατοικοῦντες. τόν τε Ἡρακλέα φασὶ παρ´ αὑτοῖς γεγενῆσθαι, καὶ παραπλησίως τοῖς Ἕλλησι τό τε ῥόπαλον καὶ τὴν λεοντῆν αὐτῷ προσάπτουσι. τῇ δὲ τοῦ σώματος ῥώμῃ καὶ ἀλκῇ πολλῷ τῶν ἄλλων ἀνθρώπων διενεγκεῖν, καὶ καθαρὰν ποιῆσαι τῶν θηρίων γῆν τε καὶ θάλατταν. γήμαντα δὲ πλείους γυναῖκας υἱοὺς μὲν πολλούς, θυγατέρα δὲ μίαν γεννῆσαι, καὶ τούτων ἐνηλίκων γενομένων πᾶσαν τὴν Ἰνδικὴν διελόμενον εἰς ἴσας τοῖς τέκνοις μερίδας, ἅπαντας τοὺς υἱοὺς ἀποδεῖξαι βασιλέας, μίαν δὲ θυγατέρα θρέψαντα καὶ ταύτην βασίλισσαν ἀποδεῖξαι. κτίστην τε πόλεων οὐκ ὀλίγων γενέσθαι, καὶ τούτων τὴν ἐπιφανεστάτην καὶ μεγίστην προσαγορεῦσαι Παλίβοθρα. κατασκευάσαι δ´ ἐν αὐτῇ καὶ βασίλεια πολυτελῆ καὶ πλῆθος οἰκητόρων καθιδρῦσαι· τήν τε πόλιν ὀχυρῶσαι τάφροις ἀξιολόγοις ποταμίοις ὕδασι πληρουμέναις. καὶ τὸν μὲν Ἡρακλέα τὴν ἐξ ἀνθρώπων μετάστασιν ποιησάμενον ἀθανάτου τυχεῖν τιμῆς, τοὺς δ´ ἀπογόνους αὐτοῦ βασιλεύσαντας ἐπὶ πολλὰς γενεὰς καὶ πράξεις ἀξιολόγους μεταχειρισαμένους μήτε στρατείαν ὑπερόριον ποιήσασθαι μήτε ἀποικίαν εἰς ἀλλοεθνεῖς ἀποστεῖλαι.
Gli abitanti della regione montuosa dell'India raccontano (il mito) e raccontano che Eracle nacque presso di loro e analogamente ai greci, gli attribuiscono la Clava e la leontea. Per la sua forza fisica e la sua prodezza eccelleva di molto sugli altri uomini e sgombrò dalle bestie selvatiche terra e mare. Sposatosi con molte donne generò molti figli maschi ma una sola femmina e quando costoro diventarono adulti, suddivisa tutta l'India in un numero di parti pari a quello dei figli, tutti quanti i maschi li nominò re, e allevata l'unica femmina, designò regina anche costei. Divenne fondatore di non poche città e la più famosa e la più grande di esse la chiamò Palibotra, vi fece costruire anche una reggia su sontuosa e vi stabilì un gran numero di abitanti, fortificò la città con notevoli fossati riempiti d'acqua di fiume. Quando Eracle fu trapassato dal mondo dei vivi, ottenne onore immortale, mentre i suoi discendenti che pure regnarono per molte generazioni, e realizzarono imprese notevoli non fecero né una spedizione militare oltre confine, né inviarono una colonia presso altro popolo.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
La morte di Androgeo e la vendetta di Minosse
Parte I Libro verso Itaca
Mινως πρωτος ελληνωνω ναυτικην δυναμιν αξιολογον συνισταμενος εθαλαττοκπατει και εκ Πασιφαης, της του Ηλιου και Κρητης, εγευυα Δευκαλιωνα και κατερα και Ανδπογεων και απιαδνην. των δε μινωος υιων ανδρογεως μεν εις τας Αθηνας κατηντα, Παυαθηναιων συντελουμενων και Αιγεως βασιλευοντος, και ευ δε οτις αγωσι νικων τους αθλητας απαντας συνηθης εγεγνετο τοις Παλλαντος παισιν, εχθροις των αθηυαιων. Ενταυθ' ο μευ Αιγευς υποπτευων τηυ Ανδρογεω φιλιαν τοις Παλλαντιδαις, επεβουλευε τω νεανια : βαδιζοντος Ανδρογεω εις τας Θηβας επι θεωπιαν, Αιγευς εγχωριους επεμπε οπως δολοφονοιεν εκεινον περι Οινοην της Αττικης.
Minosse, avendo, primo fra i Greci, riunito (allestito) una considerevole flotta navale, dominava sul mare e da Pasifae, figlia di Elio e di Creta, generò Deucalione, Catreo, Androgeo e Arianna. Tra i figli di Minosse, Androgeo pervenne ad Atene mentre si celebravano le Panatenee e quando regnava Egeo, e vincendo nelle gare tutti gli atleti, diventò amico intimo amico dei figli di Pallante, nemici degli Ateniesi. Egeo, allora, scrutando con sospetto l'amicizia fra Angrogeo con i Pallantidi, complottò contro il giovane: mentre Androgeo andava verso Tebe per una festa, Egeo mandò alcuni abitanti intorno ad Enoe dell'Attica per ucciderlo a tradimento.
La morte di Androgeo e la vendetta di Minosse Parte II
Le miniere degli egiziani - Le condizioni di vita degli schiavi addetti alle miniere d'oro dei Farao
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Le miniere degli egiziani - Le condizioni di vita degli schiavi addetti alle miniere d'oro dei Faraoni erano davvero misere versione greco Diodoro Siculo e traduzione
παρὰ δὲ τούτων τὸν ὀροβίτην λίθον αἱ γυναῖκες καὶ οἱ πρεσβύτεροι τῶν ἀνδρῶν ἐκδέχονται, καὶ μύλων ἑξῆς πλειόνων ὄντων ἐπὶ τούτους ἐπιβάλλουσι, καὶ παραστάντες ἀνὰ τρεῖς ἢ δύο πρὸς τὴν κώπην ἀλήθουσιν, ἕως ἂν εἰς σεμιδάλεως τρόπον τὸ δοθὲν μέτρον κατεργάσωνται. προσούσης δ' ἅπασιν ἀθεραπευσίας σώματος καὶ τῆς τὴν αἰδῶ περιστελλούσης ἐσθῆτος μὴ προσούσης, οὐκ ἔστιν ὃς ἰδὼν οὐκ ἂν ἐλεήσειε τοὺς ἀκληροῦντας διὰ τὴν ὑπερβολὴν τῆς ταλαιπωρίας. οὐ γὰρ τυγχάνει συγγνώμης οὐδ' ἀνέσεως ἁπλῶς οὐκ ἄρρωστος, οὐ πεπηρωμένος, οὐ γεγηρακώς, οὐ γυναικὸς ἀσθένεια, πάντες δὲ πληγαῖς ἀναγκάζονται προσκαρτερεῖν τοῖς ἔργοις, μέχρι ἂν κακουχούμενοι τελευτήσωσιν ἐν ταῖς ἀνάγκαις. διόπερ οἱ δυστυχεῖς φοβερώτερον ἀεὶ τὸ μέλλον τοῦ παρόντος ἡγοῦνται διὰ τὴν ὑπερβολὴν τῆς τιμωρίας, ποθεινότερον δὲ τοῦ ζῆν τὸν θάνατον προσδέχονται.
Da questi le donne e gli uomini più anziani ricevono la pietra delle dimensioni di una vecchia e la gettano su delle mole allineate in gran numero e stando in due o tre alla barra, la macinano finchè lavorando abbiano ridotto la quantità che è stata data loro alla finezza della farina. Dal momento che tutti quanti costoro sono nell'impossibilità di curarsi del proprio corpo e di aver vesti per coprirsi le pudenda, non c'è persona che vedendoli non provi pietà verso questi diseredati per la loro eccessiva tribolazione. Infatti non ottiene indulgenza né condono della pena nel modo più assoluto, né un malato né un mutilato ne un vecchio né una donna per la sua debolezza, ma tutti sono costretti dai colpi a lavorare costantemente finchè muoiono tormentati dai maltrattamenti. Perciò gli sventurati ritengono il futuro sempre più pauroso del presente a causa dell'eccessiva punizione e aspettano la morte, più desiderabile della vita.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 4
Telys costringe i Crotoniani alla guerra
versione greco Diodoro Siculo traduzione libro synesis
testo greco non pervenuto
Ci dispiace ma questa versione non è ancora stata tradotta anche perché non ci è pervenuto il testo greco. Contribuisci ad aumentare le versioni presenti in questo sito inviando il testo greco opppure la tua traduzione a webmaster@skuolasprint. it